Il convegno “I Musei del Vino tra Cultura, Innovazione e Promozione Territoriale”, tenutosi in Camera di Commercio a Verona, è stato un’occasione per fare il punto sul progetto del MUVIN.
Il convegno ha visto esperti del settore, accademici e imprenditori riunirsi per discutere il ruolo chiave dei musei e degli hub del vino nel panorama culturale, economico e territoriale. Nel corso del convegno, sono stati illustrati gli avanzamenti del progetto ed è stato presentato il team internazionale di architetti, curatori scientifici ed esperti di tecnologie museali e multimediali, incaricato di affiancare la fondazione nel progetto. Tra questi l’esperto e Master of Wine anglo-australiano Steve Charters, gli studi d’architettura Ardielli Fornasa Associati con Mirko Scaratti e Capitale Cultura Group per i contenuti museali.
È stata, inoltre, presentata un’analisi condotta dall’Economic Living Lab, spin-off dell’Università di Verona, sugli effetti che il nuovo hub culturale avrà sul territorio. “L’impatto diretto e indiretto sull’economia della provincia ammonterà a circa 700 milioni di euro in 10 anni – spiega il Prof. Diego Begalli, Presidente della fondazione MUVIN e Prorettore dell’Università di Verona – La ricaduta sul sistema regionale e multiregionale raggiunge invece 3-400 milioni di euro con un moltiplicatore di 1 a 30, se consideriamo che l’investimento complessivo sarà nell’ordine di 20 milioni di euro. Si tratta di un impatto ben superiore alla media definita dagli studi più accreditati sull’economia della cultura”.
A esporre il Business Plan 2024 del MUVIN, Enrico Ghinato, consigliere d’amministrazione della fondazione e già alla guida di parchi tematici del livello di Gardaland e Aquardens: “Il MUVIN impiegherà a regime circa 200 persone. Una vera e propria impresa culturale che, già nella fase di start up, raggiungerà l’equilibrio tra ricavi e costi di gestione e arriverà in cinque anni al traguardo di 350 mila visitatori e 7 milioni di fatturato”. “Ma l’aspetto ancora più importante – tiene a precisare il manager – riguarda il ricavo medio per visitatore, che si attesterà a 14 euro, grazie a un modello di business basato su un mix di esperienze e offerte, incluse degustazioni e merchandising. Un risultato che ci allinea ai più virtuosi standard internazionali di gestione museale”.
“Nel 2020 il Consiglio Regionale all’unanimità ha approvato la legge sugli ecomusei del Veneto – ha detto il consigliere regionale Enrico Corsi – L’Italia, unico grande produttore d’Europa a non avere un museo internazionale del vino, ha oggi l’opportunità di costruire un hub culturale di ultima generazione e allineato ai linguaggi più moderni della multimedialità e del nuovo turismo culturale”.
“Penso che l’idea di un Museo del Vino qui a Verona – commenta Steve Charters (Burgundy School of Business di Digione), a capo del team di curatori scientifici del progetto – sia molto interessante. Sebbene esistano già percorsi museali dedicati al vino in Europa e nel mondo, questo progetto si contraddistingue per il fatto che il focus, a differenza degli altri casi, non sarà sul prodotto e la sua produzione, bensì sul valore culturale del vino. Ed è molto importante di questi tempi, perché penso che stiamo sottovalutando l’importanza di quest’aspetto fondamentale e delle figure associate, dai produttori ai consumatori. Penso che debba passare questo messaggio e che il progetto MUVIN possa essere un’ottima opportunità per farlo”.
La Fondazione Museo del Vino
La Fondazione Museo del Vino MUVIN nasce nel 2022 a Verona, con alcuni specifici
obiettivi:
-Promozione per la realizzazione, in Italia, del primo Museo del Vino di livello Internazionale, al pari dei più importanti musei oggi operanti in Europa, quali la Cité du Vin a Bordeaux (Francia), WoW a Porto (Portogallo), Vivanco in Spagna.
-Educazione e divulgazione culturale: offrire al pubblico una comprensione più approfondita della cultura del vino, dai valori dell’origine ai metodi di coltivazione e produzione, alle relazioni con l’arte, la storia e i paesaggi.
-Promozione territoriale: collegare il mondo del vino al territorio, mostrando come i musei del vino possano contribuire alla promozione turistica locale, attraverso il rafforzamento del valore delle destinazioni.
-Innovazione e sostenibilità: esplorare il ruolo dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità nella produzione vinicola moderna, con uno sguardo rivolto al futuro del settore.
MUVIN è un’iniziativa che coniuga cultura, tradizione, economia e innovazione, facendo
del vino un protagonista del patrimonio italiano e internazionale.
La Fondazione è un ente senza scopo di lucro. I soci fondatori sono le associazioni economiche del territorio, degli agricoltori (Coldiretti, Confagricoltura, Cia), l’associazione Avive, che riunisce tutti i consorzi delle DOC e DOCG della provincia di Verona, le associazioni dei commercianti con Confcommercio e Confesercenti, della piccola industria con API e del mondo cooperativo con Confcooperative. Tutti hanno trovato nell’oggetto sociale di MUVIN una piena condivisione dell’iniziativa ed è la prima volta che a Verona tutte le associazioni economiche territoriali aderiscono a un’iniziativa culturale che ha rilevanti ricadute sul turismo e il sistema economico-sociale del territorio.
Lo statuto della Fondazione prevede l’istituzione di un Comitato Scientifico che ha il compito di assistere il Consiglio nell’elaborazione delle strategie, nelle relazioni con le autorità internazionali, comunitarie, nazionali, regionali e cittadine e con le istituzioni accademiche. Di questo fanno parte gli accademici presenti nel Consiglio Generale della Fondazione (Prof. Diego Begalli, Prof. Maurizio Ugliano e Prof.ssa Nicoletta Zerman). A questi si aggiungono la Prof.ssa Roberta Garibaldi dell’Università di Bergamo e il Master of Wine Dott. Andrea Lonardi, la Dott.ssa Emanuela Panke.
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