God Save The Wine – Il Vino nel Salone delle Feste al St. Regis di Firenze il 24 gennaio 2019

God Save The Wine

***Informativa a cura di God Save The Wine

God Save The Wine – Il Vino nel Salone delle Feste al St. Regis di Firenze il 24 gennaio 2019

Menù firmato da Valeria Piccini due stelle Michelin, Da Caino a Montemerano e Gentian Shehi una stella Michelin, Winter Garden by Caino.

Trovate qui l’elenco delle aziende e dei vini in degustazione

PRESENTAZIONE di Andrea Gori

Il nostro anno comincia alla grande con una serata raffinata e lussuosa nei calici e nei piatti, con la celebrata cucina d’ispirazione maremmana di Valeria Piccini che con Gentian Shehi firma la cucina stellata del St. Regis.

Si annuncia una serata indimenticabile nel lussureggiante contesto del più raffinato hotel di Firenze con una grande selezione di Champagne (ospite speciale la grande Maison Lanson e molti piccoli RM per gli amanti dell’artigianalità) e una gamma che copre tutta l’Italia di bianchi e rossi e dolci proposti in abbinamento con piatti di grande saporosità e intensità. Il tema come sempre riguarda gli abbinamenti e le loro tendenze che nel corso del tempo evolvono, così come le preferenze e il gusto degli appassionati. L’Italia è terra di un numero impressionante di sommelier (almeno sulla carta)  e il motto è sempre quello di Veronelli ovvero “Il sapore di un cibo, quasi sempre, scopre le qualità di un vino e le esalta; a loro volta le qualità di un vino completano il piacere di un cibo e lo spiritualizzano… Un cibo, un vino; uno, qui, ben determinato, con uno altrettanto bene determinato. Come succede nei matrimoni, tra vini e cibi esistono incompatibilità di carattere; vanno quindi sposati con giudizio”.

Per farlo avrete a disposizione vini dal Piemonte alla Sicilia passando per tanta Toscana, anche quella meno nota, la Campania e l’Irpinia, il Prosecco di Valdobbiadene e il Friuli dei bianchi più importanti d’Italia.

Come sempre ricordiamo alcune regole sempre valide da seguire nei tentativi di abbinamento:

– Un piatto di poca struttura o consistenza come una minestra, un brodo o del crudo di pesce ovviamente non potrà essere valorizzato da un rosso corposo e tannico che riduce la nostra salivazione e ci impedisce di apprezzare le note delicate del piatto.

– Al contrario proporre su un pezzo di carne magari di lunga cottura dalla grande succulenza un vino leggero bianco o una bollicina è intuitivamente controproducente.

Nel mezzo a questi estremi esistono tante modalità di abbinamento che seguono l’estro e la disponibilità del momento, la ricetta che possiamo preparare con quanto abbiamo in frigo e la voglia che abbiamo di aprire una bottiglia. Se stasera abbiamo voglia di bollicine, un grande Franciacorta, uno Champagne o un Lambrusco (o ancora una bollicina nuova da Incrocio Manzoni o quelle da Montecarlo di Lucca), dobbiamo forse rinunciarci perchè non abbiamo un gamberone a disposizione? O se è il momento di un grande Brunello o un Chianti Classico, dovremmo forse rimetterlo in cantina perchè non abbiamo un cinghiale da cucinare? Se si vogliono raggiungere sfumature e note particolari che creano suggestioni e sapori nuovi, spesso inaspettati, dobbiamo ricordare che spesso i migliori abbinamenti nascono proprio da queste situazioni o dalle disponibilità del momento e soprattutto su intuizioni legate alle note aromatiche principali di un piatto o di un vino.

Quindi ecco altre due regolette sempre valide:

– Cercate sempre la nota dominante di un piatto per assecondarla senza accentuarla: vini e piatti molto profumati si sposano benissimo e giocano nel nostro naso e in bocca in maniera spesso sorprendente, mentre dobbiamo porre attenzione a non servire vini molto profumati (Sauvignon, Traminer) su piatti più deboli che ne risulterebbero snaturati nei loro sapori fondamentali.

– Le carni provocano succulenza in bocca, soprattutto quelle rosse, quindi ben vengano vini con struttura e che in parte attenuinino la succulenza con i loro tannini.

– Se c’è grassezza nel piatto che sporca il palato, ben venga freschezza, acidità ed effervescenza nel vino per pulire il nostro palato e ravvivare la degustazione.

– Mai mai e poi mai vini secchi e con bollicine su piatti dolci sui quali il vino ha da essere principalmente dolce o amabile o al limite dotato di corpo e alcol piuttosto elevati.

Come vedete non sono poi molte le regole, spesso empiriche e verificabili da chiunque, che dobbiamo tenere a mente per iniziare il nostro viaggio negli abbinamenti tenendo sempre a mente che l’abbinamento perfetto crediamo non esista in maniera assoluta e soprattutto a priori, conta sempre quello che succede in bocca al momento dell’assaggio.
Buon divertimento, e soprattutto buon 2019 con God Save The Wine, abbiamo tante belle sorprese in serbo per voi, continuate a seguirci su Facebook, Instagram (lanciato verso i 10mila follower!), Firenze Spettacolo e il nostro www.godsavethewine.com!

due # ufficiali da utilizzare nelle vostre conversazioni social: #gstw e #godsavethewine

Ingresso 35 euro tutto compreso: degustazioni vini e dinner buffet – dalle 19.31

INFO E PRENOTAZIONI a: info@firenzespettacolo.it – riceverete conferma scritta

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