Paesaggi da cartolina, vigneti assolati, borghi in pietra e calici di rosé: la Provenza è tutto questo, ma è anche molto altro. Esiste un Sud della Francia che sfugge ai cliché.
Questo viaggio fuori dagli schemi ci porta a scoprire realtà originali. Partiremo dalla multietnica Marsiglia, dove un ex garage è diventato una Cantina Urbana dove si produce vino e si serve ottimo cibo, per poi raggiungere una grande Tenuta sospesa tra vigne, proposte gastronomiche e opere d’arte all’aperto. Incontreremo capre dalle corna maestose che con il loro latte straordinario regalano formaggi rari e preziosi, esploreremo vigneti cresciuti sotto lo sguardo attento della Grande Montagna e, infine, ci godremo passeggiate rilassate tra i vicoli di incantevoli villaggi dove il tempo sembra essersi fermato.
-A Marsiglia per conoscere l’Abri, dove il vino nasce in un garage
L’Abri è l’originale creazione di Frank Pasquier, ex informatico e intraprendente enologo che nel 2014 ha deciso di modificare la sua vita per diventare un vigneron.
Il primo passo è stato l’acquisto di dieci ettari di vigneto a Eygalières, in località Costebonne, vicino a Saint-Rémy-de-Provence e sulle alture delle Alpilles (due ettari dedicati alle uve bianche e otto alle rosse). Coltivata in regime biologico dal 1998, qui la terra viene quasi interamente lavorata con i cavalli. Non potendo costruire una cantina nella stessa zona di produzione, Frank è sceso a Marsiglia, a due passi dal Vecchio Porto,
e ha trasformato in spazio vinicolo quello che in origine era un grande garage. Così, in tempo di vendemmia, un curioso via vai di camion carichi di grappoli movimenta la vita cittadina per raggiungere la Cantina Urbana, dove avviene la trasformazione per creare i vini desiderati dal produttore.
Il primo passo è stato l’acquisto di dieci ettari di vigneto a Eygalières, in località Costebonne, vicino a Saint-Rémy-de-Provence e sulle alture delle Alpilles (due ettari dedicati alle uve bianche e otto alle rosse). Coltivata in regime biologico dal 1998, qui la terra viene quasi interamente lavorata con i cavalli. Non potendo costruire una cantina nella stessa zona di produzione, Frank è sceso a Marsiglia, a due passi dal Vecchio Porto,
e ha trasformato in spazio vinicolo quello che in origine era un grande garage. Così, in tempo di vendemmia, un curioso via vai di camion carichi di grappoli movimenta la vita cittadina per raggiungere la Cantina Urbana, dove avviene la trasformazione per creare i vini desiderati dal produttore.Le bottiglie sono vestite con etichette da nomi e disegni originali, che già raccontano diverse personalità dei vini. La Mer à Boire IGP Pays des Bouches-du-Rhône (Metodo Ancestrale) è un frizzante da Vermentino (chiamato Rolle in Provenza) e Grenache blanc: naturale, vivace e con una leggera nota rustica. Il Clair Obscur è invece un bianco elegante a base di Grenache Noir e Clairette, molto fresco e caratterizzato da sentori di frutta bianca.
L’Oiseau de Nuit è il rosato della casa ottenuto da Cinsault e Grenache, dai profumi intensi di frutti rossi e spezie. Le Rougé Provence-Alpes-Côte d’Azur è un rosso fresco e fruttato, affinato in acciaio, sempre da uve Cinsault e Grenache. Décrocher la Lune IGP Pays des Bouches-du-Rhône marca la complessità, un Syrah armonioso e profondo. À Plaine Grapes IGP Pays des Bouches-du-Rhône è un rosso a base Grenache che esprime tutta l’aderenza al terroir, mentre Là Haut IGP Pays des Bouches-du-Rhône è un blend deciso e strutturato di Grenache, Syrah e Cinsault, in cui si rispecchia l’altitudine del vigneto con aromi avvolgenti.
Queste bottiglie si possono degustare nel ristorante antistante alla cantina, affacciato sulla strada principale. Il menu, incentrato su specialità di mare e proposte vegetali, offre piatti in perfetto stile mediterraneo, semplici ma raffinati.
