FRASCATI. Il Consorzio chiarisce: “Dati gonfiati: nessun raccolto abbondante. Stop alle speculazioni” / su trebicchieri – Il settimanale economico del Gambero Rosso

Da “trebicchieri – il settimanale economico del Gambero Rosso”, anno 10 – n.6 – 14 febbraio 2019, FRASCATI. Il Consorzio chiarisce: “Dati gonfiati: nessun raccolto abbondante. Stop alle speculazioni”, a cura di Gianluca Atzeni

Nessun raccolto molto abbondante nel territorio della Doc Frascati. Ma molti tentativi di speculazione per provare a abbassare le quotazioni di uve e vino. Per la Doc dei Castelli romani l’annata 2018 si è rivelata molto impegnativa, imprevedibile, dispendiosa. E il Con-sorzio di tutela presieduto da Paolo Stramacci, alla luce del continuo rincorrersi di voci circa un raccolto abbondante, ha voluto fare chiarezza e dire “la verità sulla vendemmia”: 75 mila quintali di uve, 52 mila ettolitri di vino rivendicati, una produzione media di 83 quintali per ettaro.
Il livello produttivo è certamente in risalita sul 2017, ma rappresenta il secondo peggiore risultato da dieci anni a questa parte. Per avere un quadro completo dell’attuale situazione, il consorzio invita a guardare i risultati del triennio 2016-2018. Il 2016 ha subìto delle gelate in aprile e la siccità estiva ha fatto contenere ulteriormente le rese e la produzione finale è stata del -5% a cui si è aggiunta la riduzione delle rese voluta dal consorzio come parte del progetto di rilancio della qualità della Doc. Nel 2017, si è registrata la stagione più scarsa degli ultimi 70 anni, con un -27% di raccolto. E la 2018 è risultata inferiore di circa il 30% rispetto alle annate medie ante 2016.

Frascati

“Diffondere numeri gonfiati sulla vendemmia 2018 non fa bene ai produttori e al territorio. E i dati sul vino disponibile nelle cantine non si conteggiano su un solo raccolto, ma dipendono anche dalle vendemmie precedenti” sottolinea Stramacci “dal venduto e dalla politica di ciascuna azienda”.
Due anni di riduzione delle rivendicazioni e due annate non abbondanti hanno determinato un problema di giacenze. A questo va aggiunto un incremento delle richieste di Italia ed estero (dove va il 60% della Doc Frascati), segno che il consumatore finale ha percepito l’incremento della qualità del prodotto degli ultimi anni. “Pertanto abbiamo poche migliaia di ettolitri e possiamo sostenere l’annata in pari”.
Sul fronte dei prezzi, i dati a disposizione del consorzio dicono che quelli delle uve sono scesi di circa il 10% rispetto a un anno prima, mentre le voci sull’abbondanza di vino stanno inducendo gli acquirenti a chiedere un calo di prezzo: “Si fa un grosso danno alle aziende perché, con prezzi al ribasso per uve e vini, i vigneti vengono abbandonati”.
Le superfici sono scese del 3% a 901 ettari. Nel dettaglio, il 2018 ha registrato quotazioni a quintale di 40 euro per le uve e di 0,85/0,90 euro/litro per i vini. “Sono livelli difficilmente sostenuti per un’azienda. Dovremmo arrivare a 50/55 euro a quintale per le uve e 0,95/1 euro al litro per i vini” afferma Stramacci “perché consentirebbero di ripagare i costi di produzione e programmare gli investimenti”.
Il numero degli associati è rimasto invariato e per il 2019 c’è molta attesa per il passaggio del Giro d’Italia a Frascati il 14 e il 15 maggio. La cittadina dei castelli ospiterà anche il concorso internazionale “La selezione del sindaco”, dal 30 maggio al 2 giugno. Due occasioni d’oro per far conoscere la Doc al grande pubblico e ai più esperti.

 

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