Si entra nelle campagne umbre al confine con la Toscana tra i colli Orvietani e il Lago Trasimeno, e dopo aver attraversato un fitto bosco passando su una stradina non asfaltata, si arriva all’Azienda Agricola Pomario, una tenuta di confine che si estende per circa 230 ettari composta da vigne, olivi, boschi, e un antico casale ristrutturato.
L’azienda, “diversamente giovane” riprende vita circa 20 anni fa quando Giangiacomo Spalletti Trivelli e la moglie Susanna d’Inzeo scoprono questa vecchia tenuta lasciata a se stessa da decenni e, come accade in queste situazioni, si innamorano della sua atmosfera e delle sue potenzialità e avviano un progetto di ripristino delle strutture e dei vigneti esistenti.
La ristrutturazione
La filosofia degli interventi, da parte della coppia dei nuovi proprietari, è essenziale quanto profonda e rispettosa: sarà una grande operazione di recupero senza cancellare il passato o imporre dissonanze. Così come per il Casale sono stati riutilizzati i materiali originali, per creare la Cantina sono stati trasformati i vecchi locali delle attrezzature agricole, e la Barricaia è ben mimetizzata per non interferire con l’ambiente circostante.
Anche la piccola parte di vigneto preesistente, un ettaro situato nel poggio più alto della proprietà costituito da viti ultra decennali di Sangiovese, Trebbiano e Malvasia è stato recuperato con costanti interventi di potatura e individuato come Vigna Vecchia e per differenziarlo dalla Nuova Vigna che è stata impiantata da zero. Per arrivare ai 9 ettari attuali sono stati impiantati filari di Merlot, e poi Sauvignon Blanc e Riesling renano, Grechetto, oltre a piccole quantità di Vermentino, Incrocio Manzoni e Chardonnay. E ancora Sangiovese, con l’aggiunta di piccole quantità di Ciliegiolo, Malvasia Nera, Foglia tonda, Colorino e Alicante per i vini rossi.
Anche gli olivi erano in condizioni di abbandono totale, ma le intense potature hanno permesso un ritorno alla vita produttiva con un olio, oggi, pluripremiato.
La viticoltura
Fin dalle prime sperimentazioni di vinificazione i proprietari si sono avvalsi del contributo professionale dell’agronoma Federica De Santis e dell’enologa Mery Ferrara, con la consulenza dell’enologo Maurizio Castelli.
Grazie alla combinazione tra la posizione dei vigneti ad un’altezza media di circa 550 m. s.l.m. con un’esposizione assolata, un clima che garantisce autunni freschi di notte e caldi di giorno, e i boschi che li circondano e li proteggono, l’azienda produce vini biologici con rigore e rispetto per il territorio caratterizzati, come un filo che li lega sotto un unico pensiero, da piacevole freschezza ed eleganza. I vigneti sono a conduzione biologica. La produzione attuale è di circa 35 mila bottiglie l’anno, con la prospettiva di crescita in futuro.
I vini
Arale Umbria Bianco I.g.t., Trebbiano e Malvasia. Deve il suo nome al monte che guarda la Vigna Storica, quella di oltre 50 anni di età recuperata con i cloni dalla vigna originaria. Il vino si presenta con un colore dorato mentre al naso sensazioni floreali si alternano a quelle fruttate, con agrumi ed erbe aromatiche. In bocca è un vino rotondo, consistente, sapido e minerale.
Sariano Umbria Rosso I.g.t., Sangiovese in purezza. Prende il nome dal Castello di Sariano, IV secolo d.C. proprietà della famiglia. Il colore rubino accompagna i delicati profumi di viola e fiori di campo, insieme a frutti rosso, tabacco e spezie. In bocca è rotondo ma fresco e vivace, dal tannino netto e con personalità.
Rondirose Umbria Rosato I.g.t il rosè da uve di Sangiovese, Merlot e una piccola percentuale di Ciliegiolo. Il suo nome è ispirato alle rondini che volano sui roseti della tenuta. Il delicato colore rosa prepara il naso ad accogliere delicati profumi primaverili di fiori e frutti freschi. Morbido ma con una nota di freschezza persistente e un finale sapido, è un vino ideale sia da aperitivo che da pasto.
Muffato delle Streghe Umbria Dolce Bianco I.g.t, Riesling Renano, Sauvignon Blanc. Un vino voluto dalla contessa Susanna d’Inzeo e dal suo staff al femminile: l’enologa e l’agronoma: le “Streghe di Pomario”. L’impianto è su terrazze che degradano verso il bosco dove le nebbie persistono fino a tarda mattinata, particolarmente favorevole alla sua produzione. Il vino deriva da uve da vendemmia tardiva attaccate dalla “muffa nobile”. Colore oro puro, note muffate e profumi balsamici spiccano al naso insieme all’albicocca appassita, a miele e frutti canditi. In bocca è dolce ma sapido e fresco.
La famiglia
La famiglia Spalletti Trivelli ha una lunga storia legata alla produzione vinicola in particolare con la tenuta Poggio Reale in Toscana. Fu infatti a fine ottocento che Venceslao Spalletti Trivelli, senatore del Regno, con la moglie Gabriella Rasponi, -nipote di Carolina Bonaparte- comprarono quell’azienda dove il figlio Cesare, negli anni Venti del novecento, e da pioniere, iniziò la produzione di un Chianti, lo storico “Chianti Spalletti” che si affermò con successo. L’azienda, fu poi venduta all’inizio degli anni Settanta.
Giangiacomo è il nipote di Cesare, e con la moglie Susanna d’Inzeo -figlia del campione di equitazione Raimondo- oltre a condurre l’azienda di Pomario, gestiscono Villa Spalletti Trivelli, lussuosa residenza d’epoca -appartenuta alla dama di compagnia della regina Margherita- situata di fronte al Quirinale a Roma.
Rosanna Ferraro
Giornalista, Sommelier, ha lavorato al Gambero Rosso per oltre 10 anni come giornalista, degustatrice per la Guida ai Vini d’Italia, autore e regista dei servizi televisivi per il Gambero Rosso Channel, autore di libri su vino, cucina e turismo. Ha partecipato al progetto di rilancio del brand Franciacorta e nel 2006 ha fondato Vinotype, un’agenzia di comunicazione specializzata per le Aziende vitivinicole. Nel 2010 ha lanciato il magazine on line Vinotype.it.





