Al Vinitaly, Donne del vino: quando il calice incontra il valore sociale del cibo

Durante una delle serate del Vinitaly 2026, a Villa Della Torre, l’azienda di Marilisa Allegrini, si è tenuto un evento che ha saputo guardare oltre il business, mettendo al centro la responsabilità sociale.
Organizzato dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino in occasione dell’undicesima edizione delle “Giornate delle Donne del Vino”, è stato ribadito come il mondo vitivinicolo sia un sistema vivo e consapevole, capace di costruire alleanze che intrecciano impresa, cultura e solidarietà.
La serata, condotta dalla giornalista Mariangela Bonfanti, non è stata solo una celebrazione formale, ma un momento di riflessione condivisa sull’idea che il cibo e il vino possano farsi portatori di messaggi universali di rinascita e cura del prossimo.
I premi: simboli di rinascita e solidarietà
Il cuore dell’evento è stata la consegna dei premi creati dal maestro Gerardo Sacco, simboli tangibili di un impegno che va “oltre il calice”.
Il riconoscimento “Cibo per la Vita, oltre il confine” assegnato alla Fondazione Cesvi ha evidenziato come, nei contesti di guerra, il cibo sia la prima forma di difesa della dignità umana, trasformando l’aiuto d’emergenza in autonomia per le popolazioni più fragili.
Il premio “Cibo, economia del rispetto e sostenibilità” conferito a Slow Food ha invece celebrato una visione etica della terra, dove la tutela della biodiversità si fonde con il riconoscimento del lavoro femminile, colonna portante ma spesso invisibile delle tradizioni rurali.
Infine, il premio “Cibo, inclusione e dignità” alle Cuoche Combattenti ha commosso la platea, portando l’esempio di come la creatività culinaria possa offrire una via d’uscita concreta dalla violenza, trasformando il dolore in indipendenza economica.
Fare sistema: il vino come veicolo di valori
Come sottolineato dalla padrona di casa e socia delle DdV, Marilisa Allegrini e dalla presidente delle DdV Daniela Mastroberardino, l’evento ha dimostrato che il futuro del settore dipende dalla capacità di generare un cambiamento reale, agendo come una comunità coesa che “sa fare sistema”.
Un brindisi alla condivisione
Questo spirito di condivisione si è manifestato pienamente nel banco d’assaggio finale, dove oltre 90 etichette offerte dalle socie produttrici sono state raccontate dal team di sommelier guidato da Piercarla Negro.
È stata una testimonianza corale di come il vino, in sinergia con momenti istituzionali come quella del Vinitaly, possa diventare una piattaforma di relazioni umane e un potente veicolo di valori sociali.
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