Autobiografia del decano dei viticoltori italiani: Ambrogio Folonari

Un secolo di vita nel segno dell’innovazione, attraverso le vicende storiche, sociali ed economiche del Paese

L’innovazione quale valore distintivo nella vita e nel lavoro di Ambrogio Folonari, fondatore dell’azienda Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute e decano dei viticoltori italiani. È questo il significato profondo del libro “Nelle mie vigne l’eredità del Cabreo”, autobiografia scritta insieme alla giornalista bresciana Emanuela Zanotti e con la prefazione di Luciano Ferraro, Caporedattore Centrale del Corriere della Sera.

“Nelle mie vigne l’eredità del Cabreo” è stato presentato oggi, presso la Sala Consiliare del Comune di Greve in Chianti, alla presenza di tutta la famiglia Folonari, di Zanotti e Ferraro e di oltre 100 ospiti tra autorità, amici viticoltori tra i più eccellenti d’Italia, giornalisti e maestranze locali.

La laurea in agraria a Firenze, lo studio approfondito dei mercati esteri, la scelta della Toscana quale terra d’elezione per la creazione di vini iconici: nel libro Ambrogio Folonari racconta la sua lunga vita dedicata tutta alla ricerca dell’eccellenza, già dalle prime sperimentazioni fuori dai canoni dell’enologia tradizionale, condotte negli anni ’60.

Fulcro della vita e dell’opera di Ambrogio Folonari è la trasformazione dei vini rossi toscani in prodotti iconici, capaci di armonizzare tradizione e innovazione, esaltando le caratteristiche di un territorio con tradizioni vitivinicole millenarie. Il punto più alto di questo progetto, che il libro racconta fedelmente, è l’acquisto delle Tenute del Cabreo e la nascita dell’etichetta Cabreo Toscana IGT, tra i primi SuperTuscan prodotti in Italia, diventa presto il simbolo della rinascita toscana nel settore.

“Mio padre ha dedicato tutta la sua vita al vino, lavorando sempre nel segno dell’innovazione e nel rispetto della tradizione – ha dichiarato il figlio Giovanni Folonari, attuale Presidente della Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute – Proseguiamo su questa strada, con la sua presenza insostituibile e la sua grande capacità di visione. Le Tenute del Cabreo, acquistate dalla mia famiglia negli anni ’70 in località Zano in comune di Greve in Chianti, sono oggi il simbolo di questa integrazione tra le tradizioni secolari del Chianti Classico e l’esigenza di innovazione. Al Cabreo abbiamo infatti creato un vero e proprio polo dell’ospitalità, con i due relais e il ristorante, che presto sarà completato dalla nuova cantina oggi in corso di realizzazione: sarà un luogo quasi sacrale, una vera e propria culla per gli alti profili sensoriali di questi vini”. 

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