La visita alle vigne di Eremo Tuscolano: “un’esperienza indimenticabile” secondo la tedesca Rozsika Farkas / su Weinwelten

Valle Vermiglia

Da wein-welten.com, “Neues vom Frascati – Frascati – Hoffnungsvolles vom angestaubten Weissweinhelden” a firma della giornalista tedesca Rozsika Farkas

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Frascati ist Roms Hauswein, vulkanische Böden und spannende autochthone Rebsorten – das in unmittelbarer Nähe von Rom gelegene Anbaugebiet hat beste Voraussetzungen für die Erzeugung charaktervoller Weine. Zum Glück gibt es Winzer, die auch wirklich etwas daraus machen!
Ein unfreiwilliger Abend im Holiday Inn Medici am Stadtrand von Rom. Schnee in München, Flug gestrichen, eine Nacht auf Kosten der Lufthansa in einem nichtssagenden Vier-Sterne-Haus. An der Bar drei Weißweine im Angebot: ein Fiano aus Apulien, ein Pecorino aus den Abbruzzen – und ein Frascati. Selbstverständlich wollen wir den probieren, denn es interessiert der lokale Wein. Der Barmann empfiehlt ihn wärmstens: DOCG Castelli Romani, was richtig Gutes, preis er vollmundig an. Leider schmeckt er nach wenig: kaum Duft, keine Säure, fad, banal, das gewisse Garnichts im Glas. Der Wein bleibt ungetrunken, Pecorino und Fiano trösten über den verlorenen Abend hinweg. Das soll DER römische Wein sein?

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Valle Vermiglia soll gut sein, heißt es. Das Weingut zu besuchen, ist allerdings kompliziert. Selber hinfahren geht nicht. Nicht als Frau. Denn der Wein wächst – an den Hängen des Monte Tusculo auf 600 Metern Höhe – in der Abgeschiedenheit eines Klostergeländes. Das ist schön und hat seinen Reiz, absolut sauber und unversaut sind die Böden, ruhig ist es, man hört nichts als Vogelgezwitscher. Dass es gar so still ist, liegt auch daran, dass die Mönche nicht reden, selbst untereinander nicht, sogar die Mahlzeiten nimmt jeder für sich ein. Zweimal im Jahr, an Ostern und an Weihnachten, so erzählt man uns, essen sie gemeinsam. Der Nachteil: Sie wollen auch niemanden in ihrer Nähe haben. Männer dürfen sich hier auf Zeit einquartieren, wenn sie ebenfalls den Mund halten und sich nur morgens um sechs zur Morgenandacht blicken lassen. Frauen sind auf dem Gelände gänzlich unerwünscht. So treffe ich eines Vormittags am Rand des Grundstücks Massimo Compagno, den Agronomen, der mich in seinem Wagen mitnimmt. Sollte einer der Mönche auftauchen, müsste ich mich blitzschnell ducken, damit nur der männliche Fahrer zu sehen ist. Schließlich doch durch den Weingarten zu streifen und vom Agronomen alles erklärt zu bekommen, hat den wunderbaren Reiz des Verbotenen, und so prägen sich die entrückte Landschaft, das verwunschen wirkende Klosteranwesen und der spektakuläre Blick über Rom ganz besonders ein, machen die Visite zum unvergesslichen Erlebnis.

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Qui di seguito vi proponiamo la traduzione del racconto di viaggio della giornalista tedesca Roszika Farkas sulle tracce del Frascati, “lo storico eroe del vino bianco”:

Il Frascati è il vino della casa di Roma, terreni vulcanici ed eccitanti vitigni autoctoni – prodotto nella regione situata nelle immediate vicinanze di Roma e che ha le migliori condizioni per la produzione di vini strutturati. [..]
Una serata imprevista all’Holiday Inn Medici, alla periferia di Roma. Neve a Monaco, volo annullato, una notte a spese di Lufthansa in un anonimo hotel a quattro stelle. Tre vini bianchi in offerta al bar: un Fiano pugliese, un pecorino degli Abbruzzi e un Frascati. Certo, vogliamo provarlo, perché il vino locale è interessante. Il barista lo raccomanda caldamente: DOCG prodotta nei Castelli Romani, che è veramente buono, è corposo. Sfortunatamente, ha invece poco sapore: niente odore, niente acidità, [..]. Il vino rimane frenato, Pecorino e Fiano ci consolano per la serata persa. Questo dovrebbe essere IL vino romano?

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Il vino di Valle Vermiglia dovrebbe essere buono, dicono. Visitare la cantina, tuttavia, è complicato. Non si può andare lì da soli. Soprattutto in quanto donna. Perché il vigneto cresce – sulle pendici del Monte Tusculo a 600 metri di altitudine – nella solitudine di una zona monastica. Questo è bello e ha il suo fascino, assolutamente pulito [..] è tranquillo, non si sente altro che il canto degli uccelli. Che sia così tranquillo, è anche perché i monaci non parlano, nemmeno tra di loro, nemmeno durante i pasti che ognuno prende per sé. Due volte all’anno, a Pasqua e a Natale, ci viene detto, mangiano insieme. Il rovescio della medaglia: non vogliono nessuno vicino a loro. Gli uomini possono rimanere qui temporaneamente se anche loro si zittiscono e se si presentano all’alba, alle sei del mattino. […] mi ritrovo una mattina ai margini della proprietà con Massimo Compagno, l’agronomo che mi porta in macchina […] passeggiare nel vigneto mentre si ricevono spiegazioni dirette dall’agronomo, ha il fascino meraviglioso dell’esclusivo, e così l’impressionante paesaggio incantato, l’incantevole tenuta del monastero e la spettacolare vista su Roma, rendono la visita un’esperienza indimenticabile”.

 

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