Sannio al Vinitaly: tra sorsi di storia e nuove visioni

Tra i padiglioni del Vinitaly, a tratti veramente molto affollati e a tratti più tranquilli e fruibili, uno spazio che mi ha piacevolmente colpita è stato quello dedicato al Sannio.
Il Consorzio Tutela Vini del Sannio era presente con 33 aziende. Dovendo fare una selezione, perché si sa, il tempo è sempre poco e le giornate passano in fretta, e per una visita “da fiera” ho identificato qualche nome che conoscevo, e un paio che mi erano nuovi.

La Guardiense è una garanzia, non è solo la cantina più grande del Sannio, ma è una delle realtà cooperative più importanti d’Italia. Tra le cantine di medie dimensioni come al solito la Fattoria bio La Rivolta (Torrecuso) è quella che si fa notare per l’eleganza con i suoi ottimi Aglianico del Taburno e Falanghina, vini molti fini e capaci di notevole invecchiamento. La cantina Fontanavecchia (Torrecuso) guidata da Libero Rillo, per anni presidente del Consorzio, è una realtà che ha fatto la storia della rinascita del Sannio. Di notevole interesse la sua Riserva Vigna Cataratte dell’Aglianico del Taburno che si accompagna ad una delle Falanghine più interessanti del territorio.
E poi erano presenti realtà che producono un numero limitato di bottiglie, piccole cantine con una lunga storia, pionieri del territorio impegnati nella valorizzazione di antichi vitigni, tutte, comunque, molto fiere non solo dei loro vini, ma soprattutto del loro territorio e delle prospettive che offre. Realtà che mi hanno confermato l’impressione che avevo avuto nel corso di una visita di un paio di anni fa nel Sannio e che hanno offerto un panorama molto interessante per un approccio esaustivo e scrupoloso della zona anche per visitatori -ne sentivo i commenti- incuriositi da una parte d’Italia che conoscevano meno, e molto piacevolmente sorpresi.

Il mito nel bicchiere, anzi più di uno

Ad attrarmi per una visita è stata anche la loro idea di far “rivivere” il vaso di Assteas, quel cratere del IV secolo a.c. che rappresenta il “Ratto di Europa” portato in fiera dal Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino di Montesarchio (Bn) e definito “il vaso più bello del mondo”. Dopo essere stato scoperto, trafugato, venduto al mercato nero, è stato esposto dal 1981 fino al 2005 nel J. Paul Getty Museum di Malibu quando finalmente è rientrato in Italia. Quest’opera millenaria (splendida) si sarà divertita ad accompagnare i visitatori alla scoperta dei vini sanniti, e si è fatta ispiratrice di un paio di cocktail che però, a causa dei tempi troppo stretti che avevo, non sono riuscita ad assaggiare, dove era presente come ingrediente importante anche il mitico liquore Strega, “Il primo sorso affascina, il secondo Strega” che per noi boomer è un refrain indimenticabile. Se fate un giro nel territorio allungatevi fino alla stazione di Benevento davanti alla quale sorge la fabbrica di questo liquore, se poi a presentarvene la storia e la produzione fosse il dr. Giuseppe D’Avino, presidente della Strega Alberti Benevento nonchè esponente della sesta generazione dal fondatore, vi dico che ne varrebbe proprio la pena.

L’invito a scoprire il territorio

Insomma, quello del Sannio era un gruppo che offriva vini, ma molta della fascinazione del calice veniva dalla proposta di scoprire un territorio, quello del beneventano, che (purtroppo) non è tra i più blasonati della nostra Italia sebbene qui la storia si senta e si viva quotidianamente. A partire dalla presenza di archeologia romana, di architettura longobarda e, fino ad arrivare ai nostri giorni con l’Hortus Conclusus con le opere di Mimmo Paladino, insieme a paesaggi naturali di particolare bellezza, la ricchezza del territorio si offre generosa, in un’atmosfera ricca di mistero e intrisa dalle leggende delle streghe (Janare).

Si avvicina una estate in cui, data la situazione di totale incertezza mondiale, si fa fatica a decidere la mèta per le vacanze, un giro in questa porzione della nostra penisola potrebbe essere una buona idea.

Rosanna Ferraro

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Giornalista, Sommelier, ha lavorato al Gambero Rosso per oltre 10 anni come giornalista, degustatrice per la Guida ai Vini d’Italia, autore e regista dei servizi televisivi per il Gambero Rosso Channel, autore di libri su vino, cucina e turismo. Ha partecipato al progetto di rilancio del brand Franciacorta e nel 2006 ha fondato Vinotype, un’agenzia di comunicazione specializzata per le Aziende vitivinicole. Nel 2010 ha lanciato il magazine on line Vinotype.it.

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