“Questo mio libro è uscito ormai da qualche mese e mi sembra il momento di fare qualche considerazione.
Gli intenti erano due come apertamente dichiarato in quarta di copertina: “da una parte raccontare questo settore (e non solo) in modo semplice, divertente e comprensibile anche ai non esperti, dall’altra il desiderio di farlo conoscere meglio per capire che non nasconde niente di oscuro e minaccioso come qualcuno vorrebbe far credere, ma anzi è ricco di storia e cultura millenarie.”
Parlando e confrontandomi con chi lo ha letto, entrambi gli obiettivi sembrano essere stati recepiti, ma in particolare il libro sta contribuendo al confronto tra coloro che, per lavoro o per passione, affrontano l’argomento del cambiamento del linguaggio da usare nel divulgare il vino, tema che è ormai al centro del dibattito sulla sua comunicazione.
Credo che il problema non sia infatti tanto o solo il prezzo delle bottiglie (anche se pure questo di sicuro incide specie a causa dei ricarichi eccessivi), ma come il prodotto vino “parla” ai consumatori. Esso è percepito da giovani e meno giovani come troppo elitario ed esclusivo, ha perso la capacità di narrare e comunicare in modo empatico con le nuove generazioni e non solo. La stessa cosa che sta accadendo ad altri prodotti alimentari finora di moda.
Per questo il libro sottintende, neanche troppo nascostamente, alla necessità di dire basta ai paroloni, alle eccessivamente approfondite note tecniche comprensibili a pochissimi, ai manuali di servizio e abbinamento. Tutte cose che spaventano chi si avvicina al vino, specie se animato solo dal desiderio di bere un buon bicchiere. Alla luce di oltre 4 decenni di lavoro nella comunicazione dei vini provo a suggerire che è arrivato il momento di collegare il vino soprattutto a occasioni di piacere e condivisione con amici, colleghi e famiglia, senza troppi orpelli. Non è più una bevanda di consumo quotidiano e bisogna prenderne atto. Oggi sono altri i contesti comunicativi da usare.
È il motivo per il quale ho dato spazio a episodi esilaranti come quelli sull’uso di descrizioni organolettiche decisamente improbabili e fantasiose come il “profumo di sottobosco al tramonto” oppure “la coda di volpe … però conciata!”. Penso che del vino sia bello e interessante conoscere dove viene prodotto, qual è la sua storia e quella del produttore, specie se attraverso aneddoti e racconti collegati a questi aspetti.
È l’approccio al prodotto che deve cambiare: anche se la temperatura di servizio non è quella più idonea o l’abbinamento non è quello giusto, l’importante è che ci sia piacevolezza nell’ambiente e nel bicchiere.
Cominciare con il lasciare che qualunque interlocutore si avvicini senza nient’altro che il desiderio di assaggio. È così che molto probabilmente, in un secondo momento, la maggior parte di loro vorrà approfondire e capire meglio, ma solo se si sentirà più tranquillo e avrà colto che il vino si apprezza di più se lo si conosce meglio.
È certo che non diventerò ricca e famosa con questo libro, ma se almeno contribuisse a promuovere e affermare questi concetti, avrei già svolto un compito importante”.
Maddalena *
[*Maddalena Mazzeschi è una figura storica e pionieristica nella comunicazione, nel marketing e nelle pubbliche relazioni applicate al mondo del vino in Italia, dove lavora da oltre quarant’anni. Ha iniziato la sua attività negli anni ’80 presso il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, un periodo in cui la presenza femminile in questo ambiente era ancora molto rara.
Nel 1991 ha aperto la propria agenzia di consulenza, specializzandosi nella promozione di cantine e consorzi, sia in Italia che all’estero.
La sua professionalità è caratterizzata da una solida base tecnica (diploma di Perito Agrario) unita a una profonda memoria storica del settore e a una spiccata autoironia.
Collabora attivamente con testate di settore, tra cui WineSurf, dove si occupa di comunicazione e racconto del vino. Ha dato il via ad una serie di podcast che con stile ironico raccontano scene di vita lavorativa tratte dalla sua esperienza decennale. Ha rielaborato la sua storia e le sue riflessioni e le ha messe a disposizione per spunti di dibattito nella sua ultima fatica, la pubblicazione del libro “Tappi, tacchi e miracoli. Il lato spirit…oso della comunicazione del vino” (Giraldi Editore, 2025)]
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