Vigneto sano per uve di qualità a Rocca delle Macìe / Per chi l’avesse perso

vigneto

Ad ogni momento dell’anno corrisponde una operazione per mantenere il vigneto sano.

Abbiamo sentito Alfio Auzzi, in forze a Rocca delle Macìe con la responsabilità della gestione agronomica del patrimonio dei vigneti dell’azienda a Castellina in Chianti e in Maremma.

Gli abbiamo chiesto di parlarci brevemente del sovescio, una tra le molte pratiche agronomiche messe in atto a Rocca delle Macìe per la gestione di vigneti sani e forti, premessa fondamentale ad una vendemmia di qualità.

“Il sovescio è una pratica di cura e concimazione naturale del vigneto. Nel periodo autunnale si procede alla semina di alcune specie erbacee, selezionate in base alla tipologia del suolo ed all’età del vigneto.

favino

Verso la fine dell’inverno, in concomitanza della fioritura delle diverse essenze, si procede allo sfalcio e alla trinciatura; successivamente si lavora il terreno affinché i residui delle piante trinciate vengano interrati.

trinciatura

E’ un momento importantissimo per la vita del terreno perché in questo modo gli si dà nutrimento nel modo più naturale, si migliora la struttura del suolo, si fissano le sostanze minerali che saranno poi disponibili per il ciclo vegetativo della vite.

A parte il beneficio diretto sulla vita delle piante siamo di fronte ad una pratica che è una cura vera e propria del terreno perché riusciamo, con questa sorta di rigenerazione annuale, a combattere i fenomeni dell’erosione nei punti dei vigneti in cui il terreno mostra maggiori pendenze, fronteggiando in questo modo anche l’impoverimento del suolo sia dal punto di vista fisico, contrastando il dilavamento verso valle, sia dal punto di vista nutritivo vero e proprio.

Con l’applicazione costante del sovescio, inoltre, aumenta esponenzialmente il grado di biodiversità dell’ambiente, a parte quello relativo alla flora, anche quello della piccola fauna, insetti, uccelli”.

Questa è una delle tante pratiche messe in atto dall’azienda Rocca delle Macìe per mantenere alta la qualità dei vigneti. Coltivando delle viti robuste, in grado di attivarsi già esse stesse contro tutte le insidie del tempo, delle malattie, e delle piccole avversità di ogni nuova stagione, si riducono gli eventuali interventi esterni, così da ottenere sempre uve sane nel rispetto dell’ambiente e del suo equilibrio.

Pubblicato il 23 marzo 2016