Vino di Frascati / Un percorso millenario

Vino di Frascati

Il vino di Frascati ha un legame profondo con l’antichità e l’intera storia di Roma. Già se ne parlava nella mitologia precedente alla fondazione di Roma, che raccontava di come Enea e suo figlio Ascanio avevano consacrato i vigneti del Lazio a Giove e come il nostro eroe mitologico venisse ricordato come uno dei primi piantatori di viti (vitisator) e di conoscere i segreti delle potature.

I Romani svilupparono la coltivazione della vite a partire dall’VIII secolo a.C. (dopo gli Etruschi e insieme ai Greci), iniziando dalle campagne circostanti Roma, per soddisfarne il fabbisogno interno; ai tempi della Prima Repubblica il consumo aumentò a tal punto che il vino prodotto localmente non copriva più le richieste e nel 200 a.C. iniziarono le importazioni e gli impianti di altri vitigni fino a quando, nell’81 a.C., Domiziano proibì addirittura di impiantare nuovi vigneti per paura che la loro sovrabbondanza portasse ad una carenza di grano. Cicerone aveva una villa a Tuscolo e Catone nel 200 d.C. scriveva “ […] della vite mi piace non soltanto la sua utilità, … ma anche la coltivazione e la natura stessa”.

Penseremo quindi anche al vino quando saremo in visita nel Parco Archelogico Culturale del Tuscolo, tra gli scavi del Teatro Romano o di quelli dell’Anfiteatro Tuscolano poco più in basso.

Il passaggio della storia della Caput Mundi nelle terre del Frascati è stato imponente e ha contribuito al radicamento della viticoltura. Oggi tale radicamento storico e culturale della coltivazione della vite è sentito, da parte di tutti i produttori della zona, come valore imprescindibile da tramandare alle generazioni future.