Con il saluto di Vincenzo De Luca è partita Campania Stories 2020

Campania Stories 2020
Vincenzo De Luca
In collegamento con Campania Stories il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca; a sinistra, Diana Cataldo della Miriade & Partners, ideatrice e organizzatrice di Campania Stories

Con la “benedizione” del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è partita Campania Stories 2020.

Quella di lunedì 1° settembre, la prima delle quattro giornate della rassegna -in corso fino al 4 settembre a Paestum e nei territori campani coinvolti- è culminata in una serata segnata da una splendida luna piena nel cielo limpido e stellato di Paestum.
Il colpo d’occhio nella sala “in maschera” è sembrato surreale a tutti i presenti alla conferenza stampa di presentazione dell’evento: relatori, produttori di vino, tecnici di vigna e cantina, sommelier, giornalisti italiani e stranieri.

L’Italia del vino è ripartita così dalla Campania, con il primo evento di settore del Paese dopo la ripresa, in un clima di grandissimo rigore e rispetto di tutte le regole del distanziamento sociale imposte dalla situazione vigente.

Come di consueto, prima di affidare i vini “in pasto” ai giornalisti nei tasting in programma il 2 e il 3 settembre, c’è stata la consegna di quella che ormai viene amichevolmente chiamata dagli addetti ai lavori “la Bibbia dei vini campani”: la pubblicazione “Presentazione delle ultime annate dei vini prodotti nelle principali denominazioni campane – Campaniastories duemilaventi” quest’anno include nuovi contenuti tecnici realizzati in occasione dell’edizione 2020. E’ un lavoro editoriale realizzato annualmente che contiene importanti aggiornamenti sui dati di produzione e di filiera, nonché sulla valutazione delle annate dei vini bianchi e rossi dell’ultimo ventennio. Per ogni millesimo una valutazione in ventesimi, relativa alla media qualitativa e al potenziale evolutivo generale, accompagnata da parole-chiave riconducibili allo specifico carattere climatico ed espressivo, oltre a indicazioni sulle finestre di consumo consigliabili per ciascuna annata: dobbiamo questa particolare sezione al cospicuo e dettagliato lavoro di analisi e raccordo del giornalista campano Paolo De Cristofaro.

In collaborazione con Associazione Enologi Enotecnici Italiani – Sezione Campania invece è stata redatta la presentazione della nuova annata (2019) che è stata riassunta -e anche messa a confronto con la precedente (2018)- durante la conferenza stampa di apertura di Campania Stories 2020 dal Presidente Regionale Roberto Di Meo.
Di Meo ha definito l’annata 2019 con un sintetico “Meno produzione, più qualità”. Di seguito si riportano integralmente i fattori climatici e produttivi dell’annata 2019 a favore degli interessati (professionisti o appassionati):

I vini della Campania | ANNATA 2019

“Inverno mite e poco piovoso, contrassegnato da un clima storicamente atipico ma sempre più ricorrente negli ultimi anni.
Decisamente più fredda la stagione primaverile, specialmente nella prima parte, con temperature rigide che hanno rallentato la fase fenologica del germogliamento, riportandola in linea con la media annuale. Sono invece abbondanti precipitazioni piovose a caratterizzare i mesi di aprile e soprattutto maggio: fenomeni che hanno determinato una significativa frenata nella crescita vegetativa. La fioritura è iniziata con circa 10-15 giorni di ritardo e l’allegagione è stata piuttosto irregolare, con numerosi fenomeni di acinellatura.
Si ritorna a condizioni più “normali” nel periodo estivo: finestre torride e afose dovute all’insediamento degli anticicloni di origine subsahariana si alternano a fasi di caldo più regolare, tipicamente legate alla presenza dell’anticiclone delle Azzorre.
Come accaduto in diverse annate dispari del nuovo millennio (2003, 2007, 2009, 2011, 2015, 2017), è anche un’estate praticamente priva di piogge, fatta eccezione per il passaggio di una perturbazione atlantica negli ultimi giorni di luglio (che ha tuttavia interessato solo alcune zone) e per qualche isolato temporale agostano.
Sono sempre giornate solari e asciutte a ritmare la prima parte dell’autunno, di andamento per molti versi sovrapponibile a quello del 2018, con temperatura al di sopra delle medie stagionali e significative escursioni termiche, che hanno trasversalmente favorito una piena maturazione delle uve.
La raccolta delle uve è cominciata attorno alla prima decade di settembre con le varietà a bacca bianca destinate all’elaborazione di basi spumante, proseguendo fino alla seconda metà di novembre nelle aree più acclivi e continentali dell’Irpinia. Una vendemmia effettuata in generale nei tempi abituali, in qualche caso con posticipi di circa una settimana rispetto alla precedente.
Un millesimo che si presenta dunque ai nastri di partenza con ottime premesse, nonostante il sensibile calo produttivo (-6% rispetto alla campagna 2018, dato comunque inferiore a quello della media nazionale, che ha fatto registrare un decremento stimato attorno al -16%).
Prospettive positive legate prima di tutto a un decorso climatico e vegetativo in ultima analisi tra i più stabili e regolari dell’ultimo quindicennio, che ha permesso di ottenere praticamente dappertutto uve sane e mature, tanto sulle cultivar a bacca bianca che su quelle a bacca scura, sui vitigni precoci come su quelli tardivi.
In attesa di poter comporre un campione di assaggi statisticamente rilevante, la 2019 si configura per le principali tipologie campane come un’annata potenzialmente importante, ricca di polpa fruttata e al contempo dotata di solida fibra sapida e nervosa nelle migliori interpretazioni.

I vini bianchi presentano tonalità giallo paglierino e sono contraddistinti da spiccati aromi “mari e monti”, risultanti anche da cinetiche fermentative regolari. Al palato evidenziano maggiore pienezza e complessità in rapporto ai rispettivi 2018, mentre appaiono meno tesi e scalpitanti nello scheletro verticale.
I vini rossi esibiscono colori intensi e profili olfattivi caratterizzati da piacevoli sensazioni fruttate e speziate, mentre l’impianto gustativo porta in primo piano una solarità mediterranea che nelle versioni più riuscite appare in grado di compensare il leggero minus acido che con un pregevole equilibrio tra dolcezza di sorso e sapore, anche grazie a una tessitura tannica fitta e armonica”.

di Monica Coluccia

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