I Vignaioli della Valle di Mezzane: un impegno condiviso per il territorio

Sono giovani e pieni di entusiasmo, hanno terreni di proprietà, sono indipendenti e consapevoli delle potenzialità del loro territorio, e vogliono approfondirne la conoscenza per dare a quel territorio la possibilità di produrre vini che lo sappiano raccontare veramente, lontani da ogni costrizione codificata: sono i Vignaioli della Valle di Mezzane (VVM).

Ci troviamo nel cuore della Valpolicella Orientale, a est di Verona, in una zona che si estende da Vago, Lavagno, fino a San Mauro di Saline, e nel comune di Mezzane di Sotto, la cui varietà di suoli e microclimi, dove si alternano terreni vulcanici, di colore nero, e terreni calcarei, bianchi, è originata da una variegata diversità geologica, in un interessante mosaico pedologico tutto da conoscere.
Questo è il patrimonio che sono consapevoli di avere i giovani titolari delle dodici aziende che si sono riunite nel gruppo, con lo scopo di approfondire la conoscenza del suolo e migliorare la qualità dei loro vini -una produzione che va dal Soave al Valpolicella, fino all’Amarone- così da poter affermare la propria identità territoriale e quella della Valle di Mezzane.
Nero su Bianco” identifica il loro messaggio.

La Valle di Mezzane: un territorio dalle mille sfumature

Questi giovani produttori sono alla ricerca di consapevolezza, vogliono conoscere in modo approfondito il territorio su cui coltivano i loro vigneti per orientarsi in ogni scelta, al netto di un profondo rispetto della tradizione: dove piantare e quali vitigni, come farli crescere per ottenere il massimo della qualità, ma anche come prepararsi alle sfide del cambiamento climatico in atto.

Il primo passo del Gruppo è stato affidare l’analisi dei terreni al pedologo Giuseppe Benciolini, che ha poi realizzato una carta pedologica in 3D della Valle di Mezzane. Questa mappa tridimensionale mostra dettagli precisi di altitudine, esposizione e tipologia del suolo, ed è stata creata dopo aver compreso i movimenti che in milioni di anni hanno portato alla situazione attuale. L’individuazione profonda della tipologia di suolo e della sua natura rende chiara e immediata la conoscenza dei molteplici ambienti che la Valle offre per vigneti, e il perché delle sue caratteristiche pedoclimatiche così particolari.

Contemporaneamente, VVM ha promosso uno studio in collaborazione con il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona per capire come queste caratteristiche influiscono sui vini prodotti su quelle aree.

Ma, anche se orgogliosi della propria autonomia, da sempre sostengono il Consorzio di Tutela Vini Valpolicella per una definizione di Sottozone basate sulla reale morfologia del territorio, un passo importante per valorizzare al meglio le peculiarità della zona.

Conosciamoli meglio
Il gruppo dei Vignaioli della Valle di Mezzane (VVM) è composto, in buona sostanza, da imprenditori giovani colti, consapevoli e determinati ad ottenere il meglio dal patrimonio che hanno a disposizione. Per conoscerli meglio abbiamo assaggiato i vini delle loro produzioni, e tra questi scelto i Valpolicella Superiore di ciascuno per annotarne capacità e qualità. Anche la scelta per la presentazione, quella che corrisponde all’annata della messa in commercio che è differente per ciascuna azienda, evidenzia la volontà di marcare la propria individualità di interpretazione e di proposta: il vino rappresenta per ciascuno il suo vigneto, un singolo individuo, anche se consapevolmente parte di una grande famiglia.

Benini Alessandro
Sono 12 gli ettari di vigneto a conduzione biologica gestiti da Alessandro Benini e sua sorella Beatrice dedicati principalmente al Soave, con una piccola parte riservata ai rossi della Valpolicella.
Da uve Corvina, Corvinone e Rondinella impiantate a 150m s.l.m. su suolo prevalentemente calcareo e marnoso nasce il Valpolicella Superiore Doc “Mazzacanà” 2023, affinato per un anno tra acciaio e tonneau (40 per cento per 12 mesi) ha un colore leggero, ancora profumi fruttati con note di spezie dolci e pepe. Piacevole al palato per la sua freschezza e sfumature sapide, nel complesso è un vino equilibrato e persistente.

