La Vecchia Pineta ad Ostia: il Razionalismo, il mare e l’Eremo Tuscolano

Eremo Tuscolano

Era il 1933 e un bando per la costruzione di un impianto balneare sul litorale romano richiedeva i seguenti criteri: “assolutamente di lusso, nell’aspetto, negli impianti e nei servizi, [..] un insieme che offra il massimo conforto e rappresenti quanto di meglio possa essere realizzato in materia balneare*”.

Due professionisti con sede a Venezia, l’architetto Virgilio Vallot e l’ingegnere Giovanni Sicher riuscirono a fare il progetto che rispettava questi canoni per la costruzione de La Vecchia Pineta ad Ostia: ne venne fuori una struttura ispirata “[..]nella sua architettura alle più pure linee del novecentismo*” .

“[..] Tuttora lo stabilimento è riuscito a conservare la purezza della composizione originaria e si pone tra i migliori esempi architettonici del litorale romano*”.

Durante la Seconda Guerra Mondiale questo gioiello della corrente del Razionalismo, dominante negli anni Trenta, fu occupato prima dalle truppe tedesche e poi da quelle degli Alleati; fortunatamente non fu danneggiato gravemente ma in ogni caso l’impianto architettonico richiese un intervento di recupero per “ripurirlo” dalle corruzioni stilistiche che si succedettero nei decenni a seguire e [..] per adeguare gli impianti alle nuove esigenze produttive e gestionali*”.

Grandi vetrate sul mare, marmi, travertino, una rotonda che affaccia sul mare, tutto sa di pensato, di cultura di un periodo storico architettonicamente sempre più rivalutato.

Articolata ed ospitale, la struttura balneare de La Vecchia Pineta ospita il ristorante dal 1946 lungo quella che è oggi ormai una risicata lingua di spiaggia: il ristorante si tuffa letteralmente nel mare con la sua terrazza.

Al fascino dell’ambiente e della sua vista sul mare, si somma una cucina a base di pesce fresco del mar Tirreno che propone i grandi classici così come piatti con un leggero spirito creativo, tanto leggero da non intaccare comunque il sapore originario della materia prima: le linguine all’astice sono un must sulla terrazza razionalista della Vecchia Pineta, ma anche i tonnarelli con cozze e pecorino, gli spaghetti alle vongole veraci, e via poi piatti a base di moscardini, di polpo o di pesce azzurro cucinato come si vuole.

Il Frascati Superiore Docg Eremo Tuscolano di Mario Masini su un menu così ci sta comodo comodo, anche volendo inserire come antipasto un sauté di cozze o di vongole, ad esempio, esprimendo nei vari abbinamenti il suo bagaglio olfattivo intrigante e di buona intensità (tanto da tener testa anche ai decisi profumi del mare) e il suo gioco acido-salino al gusto.

Una bottiglia a tutto pasto, servita ben fresca, che di certo stimolerà un piacevole conversare sulle prepotenti naturalità e -al tempo stesso- razionalità del luogo in cui vi ritroverete a sorseggiarlo.

Ristorante La Vecchia Pineta – Piazzale Dell’Aquilone 4, Lido di Ostia (Roma) – 06 56470282

*Citazioni dal testo di Giorgio Blanco e Claudio Nardulli, La Vecchia Pineta, architetturadipietra.it