Qualità e sicurezza: il valore di un’azienda

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Rocca delle Macìe sa bene che la qualità dei vini che produce è un valore non solo organolettico ma anche alimentare ed etico. Per questo da anni segue con rigore protocolli che rispettano i controlli messi in atto per valutare la corretta gestione del prodotto e la validità della conduzione aziendale al fine di rafforzare la fiducia del cliente e la visibilità sul mercato.

Ciascuna azienda può scegliere se puntare al “minimo garantito” rispettando esclusivamente la normativa obbligatoria di riferimento oppure, come ha fatto Rocca delle Macìe a Castellina in Chianti, incamminarsi lungo un percorso ben più impegnativo ma anche più confacente all’etica di una famiglia che si è sempre mossa nel rispetto del suo lavoro, del territorio e del futuro delle nuove generazioni.

Per questo Sergio Zingarelli, per Rocca delle Macìe affianca alle certificazioni obbligatorie relative alla produzione di vino (le leggi nazionali e comunitarie sulla produzione e sulla commercializzazione dei prodotti alimentari e le normative delle Dop e delle Igp) anche una serie di certificazioni volontarie che fanno riferimento a standard internazionali relativi alla filiera agroalimentare.

L’azienda negli anni, investendo in qualità e sicurezza del proprio processo produttivo, ha intrapreso una serie di percorsi che gli sono valsi l’ottenimento delle seguenti certificazioni volontarie, OHSAS 18001 relativa alla sicurezza nei luoghi di lavoro, UNI EN ISO 9001:2008 relativa ai sistemi di gestione per la qualità, GSFS – BRC Global Standard Food Safety – British Retail Consortium e IFS International Food Standard, oltre a sottoporsi ad un protocollo interno di sostenibilità ambientale adottando tecniche agronomiche volte a migliorare la produzione salvaguardando l’ambiente.

Lo scopo finale è quello di certificare, a garanzia del consumatore, le materie prime utilizzate,  la manodopera, le attrezzature e i materiali che intervengono nel ciclo di produzione.

Il concetto di qualità si è evoluto nel tempo adattandosi alle mutate richieste di produzioni alimentari condizionate da nuove situazioni ambientali, culturali e sanitarie. Tant’è che un’azienda produttrice di vino che nel 1987 era sottoposta, ad esempio, agli standard ISO 29000, relativi alla semplice constatazione dell’efficienza organizzativa dell’azienda, in poco più di vent’anni ha visto i parametri di controllo migrare verso la tutela del consumatore; abbiamo oggi quindi come priorità non la valutazione della fredda efficienza aziendale bensì la sicurezza alimentare e quindi i controlli coinvolgono l’intera filiera produttiva a garanzia del consumatore.

La ricerca della Qualità, praticata con determinazione, testimonia il valore più grande di una azienda, la spina dorsale della sua strategia produttiva, ne guida le scelte e ne condiziona i progetti. L’analisi organolettica del vino quindi diventa solo uno dei parametri per valutarla e non più l’unico.

 

 

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