L’area archeologica del Tuscolo, anfiteatro storico per l’Eremo Tuscolano

Tuscolo
Teatro Romano

Il Parco Archeologico Culturale di Tuscolo, incastonato tra i boschi del monte omonimo all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani,  delinea un’area archeologica di grande valore storico in un ambiente naturale straordinario, lo stesso nel quale maturano le uve con cui Mario Masini produce il Frascati Superiore Eremo Tuscolano. I suoi vigneti, infatti, sono impiantati all’interno del Sacro Eremo Tuscolano dell’ordine degli Eremiti Camaldolesi di Monte Corona, che si trova a ridosso dell’area archeologica. Stiamo parlando di luoghi di grande fascino, non molto conosciuti, a due passi da Roma. Ma, organizzandosi, si può programmare una giornata di arricchimento culturale oltre che di interesse e piacere enologico.

Alle spalle dei vigneti coltivati da Masini si trovano gli scavi del Teatro Romano; due chilometri più in basso al limitare del bosco si raggiunge l’Anfiteatro Tuscolano.

L’intera area archeologica è stata valorizzata grazie all’impegno della Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini che ha acquistato l’area del Tuscolo nel 1993 e che da allora si occupa degli interventi di consolidamento, della tutela e delle indagini scientifiche della parte naturalistica, riuscendo inoltre nella realizzazione del Parco Archeologico Culturale di Tuscolo, inaugurato con la riapertura al pubblico del Teatro Romano nel 2003, dopo due millenni di oblio.

L’insediamento archeologico del monte Tuscolo è considerato il vero centro culturale dei Castelli Romani. Questa è la zona in cui si sono sovrapposte vicende fondamentali legate alla storia della Roma repubblicana, della Roma imperiale, di quella pontificia e di quella medioevale, intrecciandosi con la preesistente città di Tusculum, una delle più importanti città della Lega Latina, fino alla sua completa distruzione avvenuta nel 1191.

Gli scavi hanno riportato alla luce le scenografie di uno dei siti più importanti della storia di Roma, quel Foro che fu calpestato da senatori e consoli, papi e scrittori che in questi luoghi amavano soggiornare, come si è scoperto dopo gli anni di scavi scientifici avviati nel 1994 in collaborazione con l’Escuela Espanola de Historia y Arqueologia en Roma: nel suo periodo di grande splendore,Tusculum era contesa dal patriziato romano, e non solo, per il suo clima, per la sua splendida posizione e per le sue bellezze architettoniche. Possedere lì una villa era diventato uno status irrinunciabile: anche Cicerone, Lucullo, Tiberio, Nerone, solo per citare alcuni nomi , iniziarono a frequentarlo assiduamente, dandoci uno spaccato di umanità privata di questi colossi della nostra storia.

Il Teatro Romano è attualmente il fulcro dell’area archeologica ed è stato riportato alla luce grazie a ben undici campagne archeologiche che si sono succedute dal 1994 al 2008. E’ arrivato dal 75 a.C. sino a noi ben conservato e con la sua conformazione primaria, ottimo esempio di architettura classica romana, con la tradizionale cavea a semicerchio di una cinquantina di metri, suddivisa in quattro settori che arrivano ad una capienza massima di circa 500 posti.

Molto si è già riuscito a delineare anche sull’Anfiteatro Tuscolano: la sua pianta ellittica con i due assi maggiori di circa 55 X 73 metri; l’arena che poteva contenere fino a 3.000 persone; il rivestimento in opus reticulatum con tessuto perfettamente regolare in blocchetti di tufo; i due corridoi di accesso con tanto di arco trionfale; il percorso del muro esterno che si può seguire quasi completamente. Inoltre lo studio della datazione è quasi certa grazie ai bolli sui mattoni rinvenuti in loco che hanno dimostrato che risale alla metà del II sec. d.C., cioè di poco più recente dell’anfiteatro Flavio, il Colosseo di Roma.

Tuscolo
Particolare dei resti dell’Anfiteatro Romano

Oggi il Parco Archeologico Culturale del Tuscolo è animato da percorsi turistici e didattici, oltre che da rappresentazioni teatrali di altissimo prestigio. Si trova a poco più di mezz’ora dal centro storico di Roma, un peccato non andare a visitarlo.

Per ulteriori informazioni www.tuscoloparcoarcheologicoculturale.it

oppure prendendo contatti con l’azienda Valle Vermiglia, produttrice dell’Eremo Tuscolano.

(Crediti foto: Parco Archeologico Culturale di Tuscolo)

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