La Svizzera, scrigno segreto del vino (1) – I vitigni alpini / di Rosanna Ferraro

Vallese / Valais
I vigneti del Vallese [Crediti foto: www.swisswine.ch]

Tra pascoli alpini e piazze della finanza, cime innevate e laghi specchiati, formaggi e cioccolato, la Svizzera si identifica in molte immagini iconiche. Molto meno nota oltre confine è la sua produzione vinicola nonostante i 15.000 ettari vitati, che sono ormai parte integrante dei paesaggi collinari, e una produzione di 80 milioni di ettolitri di vino. In effetti gli svizzeri consumano gran parte del vino che producono, che tra l’altro ha costi di produzione piuttosto alti a causa della conformazione del suo territorio, i vitigni e le corrispondenti etichette sono molti e questo comporta probabilmente anche una difficoltà di comunicazione e di affermazione sui mercati esteri.

Per entrare nel dettaglio, l’articolata geografia della Svizzera vitivinicola è divisa in sei regioni o cantoni: il Vallese che con 5.200 ettari di vitigni è il più ampio; il secondo è il Vaud, con 3.800 ettari vitati che si affacciano sul lago di Ginevra; il terzo corrisponde ad un territorio di circa 1.400 ettari intorno a Ginevra nella Svizzera francese; poi c’è quello della Svizzera tedesca, un raggruppamento di piccoli vigneti per un totale di circa 2.600 ettari lungo il fiume Reno; il Ticino, affacciato verso l’Italia con 1.050 ettari vitati; e per finire, la regione dei Tre Laghi-Vully verso la Francia con 1.000 ettari.

Il Vallese, che confina con il Piemonte e la Valle d’Aosta, è circondato e protetto dalle Alpi, ha un clima caldo, secco e ventilato, ideale per vigneti impiantati su una fascia compresa mediamente tra i 400 e gli 800 metri di altezza, con una eccezione a Visperterminen dove 42 ettari del vitigno vallese Heida sono coltivati sopra i 1.150 metri e si guadagnano il titolo dei più alti d’Europa.

Una regione intrigante, quella del Vallese, ricca di situazioni estreme. A partire dal paesaggio, disegnato com’è da una fitta ragnatela di muretti a secco realizzati con una tecnica che risale al medioevo, chiamata “tablars” la cui lunghezza lineare è misurabile in migliaia di chilometri, che richiede un impegno continuo ed estremamente dispendioso di manutenzione; un numero notevole di vitigni impiantati (circa 50 classificati sui 250 circa dell’intera nazione) che sono per la maggior parte a bacca bianca suddivisi in parcelle molto piccole, mentre il numero di quelli rossi è inferiore ma impiantati su superficie maggiore; e se l’85 per cento dei vini è ottenuto da vitigni internazionali quali Pinot Nero, Gamay, Chasselas e Sylvaner, gli altri derivano da vitigni locali quali l’Amigne, la Petite Arvine, l’Humagne blanche e rouge e il Cornalin; la produzione è affidata a circa 500 cantine private e a quasi 20.000 produttori che conferiscono le loro uve alla Provins, una cooperativa che assorbe circa un terzo del totale.

Mappa del Vallese / Valais
Mappa del Vallese / Fonte www.swisswine.ch

La regione è conosciuta per i suoi Grand Cru, ma i “Grain Noble” ne rappresentano la punta di diamante: una produzione favorita dal particolare microclima che induce un appassimento naturale degli acini e il successivo attacco della muffa mobile. Sono vini di struttura, dolci, equilibrati che nulla hanno da invidiare a quelli provenienti da più famose regioni vicine come Sauternes, Alsazia, Ungheria o Mosella.

Lo Chasselas è il vitigno svizzero più conosciuto, che qui dal 1966 si chiama Fendant du Valais. Introdotto nella regione nel 1848 dà luogo a un vino bianco che generalmente viene destinato agli aperitivi o agli abbinamenti a base di formaggio. Fine, con profumi di fiori bianchi ed erbe di montagna, è fresco e persistente al palato.  Può sostenere un medio invecchiamento.

La Petite Arvine è considerato un vitigno tipicamente vallesano, anche se è conosciuto nella vicina Valle d’Aosta. Distribuito un po’ ovunque, i vini ottenuti nella zona di Martigny e Fully sono i più rinomati, con profumi floreali, agrumati e con l’aggiunta di note tropicali, in bocca offrono acidità e un piacevole finale sapido. Il vitigno si presta molto bene anche alla produzione di vini dolci di grande spessore.

