Palagetto, Cantina Bio / Per chi l’avesse perso

Palagetto

La giovanissima Arianna Fioravanti, da sempre affianco alla madre Sabrina Niccolai, è entrata ufficialmente nella conduzione della Palagetto di San Gimignano, l’azienda di famiglia, nel 2016. Un inserimento importante che si è fatto sentire non solo nei progetti che già erano in corso e che Arianna ha avuto modo di portare a termine, ma anche in una serie di nuove iniziative che ha affiancato alla gestione generale condotta, comunque, sul solco della tradizione della famiglia.

Un primo cambiamento, quello immediatamente più evidente, è stato l’inserimento di una linea vini “Arianna” accanto a quella storica dei vini “Palagetto”, creando un’alternativa accanto alla produzione preesistente.  Lo scopo era quello di offrire al consumatore dei prodotti che alla tipicità territoriale e alla tradizione aggiungessero un elemento personale. il  frutto di un forte spirito di ricerca in vigna con l’apporto di nuove tecnologie in cantina.

Il secondo è stato un investimento più a lungo termine e una prova tangibile dell’attaccamento alla propria terra: Arianna infatti ha ereditato il percorso iniziato da Sabrina della conversione in biologico degli oltre 50 ettari di vigneto in proprietà nel comune di San Gimignano, portandolo avanti e introducendo un modello di agricoltura sostenibile che ha richiesto cambi di rotta responsabili nelle pratiche agronomiche ed enologiche.

A partire dalla vendemmia 2018 i vini dell’azienda agricola Palagetto di San Gimignano possono dunque fregiarsi dalla dicitura Vino Biologico, così come da Regolamento Europeo 203/2012.

L’ente certificatore scelto per “il grande passo” è stato l’ICEA, Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale: “un consorzio senza fini di lucro al quale partecipano enti, associazioni, imprese e organizzazioni della società civile. Controlla e certifica diverse migliaia di aziende che svolgono la propria attività nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, tutelando la dignità dei lavoratori e i diritti dei consumatori”.

Nel vigneto della Palagetto, già da molti anni, non vengono utilizzate sostanze chimiche di sintesi quali concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi e pesticidi; così come in cantina le vinificazioni sono sempre state rispettose e non interventiste: è stato semplice adattarsi al rispetto dei processi autorizzati dal regolamento 203/2012.

Il regolamento europeo pone  limiti di solforosa totale per i vini biologici rossi secchi a massimo 100 mg/l, mentre per i bianchi secchi sarà massimo di 150 mg/l: in Palagetto i valori si mantengono sotto questi limiti.

Insomma dei vini, quelli della Palagetto, che insieme al piacere di un bere bene offrono la consapevolezza di un bere sano, pulito, con in più la consapevolezza che tutto è nelle mani di persone che svolgono quotidianamente un lavoro attento e meticoloso nei confronti del proprio patrimonio territoriale.

Pubblicato il 29 gennaio 2019

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