Degustazione Vietti, quando l’informalità va sotto braccio a nobili vini

La definizione dello “stile”, come arte del comporre, può essere il filo conduttore che unisce come tanti puntini la geografia della produzione Vietti.
Uno stile aziendale in grado di mantenere l’identità dei propri vini, con la capacità di interpretare la variabile di ogni singola annata modificando e adattando il proprio intervento alla materia prima che raccoglie dal vigneto.

Questo è quanto hanno saputo raccontare i vini proposti in degustazione a Roma, vini maturi e bevibili senza compromessi, capaci di esaltare la differenza del territorio e delle vigne ma soprattutto in grado di descrivere con precisione la propria annata con la capacità, al di là delle blasonate denominazioni, di sapersi offrire al consumo in modo informale.

l’Azienda
Quello di Vietti in Langa è il percorso di un’azienda che nasce tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900 del secolo scorso ad opera di Carlo Vietti. Partendo già da una base di tutto rispetto, l’azienda è stata in grado di crescere grazie a generazioni di abili professionisti che con importanti intuizioni e creatività sono stati capaci di interpretare il territorio e di metabolizzarlo in una unica identità.

Le continue acquisizioni dei migliori territori con una rapida trasformazione da azienda agricola ad azienda vitivinicola, e la capacità, ad esempio, di intuire le possibilità di espansione date da una rete commerciale all’estero in anni in cui questo rappresentava ancora una novità, sono la testimonianza di quanto l’azienda sia stata in grado di immaginare i percorsi per arrivare al successo. Una “visione”, definizione che si attribuisce l’azienda stessa, che è stata accompagnata da una consapevolezza culturale espressa anche con la volontà di legare i vini all’arte: a partire dal 1974 l’azienda ha vestito alcune bottiglie con etichette create appositamente da artisti ispirati al vino di ciascuna singola annata.

Alcune delle prime etichette

 

L’ultima, per ora, fuga in avanti è del 2016, quando la Cantina viene acquistata dalla Famiglia Krause che ha portato avanti il processo di espansione con l’acquisizione di nuovi cru sia nella denominazione del Barolo che del Barbaresco. A questi si aggiunge anche l’ultimo progetto Derthona Timorass con acquisizioni nei Colli Tortonesi.

L’azienda oggi può contare su 75 ettari vitati distribuiti tra Langhe, Roero, Astigiano, e colli Tortonesi. Con ben 27 Cru diversi nella zona del Barolo, 7 dei quali imbottigliati separati, in 9 degli 11 comuni.

 

I VINI

Colli Tortonesi D.O.C Timorasso 2022
Degustato in scaraffatura. Un’anteprima, che uscirà in tarda primavera 2024.
Le uve derivano da più vigneti situati nel comune di Monleale, con esposizione sud-est e sud-ovest. II terreno è calcareo-argilloso.
Il timorasso è vitigno autoctono piemontese, difficile da coltivare, per questo praticamente scomparso dalla viticoltura italiana negli ultimi anni del secolo scorso. Alcuni produttori, tra cui Vietti, hanno avuto il coraggio di cimentarsi nella sfida e ripiantarne dei vigneti.
Per ottenere il suo vino, l’azienda procede con tre i sistemi di vinificazione e affinamento: una parte in acciaio, una in tini di più di 10 anni, e una terza parte in ceramica, un mezzo di affinamento molto neutro perché il timorasso va gestito con molta attenzione.
Naso molto neutro, con delicate sensazioni floreali, la parte più interessante è la sensazione gustativa, ricco in salinità e con un finale molto persistente. Vino gastronomico da servire intorno ai 14°C per per poterlo apprezzare al meglio.

Barbera d’Asti D.O.C.G. La Crena 2021
Dalla regione La Crena sita nel comune di Agliano Terme, zona Nizza. 10 ettari con una densità media per ettaro di 4.800 piante coltivate a Guyot. La parte più vecchia del vigneto è stata impiantata nel 1932 su un terreno limo-argilloso con esposizione a sud. Il 2021 è stata una delle annate più complete. E’ una varietà che a differenza del nebbiolo ha un ciclo vegetativo molto più corto, ha bisogno di condizioni climatiche particolari, infatti è aiutata dal caldo per esprimersi meglio (2007- ’11 e ’17 le annate migliori). 16 mesi di barrique per ammorbidire la parte metallica, verde e acida della gioventù. Al naso si percepisce un frutto brillante, fresco, ampio, solare. Il sorso è fresco e profondo, con note speziate, ottimo adesso, ma lascia pensare che darà ottime soddisfazioni con l’invecchiamento.

