Home FOOD WORLD Cronache Food Il festival dei Primi d’Italia: l’evento che trasforma la pasta in patrimonio...

Il festival dei Primi d’Italia: l’evento che trasforma la pasta in patrimonio e orgoglio nazionale

Noi lo sappiamo. Il “primo” in Italia non è solo una portata, ma una vera e propria istituzione. Che sia culturale, tradizionale o familiare, e spesso tutte queste cose insieme, nessuno è disposto a rinunciare a questa tradizione. Mentre nel resto del mondo il pasto si concentra spesso su un piatto unico, da noi la distinzione tra primo e secondo è sacra e rappresenta la massima espressione della biodiversità culinaria italiana.

Una questione di identità e territorio
Da ogni regione fino a ogni singola famiglia, ciascuno vanta il proprio formato di pasta o condimento.
Dalle orecchiette pugliesi ai tortellini emiliani, passando per i tonnarelli romani, questo piatto racconta la storia e la geografia del territorio. Cambiare il formato di pasta per un determinato sugo non è un dettaglio, ma un “errore concettuale” che tocca l’orgoglio locale.

Simbolo di casa e condivisione
Dietro un piatto di pasta c’è sempre un’idea di convivialità e accoglienza. È ciò che unisce la famiglia intorno al tavolo la domenica, il comfort food per eccellenza dopo una giornata faticosa, e il modo spontaneo per dire a un ospite “sono contento che tu sia qui”.
La preparazione stessa – come il rito di “buttare la pasta” quando tutti sono arrivati – scandisce il tempo sociale della giornata. Non si mangia solo per nutrirsi, ma per stare insieme.

Democrazia e accessibilità
A differenza dei piatti complessi a base di carne o pesce pregiati, il primo nasce storicamente come un piatto democratico, fatto con ingredienti poveri e accessibili: acqua, farina, un filo d’olio, pomodoro o un pizzico di fantasia.
La cucina italiana ha creato così capolavori assoluti. Questa semplicità, unita alla possibilità di personalizzarlo all’infinito, lo rende insostituibile: tutti sanno cucinare un piatto di pasta e chiunque può permetterselo, senza mai rinunciare al gusto.
In definitiva, questa portata è molto più di carboidrati: è una zona di comfort emotiva, un pilastro della memoria d’infanzia e il filo che unisce generazioni.

Un festival per valorizzare il nostro patrimonio gastronomico
Sull’onda di questa consapevolezza, ormai da 26 anni, a Foligno si celebrano “I Primi d’Italia” in un festival che, dal 24 al 27 settembre, rinnova il racconto di questo nostro patrimonio gastronomico.

Nato con l’obiettivo di valorizzare il primo piatto come simbolo della cultura gastronomica nazionale, nel corso degli anni il festival è cresciuto raggiungendo oltre 200 aziende, 60 chef, 119.000 degustazioni organizzate e 106 mila visitatori nella scorsa edizione delineando un tour diffuso attraverso i formati di pasta e le tradizioni più rappresentative di ogni regione.

“I Primi d’Italia racconta il nostro Paese attraverso la straordinaria varietà delle tradizioni regionali legate al primo piatto – spiega Aldo Amoni, Presidente EPTA  ConfCommercio Umbria e organizzatore della manifestazione – mettendo in dialogo sapere antichi, produttori e grandi interpreti della cucina contemporanea.”.

“Foligno, città dove venne stampata la prima copia della Divina Commedia e dove San Francesco iniziò infatti il suo cammino di fede – commenta Michela Giuliani, Assessore comunale di Foligno – I Primi d’Italia consente di evidenziare il rapporto sempre più stretto tra cibo, cultura e arte, in sintesi le caratteristiche che fanno del turismo enogastronomico un asset fondamentale per il nostro Paese.”

Il programma

“A Tavola con le Stelle”: chef stellati reinterpretano piatti tradizionali in chiave moderna. Protagonisti: Maurizio Serva (Ristorante La Trota, 1 Stella Michelin); Giuseppe Iannotti (Ristorante Kresios, 2 Stelle Michelin); Mirko Marcelli (Ristorante Osmosi, 1 Stella Michelin); Domenico Candela (Ristorante George, 2 Stelle Michelin)
“Cucina Corsi e Percorsi”: cooking show, lezioni di cucina, laboratori di pasta fresca, degustazioni guidate e incontri con protagonisti del mondo gastronomico.
“Boutique della Pasta”: esposizione e vendita delle migliori paste artigianali italiane.
“Atelier del Gusto”: selezione dei migliori prodotti italiani certificati.
“Villaggio Italia”: primi piatti tricolore.
“I Primi all’epoca di San Francesco”: riscoperta di storie di cucina medievale.
Spazi dedicati a street food e cucina vegetale.
“La Pasta della Nonna”: laboratorio per realizzare sfoglie e formati classici come pici, tagliatelle e orecchiette.
“I Primi d’Italia Junior”: laboratori per bambini con associazioni e professionisti.

Oltre il piatto
Il calendario prevede convegni, conferenze stampa e cooking show, accompagnati da spettacoli e musica dal vivo.

A Palazzo Candiotti sarà ospitata “Ricette di Ricamo”, dove le specialiste del ricamo de “La Gruppa”, laboratorio dell’Università della Terza Età di Foligno, interpreteranno, con ago e filo, alcune celebri preparazioni italiane.
Ci saranno visite guidate in collaborazione con FAI nel format “I Primi del Palazzo“, presentazioni di libri e incontri con autori per valorizzare l’universo culturale del cibo.

Tra una degustazione e l’altra, si potrà partecipare a Percorsi di “Trekking Urbano” per scoprire il patrimonio storico-culturale di Foligno con guide locali.
“Primi in Salute”, ciclo di incontri dedicati alla prevenzione e cura, promossi da AFAM S.p.A. – Farmacie Comunali di Foligno e Centro Medico Polispecialistico Diagnostico e Chirurgico Santa Lucia.

Al Ridotto dell’Auditorium San Domenico, medici e specialisti affronteranno temi come nutrizione, celiachia, dermatologia, endocrinologia, pediatria e salute mentale.
Sabato e domenica saranno inoltre disponibili, su prenotazione e fino a esaurimento posti, Skin Check e Cardio Check gratuiti.

RF

+ posts

Giornalista, Sommelier, ha lavorato al Gambero Rosso per oltre 10 anni come giornalista, degustatrice per la Guida ai Vini d’Italia, autore e regista dei servizi televisivi per il Gambero Rosso Channel, autore di libri su vino, cucina e turismo. Ha partecipato al progetto di rilancio del brand Franciacorta e nel 2006 ha fondato Vinotype, un’agenzia di comunicazione specializzata per le Aziende vitivinicole. Nel 2010 ha lanciato il magazine on line Vinotype.it.

Previous articleTredici anni di critica indipendente: appuntamenti con l’edizione 2027 della Guida ai vini d’Italia Doctor Wine
Next articleA Sandra Misale, la scienziata che sfida i tumori più aggressivi, il Premio Casato Prime Donne-un riconoscimento che parla al mondo intero