Le castagnole supergolose, soffici come un marshmallow, adatte anche ai celiaci

Non sono celiaca, ma da brava dipendente del carboidrato, soprattutto se dolce, ho sviluppato una leggera intolleranza al glutine che raggiunge livelli notevoli -sorpresona- durante le feste.
Ma non sia mai che si debba rinunciare ai dolci, per cui ci si industria. Dopo un paio di prove (ma anche buona la prima) ho messo a punto una ricetta veloce e di grande riuscita per la preparazione di Castagnole sofficissime e veramente golose Una sola accortezza, usare farina di riso al posto della farina di frumento.
Il passaggio che la rende una ricetta veloce sta nella preparazione: non si fa il panetto, ma si prepara nella ciotola un impasto fluido da versare con un cucchiaino nell’olio di frittura.

Peraltro in questo periodo ho seguito un po’ di denunce sui social che condannavano i prezzi astronomici ai quali vengono vendute Frappe (come si chiamano a Roma) e Castagnole.
Bene, con questa ricetta la spesa finale si aggira sui 7 euro. Ma per capire quanto pesa il risultato complessivo di Castagnole prodotte (più di mezzo chilo, immagino) devo fare un’altra prova perchè anche stavolta non ho fatto in tempo…

Ingredienti:
4 uova intere e gr. 60 di zucchero montati fino a sciogliere bene lo zucchero.
Scorza di 1 limone e di 1 arancia grattugiati uniti al composto per profumare.
Unire 60 ml. rispettivamente di latte, olio di semi e liquore di Anice e mescolare.
Unire 450 grammi circa di farina di riso alla quale aggiungo una punta di cucchiaino di cannella (o più, in base al gradimento personale), una bustina di lievito per dolci, una presa di sale. Il risultato deve essere un composto sostenuto ma da prendere a cucchiaiate.

Mettere sul fuoco l’olio di semi di girasole per la frittura. Parecchi anni fa “importai” dal Belgio una pentola di alluminio che lì viene tradizionalmente usata per la frittura delle patatine. E’ stretta e alta, perché la frittura per risultare leggera deve essere veloce in abbondante olio: bisogna che venga sigillata subito la superficie esterna del cibo in frittura per impedire all’olio di penetrare all’interno, e con un occhio attento a non superare il punto di fumo, che in questo caso io cerco di tenere intorno ai 140°. Con 15 euro ho da poco ricomperato un termometro per frittura in acciaio inossidabile. Mai spesa fu più saggia.
A questo punto, con un cucchiaino far cadere palline di pasta fluida nell’olio, controllare che non brucino: devono avere un bel colore dorato ma cuocere bene fino al cuore. Per capire quando si è raggiunto il giusto equilibrio tra fiamma, calore e dimensione della Castagnola basta fare dei piccoli assaggi…
Mettere a scolare su carta da cucina, se la frittura è fatta bene la carta risulterà poco unta.
Spolverare le Castagnole con zucchero semolato e mangiare ancora tiepide. Garantisco, sono straordinariamente soffici e profumate.

Con cosa abbinarle, se si “spazzolano” nel pomeriggio, appena fatte: a parte una spremuta di arance (che adoro, ricordo di abitudini d’infanzia, ma praticamente è un pasto competo), un profumato tè verde giapponese macha, dove la sensazione vegetale della bevanda viene ammorbidita proprio dallo zucchero che avvolge la Castagnola e che, essendo a base di farina di riso, come si dice “sta nel suo”.
Se vogliamo invece passarci un fine cena e in compagnia di qualche grado di alcol, allora metto in pratica gli insegnamenti appresi durante i corsi da sommelier che imponevano “vini dolci o a tendenza dolce con i cibi dolci” Punto. Quindi evitando  alcol e strutture troppo impegnative, ricordando poi che con le fritture, le bollicine sono sicuramente un abbinamento ottimale: un Moscato d’Asti spumante, vini Passiti, che ne abbiamo di meravigliosi, o cercare fuori patria un “re” che viene dal freddo: un Riesling Auslese che con le sue note candìte e speziate sposa perfettamente la dolcezza della cannella. Le Castagnole finiranno prima, e con questo vino si può proseguire ad oltranza. E i sacrifici della dieta possono attendere.

Rosanna

 

 

 

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