L’Oiseau de Nuit è il rosato della casa ottenuto da Cinsault e Grenache, dai profumi intensi di frutti rossi e spezie. Le Rougé Provence-Alpes-Côte d’Azur è un rosso fresco e fruttato, affinato in acciaio, sempre da uve Cinsault e Grenache. Décrocher la Lune IGP Pays des Bouches-du-Rhône marca la complessità, un Syrah armonioso e profondo. À Plaine Grapes IGP Pays des Bouches-du-Rhône è un rosso a base Grenache che esprime tutta l’aderenza al terroir, mentre Là Haut IGP Pays des Bouches-du-Rhône è un blend deciso e strutturato di Grenache, Syrah e Cinsault, in cui si rispecchia l’altitudine del vigneto con aromi avvolgenti.
Queste bottiglie si possono degustare nel ristorante antistante alla cantina, affacciato sulla strada principale. Il menu, incentrato su specialità di mare e proposte vegetali, offre piatti in perfetto stile mediterraneo, semplici ma raffinati.L’Abri
114 bd de la Corderie, 13007 Marsiglia
114 bd de la Corderie, 13007 Marsiglia
-L’arte tra le vigne: Château la Coste, tra spazi monumentali e installazioni immersive
Per spostarsi dall’Abri a Château La Coste si prende la A50 in direzione Aix-en-Provence, poi la A51 verso Pertuis, seguendo le indicazioni per Le Puy-Sainte-Réparade.
La Tenuta, situata poco fuori dal paese è un mosaico di esperienze. Questa vasta proprietà appartiene all’imprenditore irlandese Patrick McKillen, che nel 2004 ha acquistato i primi terreni fino a raggiungere gli attuali 120 ettari. In questo grande spazio si susseguono vigneti, ristoranti e strutture alberghiere di alto livello, e ampi spazi dove scoprire imponenti installazioni artistiche. Siamo nell’Art Park, un percorso dove insieme alle strutture concepite da grandi architetti sono ospitate attualmente 46 opere permanenti di artisti di fama internazionale, una collezione che si arricchisce di un nuovo pezzo ogni anno.
La Tenuta, situata poco fuori dal paese è un mosaico di esperienze. Questa vasta proprietà appartiene all’imprenditore irlandese Patrick McKillen, che nel 2004 ha acquistato i primi terreni fino a raggiungere gli attuali 120 ettari. In questo grande spazio si susseguono vigneti, ristoranti e strutture alberghiere di alto livello, e ampi spazi dove scoprire imponenti installazioni artistiche. Siamo nell’Art Park, un percorso dove insieme alle strutture concepite da grandi architetti sono ospitate attualmente 46 opere permanenti di artisti di fama internazionale, una collezione che si arricchisce di un nuovo pezzo ogni anno.Durante la passeggiata si viene accolti dal maestoso
Ragno Accovacciato di Louise Bourgeois, un potente e ambivalente omaggio alla figura materna che poggia su un grande specchio d’acqua. Poco oltre, le Sfere a colori di Annie Morris– ispirate dall’elaborazione del dolore per la perdita di un figlio- si integrano nel paesaggio richiamando i colori tipici provenzali.
La Maternità di Prune Nourry, famosa per i suoi lavori monumentali sul corpo femminile, è una installazione in argilla essiccata sul posto e rivestita dalla cenere dei boschi colpiti dagli incendi del 2023. Ci sono poi gli Alberi della Memoria di Yoko Ono, che invitano i visitatori a lasciare biglietti con i propri desideri, e il Padiglione di Renzo Piano, destinato ad ospitare le mostre d’arte contemporanea. Le strutture architettoniche della tenuta sono altrettanto straordinarie: il Centro d’Arte progettato da Tadao Ando,
con la sua forma a “V” e le pareti in cemento, si specchia in un grande bacino d’acqua; Jean Nouvel ha firmato la cantina con strutture in alluminio che richiamano la forma delle botti, mentre Frank Gehry ha realizzato il Music Pavilion, un padiglione dalle geometrie scultoree che ospita eventi musicali. Il tutto è coronato da una raffinata offerta enogastronomica, da provare nei bistrot e ristoranti attivi tutto l’anno.
