Come ti distraggo il capriolo

Caprioli

Caprioli e cinghiali amano la vigna come noi, forse anche più di noi: l’amano così tanto che arrivano a divorare sia i germogli sia l’uva sulla pianta, compromettendo a volte un intero anno di lavoro.

Un amore che i vignaioli provano ad arginare ogni anno con artifizi e inganni che però non sempre raggiungono l’obiettivo di salvaguardia della vigna.

Tenere lontani gli ungulati (questa la famiglia di caprioli e cinghiali) dalle vigne è impresa molto difficile e, ormai, l’opera di prevenzione dei danni che possono arrecare questi animali selvatici è uno degli argomenti che più impegna le aziende, già a partire dalla primavera quando appaiono i primi germogli, di grande appeal per i caprioli, e fino ad arrivare all’estate, quando l’uva si fa matura in pianta e diventa ghiottoneria ricercatissima dai cinghiali.

Gli effetti dell’incremento della presenza degli ungulati in territori di rilevante valore agricolo e paesaggistico stanno assumendo un carattere di vera e propria emergenza in molte zone del Paese e anche nel Chianti Classico.

Rocca delle Macìe è da anni in campo per testare in vigna rimedi naturali ed eco-compatibili, arrivando a sperimentare sistemi di difesa passiva del vigneto.

“Tra le varie operazioni che ci impegnano durante l’anno, la semina negli interfilari di multifloreale, favino, trifoglio, veccia, avena e altre varietà per l’inerbimento” ci racconta Alfio Auzzi, agronomo delle Tenute di Rocca delle Macìe “è utilizzata anche come “diversivo”: si spera infatti che oltre a garantire il benefico apporto di azoto, aumentare la biodiversità, migliorare la struttura del terreno, attivarne la vitalità, creare humus e proteggere i terreni dall’erosione, serva a “distrarre” i caprioli. Confidiamo nel fatto che i germogli e le fioriture di quanto piantato possano attrarli in modo da limitare il saccheggio di quelli delle viti, anche se ancora il vero sistema valido per arginare queste incursioni sono le recinzioni. E ci auguriamo che presto l’impegno per riequilibrare la fauna nei nostri boschi dia i suoi frutti. Nel frattempo noi, a Rocca delle Macìe facciamo nascere tanti germogli gustosi anche per amore degli animali”.

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