Vini contemporanei: il nuovo corso di Marilisa Allegrini tra Veneto e Toscana

Nella prima giornata del Vinitaly, spostandomi tra gli stand, mi sono imbattuta nella scritta “Marilisa Allegrini”. Non avevo un appuntamento, ma ho approfittato della calma del primo mattino per fermarmi ad assaggiare qualcosa e approfondire la conoscenza dei suoi nuovi progetti. Ho sempre avuto una grande stima della signora Allegrini come produttrice, e di sicuro moltissimo come donna.
Una visione, un grande esempio

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Marilisa Allegrini, infatti, a partire dagli anni Ottanta, è stata tra i primi a capire che il settore del vino doveva cambiare passo, lasciarsi il passato alle spalle, valorizzare i territori e produrre vini di qualità, prima di tutto. E poi farlo sapere. Raccontare uomini e storie, fare cultura. Così, invece di rimanere in azienda ad aspettare giornalisti e clienti, ha preso il suo trolley e ha cominciato a girare, è stata una delle prime viaggiatrici instancabili del vino italiano, ed è stata la prima donna italiana a finire sulla copertina di Wine Spectator: non solo un premio alla carriera, ma il riconoscimento per quanto la sua voce sia stata importante nel far capire il valore dei nostri vini all’estero.
I nuovi progetti tra Veneto e Toscana
Di viaggio in viaggio, di vino in vino, arriviamo ai nostri giorni, quando si distacca dall’azienda di famiglia per iniziare un percorso nuovo e completamente suo: nel 2024, insieme alle figlie Carlotta e Caterina, fonda il Gruppo Marilisa Allegrini, un progetto che coinvolge tre territori, scelti tra il Veneto e la Toscana dove produrre i suoi nuovi vini.
>La sua sede principale sarà nella Valpolicella Classica nello storico comune di Fiumane, dove nel 2008 Marilisa acquista una villa del XVI secolo [progettata da Giulio Romano e Michele Sanmicheli],e fonda il marchio Villa Della Torre, una tenuta che oggi comprende 25 ettari di vigneti in totale, suddivisi tra due territori. Nella zona classica, dove sono impiantati il Corvinone, accompagnato da Corvina e Rondinella, nascono le etichette del Valpolicella Classico Doc “Monte Lencisa” del Valpolicella Classico Superiore Doc, dell’Amarone della Valpolicella Classico Docg e del Valpolicella Ripasso Doc “Una sola volta”.
Il secondo territorio del marchio è nella provincia di Verona, dove Marilisa Allegrini ha lanciato il progetto Peaks & Valleys. A Desenzano del Garda produce il Lugana Doc “Selva del Vescovo”, un bianco 100% Trebbiano di Lugana (Turbiana).
>Nella zona del Soave nascono i vini Soave Classico Doc Castelcerino (da suoli calcarei) e il Soave Classico Doc  Vulcanico e il Soave Classico Doc “Fittà”(da suoli di origine lavica) che mostrano come la stessa uva, la Garganega, cambi radicalmente per dare vini con espressioni diverse in base al terreno su cui cresce.
L’eleganza oltre la potenza, il nuovo stile
Marilisa Allegrini, con queste produzioni, ha scelto di cambiare stile, passando da vini opulenti e “ingombranti” a prodotti che puntano all’eleganza, alla ricerca di freschezza, a livelli piu moderati di alcol, a tannini più setosi, reinterpretando l’impiego dell’appassimento. Il suo Amarone, oggi, è un vino dal colore brillante, più asciutto e fresco.
Bolgheri e l’anima marina di Poggio al Tesoro
È dal 2001 che Marilisa si è insediata anche sulla costa toscana, a Bolgheri, dove, insieme al fratello Walter, fonda Poggio al Tesoro, 64 ettari vitati in una terra racchiusa tra il mare e i rilievi pedecollinari e collinari a est dell’azienda, un mondo di sole e di venti che vengono dal mare dove Marilisa si esprime con una sua interpretazione dei vitigni internazionali. Oggi l’azienda si compone di 4 poderi dove nascono, tra le molte etichette proposte, il Vermentino Bolgheri Doc SoloSole, un bianco in purezza dai profumi fruttati e di macchia mediterranea, salino, fresco se bevuto giovane, ma impostato per invecchiare, il Rosato Toscana Igt Cassiopea, piacevole nella sua sapidità e freschezza, il Sondraia Bolgheri Superiore Doc, che punta tutto sulla setosità, mentre il Bolgheri Superiore Doc “Dedicato a Walter” reinterpreta il Cabernet Franc nella sua parte più vegetale e speziata.
San Polo: Il cuore green di Montalcino
A chiudere il percorso (per ora), sempre in Toscana, Marilisa si è spinta fino a Montalcino dove ha impostato il progetto più sostenibile, la tenuta San Polo, acquisita nel 2015 con 16 ettari di vigneto impiantati prevalentemente a Sangiovese, dove l’uva può approfittare di una benefica ventilazione costante. La cantina è scavata in buona parte dentro il terreno per non disturbare il paesaggio. Il Toscana IGT Rubio si presenta con una grande freschezza, il Rosso di Montalcino Doc è un vino intenso, anche se immediato, il Brunello di Montalcino Docg è potente ed elegante. Il filo conduttore che rende riconoscibili questi vini è di nuovo la freschezza, l’eleganza, e con una struttura che fa pensare alla capacità di una lunga evoluzione.

>>>Mi sono allontanata dallo stand, mentre il rumore di sottofondo del Vinitaly aveva cominciato a farsi più forte, con la consapevolezza di aver incontrato dei prodotti estremamente coerenti con un pensiero di fondo: nei vini assaggiati ho trovato non solo la qualità tecnica che ci si aspetta dal nome Marilisa Allegrini, ma soprattutto il coraggio di chi, dopo aver segnato una parte della storia del nostro vino, ha ancora la voglia di mettersi in gioco per indicare strade nuove.
Rosanna Ferraro
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Giornalista, Sommelier, ha lavorato al Gambero Rosso per oltre 10 anni come giornalista, degustatrice per la Guida ai Vini d’Italia, autore e regista dei servizi televisivi per il Gambero Rosso Channel, autore di libri su vino, cucina e turismo. Ha partecipato al progetto di rilancio del brand Franciacorta e nel 2006 ha fondato Vinotype, un’agenzia di comunicazione specializzata per le Aziende vitivinicole. Nel 2010 ha lanciato il magazine on line Vinotype.it.

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