Païen, o Heida, è un biotipo del Savagnin Blanc. Conosciuta, come detto, è la produzione a Visperterminen, il vallese tedesco dove i vigneti superano i 1.150 metri. Il vino esprime interessanti aromi agrumati, accompagnati da note di frutta tropicale e noci, in bocca ha un ingresso avvolgente pur mantenendo la sua freschezza. Vino persistente che va consumato entro pochi anni dalla vendemmia.

Ermitage Vallese è il nome che qui danno alla Marsanne blanche. La sua produzione è circoscritta in una zona limitata ma dove clima mite e sole conferiscono ai vini un ampio bouquet con note di frutta matura e tropicale che con l’invecchiamento esaltano sensazioni di miele d’agrumi e d’acacia. Il vitigno reagisce molto bene sulle terre granitiche e all’esposizione della zona di Fully, dove l’attacco della botrytis favorisce la produzione di grandi vini dolci.

Il Cornalin è un vitigno a bacca rossa, un vitigno raro coltivato su nemmeno 30 ettari, ma è una delle varietà più antiche del cantone che ha rischiato di scomparire perché difficile da coltivare e incostante nelle rese. Il vino rosso che ne deriva è robusto e un po’ rustico, con aromi di ciliegia, frutta rossa e sentori speziati e si ingentilisce dopo qualche anno d’affinamento.

Tra i vitigni internazionali si sono imposti all’attenzione il Syrah, che ha trovato il suo ambiente ideale nella parte più alta della Valle del Rodano e il Pinot noir, che viene coltivato soprattutto su suoli caratterizzati da abbondante presenza di calcare e produce un vino che bene sa leggere le note fumé espresse dal terroir.

La natura montuosa delle terre del Cantone Vallese ne fa terra di pascoli, e tra i formaggi prodotti spicca per notorietà la “raclette”. La sua “invenzione” è legata al caso, al racconto di una giornata fredda in cui un uomo del Vallese per mangiare qualcosa di caldo prese del formaggio e lo scaldò al fuoco. La Raclette, da “raschiare” identifica infatti una modalità di consumo: si parte da una mezza forma di formaggio a latte crudo, mediamente stagionato, molto cremoso e saporito. La parte tagliata viene esposta ad una fonte di calore (sono piccoli macchinari studiati apposta) e quando la superficie del formaggio inizia a sciogliersi viene “raschiata” dalla forma e fatta adagiare direttamente nel piatto. La Raclette du Valais AOP è il prodotto tipico della regione, viene sempre servito a tavola con patate, cetriolini, cipolline e si sposa perfettamente con un calice di Fendant du Valais.

Tra pascoli e vigneti, anche la produzione di frutta ha un suo must: l’albicocca. Questo frutto simbolo della regione ha la polpa dolce e morbida, viene consumata cruda o utilizzata in cucina per la preparazione di dolci tradizionali o ancora distillata per la produzione dell’Abricotine, o “Eau-de-vie d’abricot du Valais”, un liquore di albicocche per il 90% della varietà Luizet, coltivata in zona dal 1838 dove ha trovato il terreno ideale per sviluppare il suo bel colore rosso-arancione. Il frutto è molto profumato e il liquore ha un gusto marcato di albicocca, sottolineato da una sfumatura di mandorla.

 

Rosanna Ferraro, sono l’ideatrice di Vinotype, giornalista, diplomata sommelier all’Ais Associazione Italiana Sommelier nel 1993, ho lavorato al Gambero Rosso per oltre 10 anni come giornalista, degustatrice per la Guida ai Vini d’Italia, autore e regista dei servizi televisivi per il Gambero Rosso Channel, responsabile del Wine bar della Città del Gusto a Roma, autore di libri su vino, cucina, turismo. Nel 2003 la prima svolta radicale, mi trasferisco a Erbusco, presso il Consorzio Franciacorta per sviluppare un progetto triennale di rilancio del  suo brand. Nel 2006 rientro a Roma e fondo Vinotype, un’agenzia di comunicazione specializzata per le Aziende vitivinicole. La mia offerta: ufficio stampa, PR, organizzo eventi, creo contenuti per siti e gestione dei social media per chi voglia rilanciare o mantenere alto il posizionamento del proprio marchio grazie anche alla capacità di diffusione di vinotype.it.

La sezione del sito Vinotype Magazine nasce come spazio indipendente per l’approfondimento della cultura enogastronomica.

 

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