Caparra & Siciliani, un imperativo ritorno all’autoctono

Il Gaglioppo è un vitigno calabrese. Tra le tante varietà autoctone che i viticoltori della regione sono riusciti a portare fino ai nostri giorni, originate anche dagli scambi con i colonizzatori greci dell’VII secolo a.C., è il vitigno alla base dei maggiori vini locali.
I vitigni internazionali sono arrivati solo nei nostri giorni, e hanno sedotto alcune aziende del territorio. Tra queste, inizialmente, anche la cantina Caparra & Siciliani, che poi ha frenato bruscamente ed è ritornata produrre vini da vitigni autoctoni, e ne ha fatto il suo “marchio di fabbrica”: la Cantina opera esclusivamente nella zona del “Cirò” e del “Cirò Classico”, proprio nel cuore della coltivazione del Gaglioppo .

Le famiglie Caparra e Siciliani fondarono la Cantina nel 1963 per occuparsi di attività agricole con un interesse particolare verso la viticoltura, arrivando poi a darle un ruolo primario intorno agli anni ’90 lavorando le uve provenienti dai terreni di proprietà dei soci conferitori che, dai 6 iniziali, sono arrivati oggi a 28, con 213 ettari di vigneto.

Le esigenze di una reinterpretazione del patrimonio viticolo locale sono state metabolizzate bene dall’enologo Jacopo Vagaggini presente in azienda dagli ultimi quattro anni che, a sentire Carlo Siciliani, il presidente, e lo “storico” Salvatore Caparra, ha saputo interpretare a pieno quello che erano le loro idee di valorizzazione e riscoperta del vitigno locale. “Non conoscevo bene il territorio -ha confessato Vagaggini – e sapevo che la tradizione voleva vini strutturati e pesanti. Ma ho capito che il Gaglioppo poteva dare di più. Dalla mia esperienza con il Sangiovese ho imparato a trattare con i vitigni scontrosi -come il Gaglioppo- e a capire quanto possono dare se si riesce ad assecondarli e a indirizzarli verso una interpretazione moderna”.

Nasce così il Lice Cirò Classico Superiore, degustato nella Riserva 2021. Partendo dalla identificazione di una singola particella con viti di 30 anni di Gaglioppo sono iniziate una serie di prove di vinificazione che hanno portato al risultato attuale. “Anche se- dice Vagaggini- ci lavoreremo ancora. La produzione della vendemmia 2021 è partita con una vinificazione delle uve a contatto con le bucce, la successiva fase di evoluzione è stata ottenuta in legni dalla tostatura equilibrata. Il successivo passaggio in vasche di cemento e un anno di bottiglia hanno dato vita a un vino che si può anche identificare come provocatorio per il territorio, ma nel risultato finale è più identitario della zona di produzione. È elegante, sottile, con tannini molto soffici e un gusto appagante, lungo, di grande intensità olfattiva all’interno di un abito molto elegante. La 2021 è la prima annata in commercio.

Il Vintage Edition Cirò Rosso Classico Superiore è il vino storico della Cantina, nato nel 1963. Nell’annata 2021 veste la prima etichetta come immagine, e recupera anche nel contenuto il suo passato e la tradizione, ma rielaborato in una versione più moderna. Anche in questo caso il passaggio nelle vasche di cemento grezzo a bassa temperatura contribuisce ad ottenere l’autenticità dei profumi del Gaglioppo in purezza in una versione più delicata. La sosta di 6 mesi in barriques di rovere francese ne arrotonda la struttura e gli conferisce una maggiore profondità, senza alterarne il carattere. È un vino elegante caratterizzato da una tensione acida che lo rende versatile a tavola e ad un prezzo decisamente sostenuto.

Mastrogiurato Igt Calabria Rosso 2021. Il nome è un omaggio alla figura del funzionario feudale che, tra le sue attività, gestiva anche le Fiere e le Feste religiose. Il vino è stato definito una sorta di “supertuscan” calabrese perché i caratteri del Gaglioppo vengono arricchiti da un terzo circa di Greco Nero (raramente vinificato in purezza) che al naso spinge verso toni balsamici e speziati che accompagnano la frutta rossa e la macchia mediterranea del Gaglioppo. È un vino rotondo, di buona struttura, con un tannino di personalità ma non invadente. Macerazione sulle vinacce, 10 mesi di barriques nuove per esaltarne i toni speziati e una sosta di 6 mesi in bottiglia prima della messa in commercio sono alcune delle sue caratteristiche di produzione.
“Siamo una grande famiglia -afferma Carlo Siciliani- organizzati come una cooperativa con tanti conferitori, ma chiusa, nel senso che non può entrare più nessuno. Ci piacerebbe molto trasmettere alle nuove generazioni questo sentimento che ci ha tenuto uniti per 50 anni. E siamo fortemente convinti nuovo corso che abbiamo dato all’azienda. Abbiamo lavorato molto sui vini rossi ma abbiamo fatto dei bianchi più interessanti, togliendo – precisa – lo Chardonnay per tornare nella Doc e mettendo in produzione uve locali. Siamo noi. E continuiamo a fare squadra per raccontare la Doc Cirò e la Calabria”.

Rosanna Ferraro

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Giornalista, Sommelier, ha lavorato al Gambero Rosso per oltre 10 anni come giornalista, degustatrice per la Guida ai Vini d’Italia, autore e regista dei servizi televisivi per il Gambero Rosso Channel, autore di libri su vino, cucina e turismo. Ha partecipato al progetto di rilancio del brand Franciacorta e nel 2006 ha fondato Vinotype, un’agenzia di comunicazione specializzata per le Aziende vitivinicole. Nel 2010 ha lanciato il magazine on line Vinotype.it.

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