Barbera d’Alba D.O.C. Vigna Scarrone 2021
Una delle vigne storiche e più importanti per l’azienda. Scarrone è anche una delle Menzioni Geografiche Aggiuntive del Barolo, nel versante est di Castiglione Falletto che guarda la collina di Serralunga. Storicamente è una zona che è sempre stata piantata a barbera. Nel 1989, nel reimpianto, è stata conservata la tradizione. La Barbera d’Alba ha caratteristiche di maggiore tensione, freschezza ed eleganza rispetto alla Barbera d’Alba. 16 mesi di barrique per una maggiore ricerca del frutto e dell’identità del vino, con aromi di ciliegie rosse e nere mature, vaniglia e spezie. Fresca acidità e corpo pieno. E’ una Barbera caratterizzata da finezza, equilibrio, grande complessità e finale persistente.

Barbera d’Alba D.O.C. Vigna Vecchia Scarrone 2021
Uve provenienti dalla parte più vecchia del vigneto in Castiglione Falletto nella località Scarrone, piantata nel 1918, con esposizione sud-est. La densità è di 4.300 piante per ettaro.
Alla scarsa produzione dovuta alla vecchiaia del vigneto, si unisce una severa selezione che porta ad una minor resa in vino ad ettaro.
Ha un naso scuro molto complesso, di prugna, liquirizia e spezie. In bocca è potente, strutturata e al tempo stesso fine. Il tannino è ancora ruvido. Si potrà esprimere con maggiore ampiezza ed eleganza se bevuta dopo qualche anno di riposo in cantina.

 

Vendemmia 2020
Quella del 2020 è stata un’annata molto equilibrata, con un inverno molto secco seguito da piogge regolari in primavera e in estate. Un andamento stagionale che ha giovato molto alla vigna e all’uva, con una maturazione dei tannini molto completa. Un equilibrio che si ritrova nella maggior bevibilità dei vini rispetto al 2019.

Barbaresco D.O.C.G. Roncaglie 2020
Conosciuto col nome di Masseria, nato nel 1964, proviene dal vigneto singolo MGA ‘Roncaglie’ nel comune di Barbaresco. Il terreno è calcareo-argilloso, con esposizione a sud-ovest e un’altitudine di 280m ca. slm. L’età media delle vigne è di circa 35 anni coltivate in sistema Guyot. E’ la zona del Barbaresco con maggior influenza del fiume Tanaro e dei suoi venti. Vinificazione in acciaio, poi trasferito in botte per circa 30 mesi. Dolcezza al naso, è un vino con note floreali e piccoli frutti rossi maturi. La bocca è intensa, ampia, con tannino ben presente ma allo stesso tempo morbido e setoso.

 

Barolo D.O.C.G. Castiglione 2020
E’ il biglietto da visita dell’azienda. Rappresenta il Barolo classico, quello che si conosceva e riconosceva fino agli anni ’60, quando le uve venivano raccolte da vigneti diversi e sparsi nei diversi comuni della zona del Barolo, prima della cultura dei cru, dei terreni e della ricerca delle singole individualità. Età delle viti tra i 10 ed i 45 anni. Per l’azienda è il vino più difficile da realizzare perchè i singoli cru vengono vinificati ed invecchiati separatamente, così da identificare ed esaltare le caratteristiche di ogni cru, a cui segue il momento più delicato, quello del taglio, quello in cui trovare il giusto equilibrio, per arrivare ad essere il Barolo identificativo dell’azienda.
Al naso si percepiscono frutta, erbe e un leggero speziato. E’ un vino è suadente ed immediato, con note balsamiche e una lunga persistenza.

 

 

 

Barolo Brunate D.O.C.G 2020
Uve provenienti dallo storico vigneto MGA ‘Brunate’ nel comune di La Morra, sul versante sud verso Barolo, leggermente più calda, collina con maggior presenza di limo nel suolo che tendenzialmente da vini un po’ più pronti e più aperti. L’età media delle vigne è di 51 anni, coltivate in sistema Guyot con una densità di circa 4.600 piante per ettaro. Invecchia per circa 30 mesi complessivi in botti grandi di rovere, e barriques in piccola parte. Imbottigliato senza filtrazione.  Al naso è esplosivo e ampio, fresco, con note fruttate ma anche speziate. In bocca è pieno ed intenso. Il tannino è morbido e vellutato, tipico del territorio di La Morra. Grande bevibilità

Barolo Cerequio D.O.C.G. 2020
Le uve provengono dallo storico vigneto ‘Cerequio’, una fra le più importanti MGA di tutta la zona di produzione del Barolo, e da un vino leggermente più scuro al naso, più austero, di grande beva ma con una grande materia. La  parcella è sita nel comune di Barolo con esposizione sud, una zona più fresca, a un’altitudine di 320 m ca. s.l.m. e una densità di circa 4.600 piante per ettaro su una superficie di quasi un ettaro. Le viti hanno un’età media intorno ai 37 anni. Il terreno è misto per lo più limoso con la presenza di Marne di Sant’Agata. Il naso è importante con note di frutti rossi maturi e spezie, con piena rispondenza in bocca dove si percepiscono note fruttate e agrumate, menta, e un tannino imponente ma elegante al contempo. Un vino austero, ma equilibrato ed elegante.

