Tra le rocce della Valle dei Laghi e i ricordi di una tradizione che risale al 1852, la famiglia Pisoni scrive una nuova pagina della sua storia vitivinicola. Con il debutto ufficiale del nuovo brand Casa Pisoni, dedicato esclusivamente al mondo delle bollicine, la storica cantina trentina riorganizza la sua produzione per dare voce e chiarezza alla sua filosofia artigianale.
Abbiamo avuto modo di assaggiare tutta la linea di Metodo Classico Trentodoc a Roma, alla presenza di Elio, Giuliano e Simone Pisoni, con una ottima proposta di abbinamento agli Spumanti della cucina del Ristorante Campocori del Chapter Hotel (che vale la visita).

Il percorso di degustazione dei Trentodoc Casa Pisoni si apre con il Blanc de Blancs Brut Trentodoc (Sans Année), l’etichetta nera che rappresenta la storica prima referenza dell’azienda. Il vino servito, frutto della vendemmia 2022, è un Blanc de Blancs da uve 100% Chardonnay interamente lavorate in acciaio, con un dosaggio Brut di circa 5 g/l. Sebbene a tutti gli effetti si tratti di un millesimato, per legge la certificazione richiederebbe un affinamento minimo di almeno 24 mesi sui lieviti; Casa Pisoni sceglie invece di fermarsi leggermente prima, intorno ai 20-22 mesi, proprio per preservare un profilo più giovane, fresco, beverino e delicato rispetto al resto della gamma.
Di conseguenza, sulla carta non viene dichiarato come millesimato. Questa bottiglia segna inoltre un momento importante: è la prima a presentare la nuova veste grafica definitiva. Proprio in questa occasione debutta infatti ufficialmente il brand “Casa Pisoni”, creato per fare chiarezza all’interno della produzione della famiglia e distinguere nettamente il mondo delle bollicine da quello dei distillati e dei vini fermi. Il rinnovo del packaging avverrà gradualmente, seguendo il ritmo delle diverse annate e delle sboccature, poiché per il Metodo Classico i vini riposano a lungo in bottiglia. Alla vista si presenta con un colore dorato chiaro e una spuma persistente, mentre il naso, nitido e delicato, accoglie subito per la sua finezza, anticipando una bella freschezza con note floreali e ricordi di frutta bianca e gialla croccante, come la mela Golden e la pera. Al palato si rivela un classico intramontabile, grazie a un sorso soffice, tradizionale e splendidamente equilibrato.
Il secondo vino in degustazione è il Blanc de Blancs Brut Trentodoc Millesimato 2021, che pur condividendo la stessa anima del precedente – 100% Chardonnay e un dosaggio Brut simile, intorno ai 4,5 – 5 g/l – se ne differenzia nettamente per la gestione del tempo. In questo caso, l’azienda si è concentrata con focus specifico su solforosa e stabilizzazione, mantenendo la vinificazione delle basi in acciaio ma prolungando l’affinamento sui lieviti fino a ben 42 mesi. Questa evoluzione regala al vino una maggiore complessità, ampiezza e note più evolute, definendo un profilo più strutturato e spiccatamente gastronomico, visibile anche nel calice attraverso un colore oro più caldo. La spuma è bella e soffice, e il naso segue lo stesso registro del base pur presentandosi più ampio: oltre alla frutta bianca e gialla, emergono note di nocciola, mandorla fresca, una burrosità soffusa, albedo di limone e timo, sempre in un contesto di estrema nitidezza e pulizia. Il sorso si dimostra coerente ed equilibrato; pur non avendo una persistenza lunghissima, regala un sapore molto definito che impegna il palato in modo decisamente gradevole.

Cambiando registro si incontra il Nature Trentodoc Millesimato 2021, un millesimato non dosato (Pas Dosé) che nasce da una precisa selezione e dal taglio di basi meno acide. Il suo naso appare subito più austero rispetto alle altre etichette, caratterizzato da note di frutta essiccata calate però in un contesto insolitamente solare, dove si percepisce anche la nocciola tostata. In bocca rivela una spiccata verticalità, traducendosi in un sorso più arcigno con l’agrume in netta evidenza e un finale un filo asciutto.
Si passa poi al Rosé Trentodoc Millesimato 2021, il secondo pilastro storico dell’azienda introdotto all’inizio degli anni ’80. Questo millesimato, dosato Brut a 7 g/l, si distingue per un taglio che unisce lo Chardonnay e il Pinot Nero. Nel calice esibisce un affascinante colore rosa buccia di cipolla arricchito da riflessi ramati. Il naso è accogliente e pulito, capace di regalare quasi un déjà vu per l’estrema nitidezza dei suoi profumi, mentre l’assaggio si concede in modo più ampio, largo e decisamente disponibile.

L’autorevolezza del Pinot Nero si esprime appieno nel Blanc de Noir Trentodoc Millesimato 2021, un millesimato in versione Extra Brut con un dosaggio contenuto a 2,9 g/l. Per questa etichetta la cantina prevede un piccolo passaggio in legno, pari al 20% in rovere francese. Caratterizzato da un colore dorato chiaro, offre un naso di buona ampiezza, dominato da sentori di frutta dolce e dorata. Al gusto si dimostra austero e ammandorlato sul finale, lasciando la bocca piacevolmente asciutta.

Una proposta decisamente esclusiva è l’Extra Brut Trentodoc Millesimato 2021, penultimo nato della gamma e prodotto in una tiratura limitata a sole 6.000 bottiglie, riconoscibili dall’etichetta color perla. Questo millesimato, da uve Pinot Bianco in purezza, affronta un lungo affinamento di ben 42 mesi sui lieviti, con un dosaggio finale di 3,5 g/l. All’olfatto regala profumi di fiori, pesca bianca e nette note di pera. All’assaggio, il ricordo predominante è una fortissima e marcata acidità che ne definisce il carattere.

Il culmine della degustazione viene toccato con la Riserva Erminia Segalla Trentodoc 2016, il prodotto di punta dell’azienda, di straordinaria espressività e dedicato a una figura familiare molto amata. Figlio dell’annata 2016, questo spumante splende nel calice con un colore dorato antico e un perlage estremamente sottile. Il naso è semplicemente splendido per pulizia, pienezza e spessore aromatico, preludio ideale a un sorso solido, ben impostato e decisamente autorevole e persistente.
E' sommelier dal 2004. E' stata nelle redazioni di riviste e guide di settore di diffusione nazionale (Duemilavini, Bibenda, AIS-Vitae, L’Espresso, Le Migliori 99 Maison di Champagne). Organizza seminari di degustazione in tutta Italia grazie alla sua profonda conoscenza dei territori vitivinicoli italiani e internazionali. Scrive per gli appassionati del vino su vinotype.it e per la Guida Bollicine del Mondo di Identità Golose.







