Tenuta di Fiorano – Il bianco 2016 ha il fascino della nobiltà / Civiltà del bere

Fiorano Bianco

Da Civiltà del Bere, gennaio-febbraio 2019, nel servizio Il Top delle guide vini 2019 – I Maestri dell’Eccellenza “Tenuta di Fiorano – Il bianco 2016 ha il fascino della nobiltà”

La storia enologica di Fiorano comincia con la figura carismatica del principe Alberico Boncompagni Ludovisi, grande appassionato di vino che, tra gli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso, decide di impiantare alcune varietà come Cabernet Sauvignon, Merlot, Malvasia di Candia e Sémillon, avviando una sperimentazione pionieristica che pone le basi per la nascita delle etichette simbolo della Tenuta.

Le Guide nazionali hanno apprezzato in particolare il Fiorano, Vino Bianco 2016, felice unione di uve Viognier e Grechetto che crescono sui suoli di matrice vulcanica dell’azienda, per un totale di 200 ettari tra vigne, ulivi, seminativi, alberi da frutto e aree riservate al pascolo sullo sfondo dei Colli Albani, a pochi chilometri dal centro di Roma.

«L’annata si è contraddistinta per un inverno rigido con abbondanti precipitazioni, seguito da una primavera fresca e adeguatamente piovosa», ha spiegato il principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi. «La stagione estiva è risultata calda, ma con precipitazioni ben distribuite che hanno permesso una perfetta maturazione. La raccolta è avvenuta prima dell’arrivo delle piogge autunnali e ci ha donato un bianco dai profumi potenti ed eleganti, con una mineralità che ricorda in maniera netta la pietra focaia. Al palato è equilibrato, corposo, ricco straordinariamente sapido».

Fiorano

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