Carlo Alberto Negri
Carlo Alberto Negri coltiva due ettari e mezzo di vigneti su suolo calcareo argilloso, di un’età media di circa vent’anni tra Mezzane di Sotto e San Pietro di Lavagno. Produce uve per il Valpolicella Superiore e l’Amarone. Il Valpolicella Superiore Doc 2021, proveniente da una vigna unica, si presenta un bel colore rosso rubino, profumi di frutti rossi maturi, ciliegia e note pepate, espressioni di sottobosco che lo rendono particolarmente interessante, la bocca è tesa, di buona struttura e persistente. Fermentazione alcolica spontanea in acciaio con lieviti indigeni.

Le Cesete
Il vigneto faceva parte delle terre di una chiesetta a San Briccio di Lavagno e ne conserva il nome. È posizionato su una spalletta a 200 metri s.l.m. di terreno vulcanico. Il produttore è l’unico “diversamente” giovane del gruppo, ma non per questo meno vitale e rappresentativo della volontà di far parlare al suo vino la lingua della valle. Il Valpolicella Superiore Doc 2016 nasce da uve fatte appassire nel fruttaio dai 45 ai 60 giorni, dopo un tempo stabilito dal produttore (2/3 anni) va in bottiglia. Naso di fiori appassiti, prugna surmatura e spezie, e una bocca sapida, fino ad agrumata descrivono la piacevolezza di questo vini.

Falezze di Luca Anselmi
Luca Anselmi con la sua azienda Falezze, circondata da boschi di noccioli e roveri, ulivi e vigne storiche, pratica una viticoltura biologica. Il Valpolicella Superiore Doc 2020 è prodotto da vigneti di oltre 60 anni su suoli calcarei, ricchi di scheletro e ben drenati, coltivati con le varietà tradizionali Corvinone, Rondinella e Oseleta. Le uve vengono sottoposte a un breve appassimento naturale, simile a quello utilizzato per l’Amarone. Dopo la fermentazione, il vino matura in tonneau di rovere francese, è un vino facile da bere, con profumi di frutti di bosco, una buona struttura e una interessante nota di mineralità.

Le Guaite di Noemi
L’azienda, gestita dalla giovane Noemi Pizzighella, è impostata sulla produzione di vini dedicati al lungo invecchiamento, convinti che possano esprimersi al meglio col tempo, e che il loro potenziale possa arrivare oltre i 20 anni. Il Valpolicella Superiore Doc 2015 ne è la dimostrazione. Un vino molto interessante che nasce su un suolo calcareo bianco, calcareo rosa, ferro e basalti, si presenta con riflessi granati e un naso arricchito nei profumi floreali seguiti da ciliegia e more, da sensazioni di prugna matura, seguiti da spezie dolci. In bocca è morbido e avvolgente, con una piacevole acidità e un lungo finale con ritorni di frutto e spezie.

Roccolo Grassi
Roccolo Grassi è un’azienda che sviluppa i suoi 16 ettari di vigneto ad un’altitudine compresa tra i 200 e i 300 metri s.l.m. compresi tra due ettari di bosco, uno di oliveto e piante da frutto. Nel Valpolocella Superiore Doc 2019 si percepisce la freschezza dell’uva, in cui la piccola parte leggermente appassita è sufficiente per offrire una maggiore concentrazione. Il terreno vulcanico disegna la sua impronta di mineralità su un corpo morbido e persistente, i profumi sono concentrati con le spezie, tabacco e caffè che rincorrono il frutto e una chiusura in bocca intensa e persistente.

Grotta del Ninfeo
Il suo Valpolicella Superiore Doc 2021 è un vino rosso che ben rappresenta il territorio della Val d’Illasi. Prodotto con uve Corvina e Rondinella su suolo in prevalenza calcareo-marnoso e vulcanico, e sfrutta la vicinanza ai monti Lessini per le escursioni termiche che esaltano i profumi delle uve.  Questo vino dai riflessi violacei unisce ai profumi fruttati delle eleganti note floreali e speziate. È un vino dinamico, giovane ed elegante, con spiccate note minerali, da bere anche fresco. L’azienda di Luca Fraccaroli ha una produzione limitata, unisce tradizione nel ricordo dei vini dei nonni con sostenibilità ambientale per uno sguardo al futuro, e parla di famiglia.