Ragno Accovacciato di Louise Bourgeois, un potente e ambivalente omaggio alla figura materna che poggia su un grande specchio d’acqua. Poco oltre, le Sfere a colori di Annie Morris– ispirate dall’elaborazione del dolore per la perdita di un figlio- si integrano nel paesaggio richiamando i colori tipici provenzali.
La Maternità di Prune Nourry, famosa per i suoi lavori monumentali sul corpo femminile, è una installazione in argilla essiccata sul posto e rivestita dalla cenere dei boschi colpiti dagli incendi del 2023. Ci sono poi gli Alberi della Memoria di Yoko Ono, che invitano i visitatori a lasciare biglietti con i propri desideri, e il Padiglione di Renzo Piano, destinato ad ospitare le mostre d’arte contemporanea. Le strutture architettoniche della tenuta sono altrettanto straordinarie: il Centro d’Arte progettato da Tadao Ando,
con la sua forma a “V” e le pareti in cemento, si specchia in un grande bacino d’acqua; Jean Nouvel ha firmato la cantina con strutture in alluminio che richiamano la forma delle botti, mentre Frank Gehry ha realizzato il Music Pavilion, un padiglione dalle geometrie scultoree che ospita eventi musicali. Il tutto è coronato da una raffinata offerta enogastronomica, da provare nei bistrot e ristoranti attivi tutto l’anno.Château La Coste
2750 Route De La Cride, 13610 Le Puy-Sainte-Réparade
2750 Route De La Cride, 13610 Le Puy-Sainte-Réparade
-Château des Trois Sautets: vini naturali, capre storiche salvate dall’estinzione e formaggi preziosiSpostarsi da Château La Coste a Château des Trois Sautets richiede circa 20 minuti d’auto per coprire i 15 chilometri di distanza, guidando lungo la D14 in direzione Aix-en-Provence.
Nello Château des Trois Sautets si scoprono vini tradizionali, pascoli esclusivi e grandi abilità casearie. La tenuta sorge a Meyreuil, ai piedi del massiccio del Montaiguet, e prende il nome dal vicino ponte reso immortale dai dipinti di Paul Cézanne. Di proprietà della famiglia Chaullier, rappresenta il quinto e più recente capitolo della AOC Palette, una delle denominazioni più piccole e storiche di Francia. La denominazione nasce ufficialmente nel 1948 proprio per tutelare un suolo unico nel suo genere, composto dal cosiddetto “Calcaire de Langesse“, un terreno calcareo lacustre, quasi bianco e ricco di marne e ciottoli, che conferisce ai vini un’eccezionale mineralità, finezza ed eleganza.
Questa zona ha una caratteristica unica: l’obbligo di tutelare la tradizione mantenendo nei blend fino a 30 vitigni diversi, inclusi ceppi autoctoni antichi, quasi scomparsi altrove.
Questa zona ha una caratteristica unica: l’obbligo di tutelare la tradizione mantenendo nei blend fino a 30 vitigni diversi, inclusi ceppi autoctoni antichi, quasi scomparsi altrove.Curiosamente, l’avventura della famiglia non è iniziata con il vino, ma con la pastorizia. Nel 2005 Laurence Chaullier (madre dei tre fratelli che oggi gestiscono l’azienda) ha avviato un allevamento sulle terre di proprietà per salvare la Capra del Rove (Chèvre du Rove), una razza rustica provenzale che era a rischio di estinzione. Riconoscibili per le imponenti corna a spirale, queste capre venivano usate storicamente durante la transumanza principalmente per nutrire i pastori ma, con l’avvento dei trasporti su camion, avevano perso il loro ruolo. Inoltre, non essendo animali da alta produzione (regalano meno di un quarto del latte rispetto alle razze industriali), erano considerati un investimento poco conveniente.
