Il Frascati e gli abbinamenti enogastronomici

Frascati

Il Frascati, vino di Roma, è uno dei vini bianchi più antichi e conosciuti al mondo. È prodotto principalmente da vitigni delle famiglie delle malvasie e dei trebbiani i cui profumi, freschezza e struttura lo marcano in tutte le sue tipologie: spumantizzato, fermo o dolce.

È un vino che, nelle varie tipologie – Frascati Doc (anche Spumante), Frascati Superiore Docg (anche Riserva), Cannellino di Frascati Docg – tutelate e promosse dal Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati, è in grado di affiancare il lungo e complesso elenco di piatti tipici della cucina romana.

La versione spumantizzata -il Frascati Spumante Doc, principalmente ottenuto con Metodo Charmat lungo- è ottima come aperitivo e in qualunque momento della giornata, ovviamente è perfetta con i fritti, laddove il tradizionale fritto alla romana prevede i cervelli, le animelle d’abbacchio, gli schienali di vitella e i carciofi, arricchito poi, volendo, dalle verdure –broccoli, borragine, anche mele-, il baccalà, i fiori di zucca, le mozzarelline e la frittata con le zucchine. Per gli amanti delle bollicine che volessero uno spumante più strutturato si trovano in commercio alcune interpretazioni di Frascati Spumante Doc che utilizzano il Metodo Classico.

Il Frascati Doc o il Frascati Superiore Docg, da abbinare in base alla maggiore o minore struttura del vino, sono una straordinaria sponda per tutti i piatti tradizionali che partono, in ordine cronologico di servizio, dalla semplice e golosa stracciatella alla romana, alle pasta e fagioli e pasta e ceci, dagli straordinari e desideratissimi bucatini all’amatriciana, agli spaghetti alla carbonara, dalle fettuccine alla ciociara alla pasta a cacio e pepe o alla gricia, alla tipica e rara pasta e broccoli in brodo d’arzilla.

Il Frascati Superiore Docg nelle versioni più strutturate e, soprattutto, nella tipologia Riserva regge l’abbinamento con i noti saltimbocca alla romana, le scaloppine, il coniglio alla cacciatora, l’abbacchio brodettato, il pollo spezzato, preparazioni che fanno parte delle ricette di carni bianche tradizionali. Tale tipologia di vino sta splendidamente anche con le seppie in umido, i calamari ripieni, gli arrosti di pesce, il fritto di pesce e i formaggi di media stagionatura.

E per concludere -non a caso dulcis in fundo- il Cannellino di Frascati Docg può dare il meglio di sé in compagnia di “brutti ma buoni”, tozzetti e tradizionali ciambelle al mosto o al vino e con le crostate di crema o ricotta e visciole, senza dimenticare l’abbinamento classico, se siete in visita ai Castelli Romani, con la *Pupazza Frascatana.

 

*La Pupazza Frascatana, la donna con tre seni, è un dolce tradizionale laziale -a base di farina, olio extravergine di oliva locale, miele millefiori dell’Agro Pontino e aroma d’arancio- la cui forma è strettamente legata all’attività vitivinicola dei Castelli Romani. Pare infatti che la forma del dolce nasca da una vecchia leggenda su una balia che badava ai bambini delle donne impegnate nella raccolta dell’uva durante la vendemmia. Questa mammana, o levatrice, era diventata famosa perché riusciva a tranquillizzare anche i bambini più agitati e capricciosi. Poi si scoprì il suo segreto: tra i suoi due seni ne avena inserito uno posticcio, ma altro non era che un contenitore con del vino, di Frascati naturalmente! che lei dava ai bimbetti per tenerli addormentati. Da qui la raffigurazione in questo grande biscotto molto duro, che in realtà, proprio per la sua consistenza compatta dovuta alla presenza di molto miele nella ricetta, era particolarmente indicato per i bimbi che, impegnati a sgranocchiarlo, almeno per un po’ stavano tranquilli.

[Crediti foto: Carbonara Roscioli su lucianopignataro.it]