L’allevamento, rapporto vitale con la terra / Per chi l’avesse perso

allevamento

“A Fiorano i 78 capi, che hanno chiuso l’ultima lattazione, hanno prodotto in 305 giorni o meno con due mungiture in media q. 65, 79 col 3,70% di grasso – Fiorano Maggio 1972”

Questa la scritta su una delle targhe presenti nella Tenuta di Fiorano di Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi, a testimonianza di una tradizione  di allevamento bovino di elevata qualità e della ricchezza che questa pratica fornisce al terreno.

La Tenuta di Fiorano è rinomata anche per il prestigio che arrivava dai riconoscimenti di qualità ottenuti dai bovini che vivevano questi pascoli incontaminati.

Tuttora il pascolo va ad occupare una buona parte della Tenuta a ridosso dell’Appia Antica.

La targa e i concorsi vinti dai bovini ai tempi di Alberico Boncompagni Ludovisi sono segni tangibili di un modo molto naturale di condurre le coltivazioni agricole della Tenuta; una conduzione agronomica che ha molti punti in comune con le argomentazioni di Rudolf Steiner, alla base dell’agricoltura biodinamica.

Nessuna somministrazione di sostanze chimiche da oltre cento anni, suoli ricchi di minerali di origine vulcanica e quotidianamente fertilizzati dai letami prodotti dalle mandrie di bovini e di ovini che si sono avvicendate in questi luoghi sono un notevole punto di forza per la produzione vitivinicola dell’azienda.

Oggi solo gli ovini continuano l’opera di brucatura e fertilizzazione dei campi e una piccola quantità del latte prodotto è destinato ai formaggi offerti in degustazione con i vini della Tenuta.

Pubblicato il 29 gennaio 2016

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