Il loro latte ha qualità straordinarie. Pascolando liberamente nella macchia mediterranea (garrigue), le capre si nutrono di arbusti secchi ed erbe aromatiche come timo, rosmarino, quercia, alloro e ginestra. Il risultato è un latte concentrato, ricco di grassi, proteine e aromi che si trasferiscono direttamente ai formaggi, ai quali conferiscono un sapore erbaceo e balsamico inconfondibile. Madame Chaullier ha recuperato i primi esemplari e oggi il gregge ne conta circa 140. Il latte viene lavorato artigianalmente nel piccolo caseificio biologico della tenuta.
Il re indiscusso della produzione è la Brousse du Rove AOP, chiamata anche il “Caviar blanc de Provence“: proprio come il caviale, la vera Brousse è rara, preziosa e prodotta in quantità ridottissime. Tutelata dalla denominazione d’origine e come Presidio Slow Food per difenderla dalle contraffazioni, si presenta come un formaggio denso e vellutato. Una vera crema che si scioglie in bocca, regalando un sapore delicato ma persistente, in cui si percepisce nitidamente il profumo della natura circostante.La Brousse du Rove viene commercializzata nei tipici stampi tronco-conici allungati (chiamati cornets), che lasciano impressi tre caratteristici fori sul fondo; si consuma freschissima ed è prodotta solo nei mesi in cui le capre pascolano all’aperto. Spesso viene servita semplicemente su una fetta di pane, accompagnata da un filo d’oro di olio d’oliva o da poche gocce di miele locale. L’azienda produce inoltre caprini artigianali, proposti sia freschi che cremosi o stagionati.
In parallelo all’attività avviata dalla madre, i tre fratelli hanno intuito di poter andare oltre, unendo l’allevamento alla viticoltura attraverso un ciclo naturale perfetto: il viti-pastoralismo. Questa pratica agroecologica ancestrale consiste nel mandare le capre tra i filari in inverno, quando le vigne riposano, per ripulire il terreno dalle erbe infestanti e, al tempo stesso, per fertilizzarlo in modo del tutto biologico. In questo modo si elimina la necessità di trattamenti chimici o lavorazioni meccaniche invasive. Da queste vigne nascono i rari vini AOC Palette che i tre fratelli imbottigliano, dando vita a bianchi floreali e freschissimi, rosati di caratteristici e rossi caldi e profondi e intensi. Bottiglie concepite, soprattutto, per creare la perfetta armonia gustativa con i formaggi della tenuta.Château des Trois Sautets
Chemin de la Simone, 13590 Meyreuil
Chemin de la Simone, 13590 Meyreuil
Per andare da Château des Trois Sautets a Les Vignerons du Mont Sainte-Victoire si percorre la strada D17 per circa 20 chilometri.
Il tragitto costeggia la montagna Sainte-Victoire fino a raggiungere Puyloubier, un pittoresco villaggio provenzale circondato da un mare di filari, dove ha sede la cooperativa dei Vignerons du Mont Sainte-Victoire.
Il tragitto costeggia la montagna Sainte-Victoire fino a raggiungere Puyloubier, un pittoresco villaggio provenzale circondato da un mare di filari, dove ha sede la cooperativa dei Vignerons du Mont Sainte-Victoire.
Il luogo è perfetto per chi desidera immergersi nella natura. La cantina offre infatti la possibilità di fare una passeggiata tra i vigneti: un itinerario principale di circa tre ore (con una variante più breve da un’ora e mezza), facile da percorrere a piedi. È l’occasione perfetta per lasciarsi avvolgere dalla luce della Provenza, respirare i profumi delle erbe aromatiche e lasciarsi stupire da scorci deliziosi. Lungo il cammino si scoprono piccoli oratori, cappelle, antichi mulini e persino una vecchia ghiacciaia, il tutto dominato dalla maestosa e imponente silhouette della montagna.
