Cantina di Venosa: il cuore pulsante dell’Aglianico del Vulture

La Cantina di Venosa è un punto di riferimento per il vino in Basilicata.
Siamo nel cuore del Vulture, nell’estremo 
nord della regione, in provincia di Potenza. La zona è dominata dal Monte Vulture, un vulcano ormai inattivo da circa 130.000 anni, che svetta, solitario, tra le colline, ma che con le sue eruzioni ha reso la terra speciale, fornendo ai vigneti che nutre le qualità che si ritrovano nei vini.
La Cantina è nata nel 1957 grazie a un piccolo gruppo di agricoltori che è arrivata oggi a poter contare su 350 soci che curano 800 ettari di vigne. In pratica, più della metà dell’Aglianico del Vulture nasce proprio qui.

Il motore della cooperazione tra suoli vulcanici e giovani vignaioli
Il segreto -dice il presidente della Cantina– è tutto nel legame tra le persone e questa terra. Grazie alla struttura del suolo e all’altezza dei vigneti, le uve maturano per dare ai vini il giusto equilibrio tra freschezza e carattere. Ma il vero motore sono i soci: molti hanno meno di 40 anni, il che significa che c’è tanta energia nuova per lavorare con entusiasmo  mentre si porta avanti la tradizione. Inoltre la nostra è una realtà che fa bene a tutto il territorio, perché diamo lavoro a migliaia di persone, tra dipendenti e collaboratori”.

I vini
La produzione si articola in 9 linee principali -per un totale di circa 21 etichette- ciascuna delle quali ha una sua personalità e un segmento di mercato a cui si riferisce: oltre a quelle indirizzate alla GDO o e al consumo quotidiano, la Linea Spumanti comprende bollicine prodotte sia con metodo Charmat (come la linea Virgola) sia con metodo classico, tra cui spicca il Tansillo Pas Dosé 36 lune.

Tra musica e sangue: l’eredità di Carlo Gesualdo
Oggi la produzione è impegnata a ricercare diverse espressioni dell’Aglianico, pur lasciando il giusto spazio anche ad altri vitigni.
La linea dei Classici ricalca la tradizione ma la esprime con vini più puliti e immediati, mentre per le Selezioni, che propongono vini più complessi, si utilizzano uve provenienti da vigne vecchie conservate con cura.
Anche per la scelta dei nomi in etichetta, la ricerca è andata a ripescare nel passato di queste terre, nomi che nascono da storie, a volte cupe e affascinanti, che risalgono fino al Rinascimento. Come nel caso delle
 tre etichette principali, il rosso Aglianico del Vulture Doc Gesualdo, il Greco Bianco Avalos e il Rosato Incòmodo, che prendono ispirazione dalla vita di Carlo Gesualdo e dallo scandalo che lo coinvolse.
Carlo Gesualdo, principe di Venosa è stato un uomo tormentato ma geniale, passato alla storia per le sue composizioni musicali e, soprattutto, per i suoi madrigali, ma che visse il dramma del tradimento della moglie Maria d’Avalos con l’amante di lei, Fabrizio Carafa. Tradimento che vendicò uccidendo i due amanti. Era il 1590. I tre vini, per rievocare un pezzo importante della storia del territorio, sono stati a loro dedicati.

La degustazione
Aglianico del Vulture Doc Gesualdo
: È un rosso importante dalla tonalità rubino scura, che al naso libera sensazioni di more in confettura, cacao e spezie. E’ caldo in bocca, morbido e con un tannino avvolgente, e lascia un ricordo minerale che evoca le sue origini vulcaniche.
Greco Bianco D’Avalos: dal colore giallo paglierino brillante, rivela note profumate di frutta a polpa gialla, come pesche e albicocche, impreziosite da tocchi di erbe aromatiche. Sulla struttura solida si impone una freschezza vivace e una spiccata sapidità che lo rende  dinamica e equilibrato.
Incòmodo Rosato: Prodotto con uve Merlot, si presenta con sfumature ramate mentre al naso propone fragranze di ciliegia, lampone e frutti di bosco. In bocca è piacevole, arricchito da un accenno di vaniglia che ne ammorbidisce il finale.

L’orgoglio della storia e dei suoi personaggi
l Carato Venusio, una denominazione Aglianico del Vulture Superiore, celebra l’orgoglio della città. Venusia era infatti l’antico nome romano di Venosa, la terra del poeta Orazio. Il termine “carato” suggerisce l’idea di qualcosa di prezioso, e il pensiero va alle piccole botti di legno dove il vino riposa a lungo. si presenta con un bel colore rubino cupo, al naso spiccano note di frutti scuri sotto spirito, tabacco dolce e spezie orientali. Al palato è robusto, bilanciato da una piacevole freschezza e da un finale lungo e asciutto che richiama la terra vulcanica.
Il vino Rosso Matematico, un blend Merlot e Aglianico, rende omaggio a un’altra mente illustre della zona: s
iamo nel Seicento e la figura è quella di un cardinale e giurista molto potente, Giovanni Battista De Luca, un personaggio particolarmente influente e rigoroso, che ha fatto la storia scrivendo il primissimo trattato giuridico in volgare. Il vino, affinato per circa sei mesi in legno offre al naso sensazioni calde di prugna disidratata, frutti di bosco e spezie, mentre in bocca è morbido, ottimo per una beva immediata.

Una nuova cantina per il futuro dell’enoturismo
La realtà della Cantina non solo rispetta e vuole mantenere il ricordo del suo territorio, ma guarda anche al
futuro con un progetto che prevede un profondo rinnovamento della struttura produttiva con la costruzione di una nuova cantina che diventerà un centro per l’accoglienza e la cultura del vino.  L’investimento punta a creare spazi moderni per le degustazioni e una terrazza con vista sui vigneti. L’obiettivo è trasformare la cooperativa in una destinazione turistica capace di raccontare la storia di Venosa.

L’azienda investe molto anche nella precisione agricola. L’uso della tecnologia serve a monitorare lo stato di salute delle piante e a intervenire solo quando serve. Questo approccio permette di mantenere un fatturato in crescita che oggi supera i sette milioni di euro. La sua qualità importante sta nel saper unire i numeri di una grande cooperativa con la cura artigianale che ogni socio mette nel proprio pezzetto di terra.

Rosanna Ferraro

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Giornalista, Sommelier, ha lavorato al Gambero Rosso per oltre 10 anni come giornalista, degustatrice per la Guida ai Vini d’Italia, autore e regista dei servizi televisivi per il Gambero Rosso Channel, autore di libri su vino, cucina e turismo. Ha partecipato al progetto di rilancio del brand Franciacorta e nel 2006 ha fondato Vinotype, un’agenzia di comunicazione specializzata per le Aziende vitivinicole. Nel 2010 ha lanciato il magazine on line Vinotype.it.

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