Adesso è l’ora di Brunello Independent

Brunello di Montalcino, un vanto e un valore tutto italiano. Grandi premi, anche
all’estero, immagini legate alla campagna toscana, alla figura ieratica di Franco
Biondi Santi avvolto nella sua mantella di Loden, alle aste e a costi ben superiori di
un bere quotidiano. Per gli addetti ai lavori il Brunello si stacca dalle altre produzioni
per complessità e ricchezza, per gli appassionati rappresenta una gara a chi ha potuto
gioire dell’annata più vecchia. E per i consumatori meno avvertiti rappresenta una
nebulosa quasi impenetrabile.
Ma al di là di questa cortina ci sono un territorio e delle persone che lavorano e che
hanno tanto da dire, tutti da scoprire.

È da questa considerazione che si è sviluppato un progetto di comunicazione di due appassionati e profondi conoscitori di Montalcino e delle sue produzioni: che hanno creato il format “Brunello Independent”.

“Era da tempo che ci confrontavamo con Dario sulla comunicazione del vino in generale, e su quella del Brunello in particolare, pensando a quanto la sua immagine, per molti motivi fosse ingessata ed embedded”.

A parlare è Andrea Gabbrielli, giornalista, scrittore e storico conoscitore di Montalcino che, con Dario Pettinelli, esperto di comunicazione e regista, hanno dato vita a un format per raccontare il Brunello di Montalcino a un pubblico più ampio.

Gabbrielli, cos’è “Brunello Independent” e da cosa siete partiti?

Si tratta di una Docu-serie che va in onda sul canale italiatv.it. Saranno per ora 8
puntate che andranno in onda una volta a settimana, la domenica. La prima puntata è
già on line dal 1°gennaio, data del deblocage della nuova annata.
L’idea è partita dalla considerazione che il Brunello ha molto da offrire in termini di conoscenza del territorio e delle persone che ci lavorano e ci è nata la voglia di renderlo fruibile ad un pubblico più ampio rispetto a quello molto chiuso dei soli specialisti del settore. Si tratta di informazione girata e condotta con stile giornalistico. Non c’è nessuna fiction, per intenderci.
Telecamerina e microfono, e soprattutto assaggi, ascolto in azienda e in cantina,
dialogo con chi il vino lo fa. Non è un prodotto per TikTok o Instagram, è piuttosto
pensato per la TV.

Un format da Docu-serie. Come lo avete impostato?

In 9 minuti per ciascuna puntata, attraverso il fil rouge dell’annata 2018, quella appunto entrata ora in commercio, e attraverso la testimonianza di produttori anche molto piccoli dei quali si parla poco o mai, raccontiamo la complessità del territorio.
E abbiamo cercato di farlo con uno stile meno paludato, cercando di stabilire empatia e parlando a cuore aperto con i produttori, accompagnati da una colonna sonora di
musica rock degli anni dal ’60 al ’90. Anche questa una nostra personale passione.
Abbiamo avuto anche il contributo di immagini realizzate Francesco Belviso, fotografo di Montalcino, che “sente” il territorio e lo riproduce in modo particolarmente suggestivo.

Quindi non parlate solo del vino quando è nel calice?

Il vino prodotto dalla vendemmia 2018 è la trama sulla quale si intrecciano i racconti
e i confronti tra le aziende e le descrizioni del loro territorio, ciascuno molto diverso e
unico. Ne abbiamo ricavato riflessioni e testimonianze interessanti e nuove. Sono
professionisti che prima di tutto si fanno delle domande, fanno ricerca laddove la
tradizione è solo un punto di partenza non dando più niente per scontato, come il
fatto che, ad esempio, arrivano a stabilire quanto la semplice valutazione dell’annata
e del suo andamento climatico non siano sufficienti a determinare la qualità del prodotto
finale. E che è ora di smontare alcuni pregiudizi. Insomma non è una questione di
“stelle”.

Come avete scelto i produttori da coinvolgere?

Tra i 240 produttori di Montalcino abbiamo individuato tanti giovani e molte donne,
persone ricche di curiosità che vogliono andare oltre. E anche aziende storiche ma che stanno facendo grandi cambiamenti.
Sono le voci nuove, quelle più libere di Montalcino.
“Independent” appunto.

Brunello independent ogni domenica, su italiatv.it

Nelle prossime puntate:
Tommaso Squarcia, Castello Tricerchi; Gianna Neri, Col di Lamo; Giulio e Mirella Salvioni, La Cerbaiola; Gigliola Giannetti, Tenuta Le Potazzine; Giampiero Bertolini, Biondi Santi Tenuta Il Greppo; Federico Trost, Poggio Antico; Elisa Fanti, Tenuta Fanti.

Rosanna Ferraro

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Giornalista, Sommelier, ha lavorato al Gambero Rosso per oltre 10 anni come giornalista, degustatrice per la Guida ai Vini d’Italia, autore e regista dei servizi televisivi per il Gambero Rosso Channel, autore di libri su vino, cucina e turismo. Ha partecipato al progetto di rilancio del brand Franciacorta e nel 2006 ha fondato Vinotype, un’agenzia di comunicazione specializzata per le Aziende vitivinicole. Nel 2010 ha lanciato il magazine on line Vinotype.it.

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