Quando la pasta parla al femminile / di Fabrizio Salce

La pasta, vicino alla pasta, lontano dalla pasta, guardando o mangiando… è sempre pasta e la pasta è la pasta. Quella buona, quella unica, inconfondibile. Quella che vai oltre al piacere del palato, ne assapori retaggi e tradizioni, passione ed emozione. La pasta della storia di una terra, di un popolo, di secoli di impasti e trafilature, di essiccare e cuocere. Per le strade, tra i bambini, in mezzo ai sorrisi e agli schiamazzi, tra i capelli bianchi delle nonne e i baffi degli uomini: tra i visi mediterranei di donne bellissime. Una pasta che non ha eguali per eleganza di sapore perché nasce nella città della pasta: Gragnano.

Ed è a Gragnano che la storia ci racconta dei mulini e dei mugnai della costiera amalfitana che fin dal medioevo trasformavano il grano in farina commercializzandola con Napoli allora sprovvista di strutture di molitura. Ma ben presto quegli stessi uomini divennero esperti pastai e la produzione di pasta di semola dura di prima qualità prese forma grazie anche alle condizioni climatiche ottimali per l’asciugatura. Furono gli eventi del tempo che imposero un lento ma radicale abbandono della costa da parte di quelle genti per trovare nella zona tra Gragnano e Stabia una nuova ubicazione geografica dove portare avanti la prelibata attività centenaria.

Dal passato ai giorni nostri per una pasta e un progetto imprenditoriale che parla al femminile: è il “Pastificio Artigianale Ducato D’Amalfi Gragnano”. Nato ad ottobre 2019, il Pastificio rappresenta un pregiato esempio di impresa in rosa. Alla sua realizzazione ci hanno pensato cinque donne: Chiara, Tullia, Anna, Antonella e Daniela, donne unite dall’amore per le proprie radici, per Gragnano. E’ una sorta di sfida, dicono, affinché il pastificio sia in grado di respirare il nuovo con l’antico, le tradizioni con le moderne tecnologie.

Il Ducato D’Amalfi Gragnano è pertanto un pastificio specializzato nella produzione artigianale di Pasta di Gragnano IGP. Per la sua preparazione viene utilizzato solo grano 100% italiano e l’acqua proveniente dalle sorgenti dei Monti Lattari. L’impasto esige da tradizione trafile in bronzo e rispetta la tecnica dell’essiccazione lenta a bassa temperatura. Il tempo di essiccazione della pasta può variare dalle 24 alle 36 ore ma per alcuni formati speciali si attendono le 50 ore; il confezionamento avviene rigorosamente a mano.

Con una pasta 100% grano italiano, essiccata a bassa temperatura, si ha un prodotto vivo e naturale che conserva tutti i principi nutritivi, possiede una particolare fragranza, valorizza ogni condimento conservando un sapore unico. Anche per il confezionamento della pasta si osservano determinate regole, vengono infatti utilizzate scatole biodegradabili. Una confezione moderna dai colori blu e verde, il mare e la montagna, ma che riporta anche un antico quadro che parla di storia.

Le donne, si sa, hanno un’altra sensibilità, e allora ecco che il pastificio diventa una meta da visitare, perché vedere la lavorazione della pasta dal vivo significa osservare un’arte unica in ogni suo passaggio. Dai reparti di lavorazione si passa all’interno di un’ampia sala degustazione dove gli ospiti possono usufruire di un ristorante da 100 posti in sala e di altri 40 su di un terrazzo dal quale si gode una splendida vista sul Vesuvio. Il piacere non è chiaramente solo per gli occhi, il palato può deliziarsi con tre tipologie di pasta condite in modi differenti e preparate dallo chef.

Ma non solo, un’altra sfida delle cinque protagoniste consiste proprio nell’aver creato un pastificio diverso anche dal punto di vista dell’atmosfera, per questo hanno pensato al progetto “Pasta Experience”, una vera e propria esplorazione multimediale e multisensoriale nella Pasta di Gragnano IGP, un’immersione nella realtà virtuale della Gragnano del Novecento, attraverso i visori VR in 4D. Esperienza unica.

Museo Virtuale

Degustazioni e visite non sarebbero nulla senza una produzione qualitativamente parlando al top, motivo per cui per lo sviluppo del pastificio è stato coinvolto il maestro pastaio Don Vincenzo di Massa. Più che un maestro si dice sia un mago del settore che dall’età di 14 anni ha le mani nella semola oltre ad essere una memoria storica della città di Gragnano.

Un altro elemento fondamentale per la produzione di una grande Pasta di Gragnano IGP è l’acqua. Da sempre le civiltà si sono sviluppate sulle rive dei fiumi e anche per la città di Gragnano e la sua Valle dei Mulini bagnata dal torrente Vernotico, alimentato dalle sorgenti dei Monti Lattari, il destino non è stato differente. Inserita in un paesaggio e in una atmosfera affascinante la falda acquifera è pura, povera di calcare e di cloro: elementi molto importanti per il processo produttivo.

Un pastificio eccellente che produce pasta eccellente, 35 formati tra i quali spaghettoni, pasta mista, ziti, spaghetti alla chitarra, paccheri, candele corte, vesuvio, rigatoni e tanti altri. Presso il punto shop aziendale e direttamente on line sul sito https://www.pastificioducatodamalfi.it

“Pastificio Artigianale Ducato D’Amalfi Gragnano” una storia di un tempo e dei giorni nostri, da Amalfi al mondo via Gragnano, grazie alla caparbietà e alla grande volontà delle donne: perché la pasta, sappiatelo, è donna.

 

Fabrizio Salce, giornalista iscritto all’Albo dei Giornalisti Italiano come pubblicista e a quello Svizzero come professionista, dopo un trascorso radiofonico, pubblicitario, teatrale e calcistico iniziato nel lontano 1977, da circa 25 anni si occupa di agricoltura ed enogastronomia. Ha collaborato con strutture televisive italiane e straniere: Stream News, Stream Verde, Gambero Rosso, Rai World, Rai Expo e Mediaset in qualità di autore e conduttore. Dal 2003 al 2016 ha condotto e co-prodotto la trasmissione TV Agrisapori.
Ha scritto e scrive per varie riviste di settore: La Madia, Terre del Vino, l’Imprenditore Agricolo, e altre. Attualmente collabora con una dozzina di siti e portali web italiani ed esteri; segue alcuni servizi legati ai prodotti tipici per la trasmissione TV Eat Parade di Rai Due e di recente frequenti sono le sue ospitate nel programma di Rai Tre Mi manda Rai Tre. Dal 1997 lavora con la Federazione Nazionale dei Costruttori di Macchine Agricole. Ha vinto svariati premi giornalistici, ha una rubrica su Radio Latte e Miele inerente alle manifestazioni che si volgono nel nostro Paese e cura uffici stampa. Nel 2019 è stato nominato Ambasciatore di Gusta Cherasco.

 

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