Barolo D.O.C.G. Lazzarito 2020
Grande vino. MGA ‘Lazzarito’ tra le più importanti del comune di Serralunga d’Alba, guarda la collina di Castiglione Falletto. Altitudine fra i 330 e i 380 m. s.l.m. Circa tre ettari di terreno calcareo-argilloso disposto ad anfiteatro con esposizione sud-ovest. Una parte piantata nel 2000, una nel1980 e una parte più vecchia nel 1960. Ogni anno si fanno tre/quattro vinificazioni diverse, con la possibilità di scegliere ogni anno la migliore. Nel 2020 è stata raccolta prima la parte più alta, perchè più matura, e dopo 5 giorni la parte più bassa. Dettagli fondamentali per cogliere nel momento della giusta maturazione dei tannini, specialmente a Serralunga, particolarmente generosa nel tannino. Generosità che deriva dal fatto che i terreni sono più profondi e hanno una ritenzione idrica maggiore, e quindi hanno bisogno di più tempo per arrivare al giusto equilibrio. Vinificazione in acciaio come tutti i vini di Vietti. 6 mesi in barrique e poi botte grande per 24 mesi. Necessita di un leggero invecchiamento in più per esprimersi al meglio. Al naso note balsamiche, erbe aromatiche e balsamiche, con una punta di pepe, in bocca è pieno e teso con un finale dolce e lungo.

Barolo D.O.C.G. Rocche di Castiglione 2020
Il Barolo più importante dell’azienda, nelle Rocche di Castiglione Falletto, con prima vinificazione nel 1961, tra i primi produttori di cru. Un ettaro di vigna in uno dei cru più piccoli, 13 ettari in totale. Esposizione sud una lingua di terra in terrazze che cadono a picco verso il basso. Eleganza, finezza, equilibrio in un vino che nasce su un terreno con importante presenza di sabbia, nell’incontro dei due suoli di Langa. In bocca è fresco, equilibrato, avvolgente con un tannino importante.

 

Barolo D.O.C.G. Ravera 2020
Il vigneto ‘Ravera’, si trova nel comune di Novello sulla collina di La Morra su una collina all’estremo sud, influenzato dalle montagne. La vigna, di 2,4 ettari circa, è stata acquisita nel 1996, quando la zona era più conosciuta per Barbera e Dolcetto. Le prime annate di trasformazione per la produzione di nebbiolo sono state il 1999 e il 2000, a cui è seguito un periodo di sospensione per studiare meglio il nuovo vigneto e le sue caratteristiche. La ricerca era su un lavoro in riduzione, e quindi preservare molto la parte del naso, Sul vino prodotto prevale un forte carattere di agrumato (mandarino, pompelmo) con le sue bucce, e con un tannino più nervoso rispetto ad altre zone, il vino può risultare in bocca più slegato in gioventù, ma che si arrotonda con il tempo. Nel complesso un vino fantastico, con un potenziale di lungo invecchiamento.

Barolo D.O.C.G. Monvigliero 2020
La collina di ‘Monvigliero’ una zona venuta alla ribalta negli ultimi anni. Questo vigneto è storicamente riconosciuto come uno dei più idonei alla vinificazione ad uva intera (60% circa) che da un’impronta particolare che non s può utilizzare in tutte le zone. La restante parte (40% circa) viene diraspata, pigiata e fatta convogliare in vasca d’acciaio per la macerazione e la fermentazione alcolica. Monvigliero è storicamente riconosciuto come il cru più importante di Verduno. Si posiziona nell’estremo nord, influenzato dalla vicinanza del Tanaro, limite estremo della zona di produzione del Barolo. Al naso è intenso, al palato è decisamente elegante, con un tannino setoso e persistente. E’ un vino particolarmente equilibrato, uno dei cru più originali della zona di Barolo.

Rosanna Ferraro

 

Print Friendly, PDF & Email
+ posts

Giornalista, Sommelier, ha lavorato al Gambero Rosso per oltre 10 anni come giornalista, degustatrice per la Guida ai Vini d’Italia, autore e regista dei servizi televisivi per il Gambero Rosso Channel, autore di libri su vino, cucina e turismo. Ha partecipato al progetto di rilancio del brand Franciacorta e nel 2006 ha fondato Vinotype, un’agenzia di comunicazione specializzata per le Aziende vitivinicole. Nel 2010 ha lanciato il magazine on line Vinotype.it.

Previous articleUna nuova occasione per chi sa mettere le mani in pasta
Next articleVinitaly 2024: Oltre il Vino, una Visione Globale tra Innovazione e internazionalizzazione