Fiorano Rosso Verticale Storica 1987-2014 / Tenuta di Fiorano su Bibenda

Fiorano Rosso

Da BIBENDA n°83, “Fiorano Rosso Verticale Storica 1987-2014 ”, articolo a Flaminia Sonnino Silvani

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Una verticale veramente storica di Fiorano Rosso quella che si è tenuta sotto la guida
di Daniela Scrobogna, impreziosita dalla presenza del Principe Alessandrojacopo
Boncompagni Ludovisi affiancato da Lorenzo Costantini, enologo della cantina. Non
una semplice degustazione di diverse annate ma un viaggio a ritroso nel tempo raccontato
con passione ed emozione dal Principe, segnato dall’incontro di due protagonisti della
storia del vino: il Principe Alberico Boncompagni Ludovisi e Luigi Veronelli.
Alberico, cugino dell’attuale proprietario Alessandrojacopo, fu un personaggio singolare
della viticoltura laziale che ha segnato fortemente questo territorio, e non solo di Roma
e del Lazio. Già dagli anni ’40 con un’intuizione particolare e una grande lungimiranza
decise di piantare a Roma i vitigni internazionali, cosa inusuale e nuova per l’epoca. Luigi
Veronelli un giorno passò davanti alla tenuta; sapeva che c’erano dei vigneti, si fermò ed
entrò nella tenuta dove incontrò Alberico. In un primo momento ci fu un certo distacco
per poi sfociare in un rapporto di profondo rispetto e stima reciproca che continuò per
moltissimi anni, tanto che probabilmente fu uno dei pochi o forse l’unico a entrare nella
Cantina Storica di Fiorano, luogo che Alberico ha sempre tenuto “nascosto” e ancora
oggi tiene riservato anche il Principe Alessandrojacopo.

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Veronelli fu importantissimo per Fiorano perché parlò di questi vini sempre in maniera
meravigliosa, scrisse tantissimi articoli indicando Fiorano Rosso tra i vini migliori d’Italia
e diede un bell’impulso per far conoscere questo vino sia in Italia che all’estero.
Il Principe Alessandrojacopo si occupa di Fiorano da più di vent’anni, quando il cugino
Alberico gli cedette i diritti di reimpianto delle vigne dopo che poco tempo prima aveva
estirpato tutti i suoi vigneti. “Potrai tu, Alessandro, proseguire a Fiorano con la stessa
filosofia?”. Queste le parole di Alberico in una lettera indirizzata ad Alessandrojacopo, che
ha sempre voluto portare avanti Fiorano con questo pensiero, cercando continuamente di
imparare, seguendo la stessa filosofia di Alberico: pochi ettari di vigneto erano all’epoca,
circa 3, ora sono 12. “Mi raccomando mettine poca di vigna, però quella poca curala
sempre con grandissima attenzione alla qualità… grappolo per grappolo”.
E infatti Fiorano Rosso si fa ancora come allora, con le stesse percentuali dell’epoca di
Alberico: Cabernet Sauvignon 65% e Merlot 35%. Il metodo, le procedure sono gli stessi e
anche la cantina è la stessa dove si faceva Fiorano una volta. Il vino arriva dalla cantina alla
grotta storica di tufo per caduta, senza l’utilizzo di mezzi meccanici o di pompe, sosta per
circa 30 mesi in botti da 10 hl di rovere di Slavonia, poi si imbottiglia e rimane nella grotta
per più di due anni. Alberico fu anche un antesignano del “biologico” a testimonianza già
allora di un rispetto per la terra che ha cercato di comunicare a tutti in azienda.

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1987
Gradazione alcolica 13%. Non è stata un’annata strepitosa, ma i vigneti di Fiorano si trovano in una posizione per cui riescono a mitigare gli effetti di annate poco
favorevoli. Colore che tende al granatoarancio, compatto. Naso elegante, sensazioni balsamiche, di sottobosco, arancia rossa, bergamotto, chinotto. Al sorso, in
perfetta sintonia con l’olfatto ritornano le note mentolate, balsamiche e agrumate,
emerge la sapidità, persistente.

1990
Gradazione alcolica 11,5%. Un’annata importante caratterizzata da un’estate calda.
Colore granato con sfumature arancio sul bordo. Profilo olfattivo con prevalenza di
frutta matura, grafite, goudron, oliva nera, salamoia. Anche in bocca si differenzia dal
precedente, caratterizzato da maggiore acidità a coprire leggermente la salinità, note
eteree, cardamomo, di maggior struttura, ben equilibrato.

1993
Gradazione alcolica 12,5%. Un’ottima annata, mite ed equilibrata. Colore rubino con leggere sfumature arancio. Al naso la nota balsamica e mentolata si unisce a
note dolci di frutta, arancia, erbe aromatiche, macchia mediterranea, grafite, china.
In bocca si percepiscono la freschezza, l’acidità, la sapidità e la presenza dei tannini.

2003
Gradazione alcolica 13%. Annata caldissima. Colore rubino molto concentrato.
Al naso, rispetto alle annate degustate in precedenza manca completamente la parte
balsamica e mentolata, emergono invece la grafite e la frutta a bacca rossa. Si differenzia anche in bocca, dove manca la parte sapida, il vino rimane ancorato verso il
tannino e risulta quasi più materico.

2009
Gradazione alcolica 13%. Colore granato trasparente al bordo. Ricco profilo olfattivo simile alle prime annate in cui emergono le note balsamiche e mentolate, il tabacco, la cera per mobili, sensazioni agrumate, grafite, china e si sentono meno le note fruttate. Al sorso ritroviamo il carattere del Cabernet, la freschezza e la sapidità, appena presente il tannino.

2011
Gradazione alcolica 13,5%. Annata mite. Colore rubino molto concentrato con
appena un accenno di granato sul bordo. Naso elegante ma “giovane”, si distinguono le note fruttate e leggermente floreali, la grafite, con le sensazioni balsamiche ancora in secondo piano. In bocca, inizia con note fruttate per proseguire balsamico,
sapido, pieno emergono i tannini vellutati, di grande eleganza e una lunghissima
chiusura di bocca.

2013
Gradazione alcolica 13%. Annata fresca. Colore rubino trasparente al bordo.
Al naso, sensazioni mentolate e vegetali, grafite, tabacco; spicca una netta mineralità. In bocca torna evidente il tabacco, il legno di cedro, la scatola di sigari e un
grande equilibrio. È l’annata attualmente in commercio.

2014
Gradazione alcolica 13,5%. Annata molto piovosa. In degustazione in anteprima,
il vino è ancora in affinamento. Colore compatto rubino tendente al granato.
Naso dinamico, nettissime le speziature, il tabacco, la grafite, le note scure. In bocca
i tannini sono perfettamente integrati, si percepisce che è un vino che necessita ancora di affinamento e si differenzia dagli altri per il finale ammandorlato.

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