Ilatium Morini
Sono in sette, tra fratelli e cugini, ad occuparsi di questa azienda con 45 ettari di terreni distribuiti tra Mezzane, Illasi e Valpantena. Il Valpolicella Superiore Doc Campo Prognài 2019 nasce da vigneti a 150 metri s.l.m. di Corvina/Corvinone 70%, Rondinella 20% e Croatina impiantati su terreni in prevalenza calcareo/argillosi. Il suo colore rosso granato fa da preludio a profumi di frutta rossa matura, spezie e cioccolato, in bocca è pieno e corposo, fresco e con una piacevole sapidità, con tannini ammorbiditi dal tempo e una buona persistenza.

Massimago
Massimago, un’azienda famigliare con una produzione totalmente biologica, rappresenta l’impostazione attuale della Valle di Mezzane con 10 ettari di terreni incastrati tra boschi. Il Valpolicella Superiore Doc “Profasio” 2022, proveniente da parcelle situate tra i 250 e i 400 metri s.l.m. da terreni calcarei e argillosi. Vinifica uve fresche senza l’intervento dell’appassimento. Il vino, di un bel rosso rubino, propone un naso di frutti rossi maturi con sfumature di macchia mediterranea, pepe e note balsamiche. In bocca il frutto si fonde con sapidità e freschezza, tannino risolto e un lungo finale elegante per un vino di grande bevibilità.

Il Monte Caro
Emanuela e Giorgio, di seconda generazione, si occupano della proprietà di famiglia, nata nel 1986. Vigneti con età compresa tra i 25 e 35 anni, allevati prevalentemente a pergola come da tradizione, una costante brezza e un suolo ricco di calcare garantiscono freschezza ai vini, come il Valpolicella Superiore Doc Biologico “Sol Aria” 2022. Una struttura più ampia nasce da una vendemmia ritardata di un paio di settimane circa, e con l’uso di lieviti indigeni conserva la spinta acida dei terreni calcarei, i profumi sono di ciliegia matura e di spezie, la bocca è calda e avvolgente con un finale piacevolmente balsamico.Talestri
Talestri, una cantina al femminile che prende il nome della regina delle Amazzoni, avvolge la collina di San Briccio su un antico vulcano sottomarino a 160 metri s.l.m. È composta da suoli calcarei di origine sedimentaria intervallati da affioramenti basaltici. Le culture sono improntate su attenzione alla sostenibilità e alla biodiversità. Propone vini freschi ed eleganti. Il Valpolicella Superiore Doc “Determinazione” 2023 ha un colore intenso tendente al granato. Al naso il frutto croccante e un intenso floreale aprono la strada all’eleganza del gusto, un corpo intenso, pulito, con mineralità e sapidità equilibrate e un tannino morbido.

I Tamasotti
Nella sua azienda I Tamasotti, che offre una splendida vista sulla vallata circondata da sette ettari di ulivi, vigne, ciliegi e bosco, Giacomo Brusco coltiva le sue vigne sulle colline della Valle di Mezzane a 250 metri s.l.m. con esposizione a Sud-Est suoli di medio impasto, prevalentemente roccioso-calcarei e ricchi di argilla rossa in profondità.  Il Valpolicella Superiore Doc biologico 2019 è prodotto con uve in appassimento naturale per 30 giorni circa e affinato in botti di rovere, si presenta con un colore rosso rubino intenso, e profumi di frutta rossa addolciti da un tono di vaniglia e sensazioni di tabacco. In bocca è morbido, di buona struttura con un tannino elegante e un lungo finale equilibrato.

Rosanna Ferraro

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Giornalista, Sommelier, ha lavorato al Gambero Rosso per oltre 10 anni come giornalista, degustatrice per la Guida ai Vini d’Italia, autore e regista dei servizi televisivi per il Gambero Rosso Channel, autore di libri su vino, cucina e turismo. Ha partecipato al progetto di rilancio del brand Franciacorta e nel 2006 ha fondato Vinotype, un’agenzia di comunicazione specializzata per le Aziende vitivinicole. Nel 2010 ha lanciato il magazine on line Vinotype.it.

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