Eremo Tuscolano sorprende i palati internazionali

Eremo Tuscolano | Vinotype

Cosa accade se l’importatrice messicana quasi sviene dopo aver assaggiato l’Eremo Tuscolano?

Il fattaccio si complica se a rimanere impressionati sono anche gli importatori provenienti da USA, Vietnam, Cina, Olanda, Danimarca, Giappone, Russia, Libano e Canada.

Stiamo parlando di un vino che più tipico non si può, prodotto com’è da vitigni autoctoni come la Malvasia del Lazio, combinata con quella di Candia, con il Trebbiano Giallo e Toscano e con il Bombino Bianco, vitigni radicati storicamente in un territorio principalmente a tessitura vulcanica, e che hanno rischiato, in epoca non troppo lontana, addirittura l’estirpazione a favore dei mood internazionali imperanti.

E stiamo parlando di un vino ottenuto con un protocollo essenziale e rispettoso delle pratiche tradizionalmente in voga nei Castelli Romani e di una denominazione profondamente radicata nella storia del territorio come quella del Frascati.

Il vino che ne proviene è quindi quanto di più lontano dallo standard aromatico e gustativo al quale erano abituati i buyer provenienti da varie nazioni del mondo, eppure l’Eremo Tuscolano ha conquistato in modo trasversale tutti i palati  e si è inserito di prepotenza nei loro taccuini di degustazione: come i buyers riusciranno a sdoganarlo nei loro Paesi abituati a Sauvignon, Chardonnay e Merlot, di piacevolezza sicura e omologante, è fatto che non ci compete.

A Eremo Tuscolano la soddisfazione per gli apprezzamenti che ha incassato grazie all’originale espressività messa in campo, certio che nessun altro potrà mai replicarla altrove.

Il Frascati Superiore Docg Eremo Tuscolano 2013 è stato posto in degustazione durante il Workshop di Wine Pleasures, Buyers meets Italian Cellar, che si è svolto dal 26 al 28 ottobre 2015 presso l’Hotel Villa Vecchia a Monte Porzio Catone, proprio nel comune dei Castelli Romani in cui sono allocati i vigneti di Mario Masini, proprietario dell’azienda.

 

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