Il percorso si conclude tornando alla Cantina, una cooperativa fondata nel 1924 con il nome di “La Victoire”. Il nome era un omaggio alla montagna, ma anche la celebrazione della fine della Prima Guerra Mondiale, definita all’epoca con fin troppo ottimismo “la Der des ders” (l’ultima delle ultime). Oggi la cooperativa è una realtà solida e molto attenta nel rispetto della biodiversità e nella salvaguardia dei valori tramandati alle generazioni che si sono succedute dalla fondazione ai nostri giorni.I suoi 650 ettari di vigneto sono esposti a sud, adagiati sui suoli argillo-calcarei dei contrafforti montuosi. Tra i principali produttori della AOC Côtes de Provence con i suoi circa cinque milioni di bottiglie l’anno, la cantina suddivide la sua produzione in diverse linee. Tra queste spiccano “Les Terres Rouges“, che propone bianchi eleganti e rossi conviviali; la linea “Tentation“, con bianchi freschi e rossi generosi; e “Confidences“, un rosato molto rappresentativo della tradizione locale. I vitigni storici sono Grenache, Syrah e Cinsault, oltre al Cabernet Sauvignon impiegato per i rossi, a cui la cantina riserva un occhio di riguardo. Un’esperienza fatta di tempi lenti, natura e storia, perfetta per un viaggio nel cuore del terroir provenzale.
Les Vignerons du Mont Sainte-Victoire
63 Av. d’Aix, 13114 Puyloubier
63 Av. d’Aix, 13114 Puyloubier
-Eygalières: il borgo che scalda il cuore e invita al dolce relax
Il finale del viaggio è un tuffo nelle atmosfere più pure. Per raggiungere il piccolo borgo di Eygalières, il consiglio è di abbandonare le grandi arterie e percorrere le strade interne (D7N e D561) che passano per Lambesc e Charleval.
Guidare attraverso la campagna provenzale, tra uliveti argentei e i canali della valle della Durance, prepara lo spirito all’arrivo.
Guidare attraverso la campagna provenzale, tra uliveti argentei e i canali della valle della Durance, prepara lo spirito all’arrivo.
Il paese rispecchia fedelmente l’immaginario della Provenza più autentica: pittoresche case medievali in pietra, finestre impreziosite da persiane color lavanda e salvia, e stradine che salgono verso la cima, da cui si gode di una vista straordinaria sulla valle. Il cuore del borgo è il suo viale alberato, dove i platani regalano un’ombra ai tavolini dei bar all’aperto. Qui il rito è semplice: sorseggiare un bicchiere di rosé fresco e lasciarsi avvolgere dalla luce dorata del sud della Francia.
Per completare il quadro c’è la sosta da Chez Paulette, un ristorante a gestione familiare che propone la tipica cucina del territorio. Il menu è un inno alla freschezza, con piatti semplici, ricchi di sapore e un’accoglienza genuina. Sedersi a tavola in questo luogo trasmette il calore di un pranzo tra amici, il modo migliore per concludere un itinerario emozionante sotto il segno della convivialità.Un viaggio come questo invita a scoprire la Provenza attraverso prospettive insolite, capaci di fondere l’antico e il moderno con assoluta autenticità. È un percorso che racconta la complessa ricchezza di un territorio vivo, fatto di volti, storie e sapori reali.
Prendersi il tempo per viverlo trasforma il viaggio in un’esperienza particolarmente piacevole, originale, in grado di arricchire la propria conoscenza enogastronomica ma anche artistica e culturale.
Prendersi il tempo per viverlo trasforma il viaggio in un’esperienza particolarmente piacevole, originale, in grado di arricchire la propria conoscenza enogastronomica ma anche artistica e culturale.
Rosanna Ferraro
Tour realizzato con il contributo della Camera di commercio italiana per la Francia di Marsiglia, dal Conseil Départemental des Bouches-du-Rhône e da Provence Tourisme.
Giornalista, Sommelier, ha lavorato al Gambero Rosso per oltre 10 anni come giornalista, degustatrice per la Guida ai Vini d’Italia, autore e regista dei servizi televisivi per il Gambero Rosso Channel, autore di libri su vino, cucina e turismo. Ha partecipato al progetto di rilancio del brand Franciacorta e nel 2006 ha fondato Vinotype, un’agenzia di comunicazione specializzata per le Aziende vitivinicole. Nel 2010 ha lanciato il magazine on line Vinotype.it.
- Rosanna Ferraro
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