Sicilia en Primeur 2026: un’analisi dell’enoturismo siciliano

“L’enoturismo per le cantine siciliane è una leva strategica fondamentale. Non solo un’opportunità economica per le aziende ma uno strumento potente per raccontare il nostro vino attraverso il paesaggio, la gastronomia, l’arte e le identità profonde dell’isola”.
Mariangela Cambria
, presidente di Assovini Sicilia, ha spiegato così il tema della ventiduesima edizione di Sicilia En Primeur (SEP), la manifestazione internazionale che ogni anno richiama oltre un centinaio di giornalisti da tutto il mondo per approfondire la conoscenza del vino siciliano attraverso degustazioni, visite nei territori, incontri ed
esperienze con i produttori.

Sotto l’egida di “Taste the island. Live the story“. (Assaggia l’isola. Vivi la storia) le 56 cantine associate Assovini hanno complessivamente offerto oltre mille etichette di vino da assaggiare.
Punto di partenza è stata la città di Palermo che ha accolto la stampa nel Real Albergo delle Povere, per le degustazioni tecniche e poi nella bellissima Chiesa sconsacrata di Santa Maria dello Spasimo per il wine party e ancora nel barocco Palazzo Sant’Elia per il convegno.
Successivamente i numerosi tour, organizzati da Assovini Sicilia, hanno portato i giornalisti in tutte le aree vinicole siciliane, dall’Etna a Pantelleria, da Lipari a Marsala sino a Vittoria.

Viaggi che sono andati oltre la degustazione dei vini, diventando vere e proprie esperienze culturali e di scoperta dei contesti territoriali e produttivi dell’intera Sicilia.

Il Focus

L’analisi del fenomeno enoturismo in Sicilia è stata affidata al Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo (Ceseo)- Università Lumsa, nel quale si evidenzia che nel 2025 secondo 61,4% delle cantine associate Assovini coinvolte nell’inchiesta, ha registrato un aumento dei visitatori e solo una piccola quota (10%) segnala una contrazione. Il 74,7% indica tra gli enoturisti una prevalenza di clientela straniera, proveniente soprattutto da Europa e Stati Uniti.
Per l’inchiesta, l’enoturismo rappresenta per il mondo vitivinicolo siciliano una componente economica in crescita: il 58,3% delle aziende dichiara che dall’enoturismo, esclusa la vendita diretta del vino, deriva meno del 10% del proprio giro d’affari.

Tuttavia, questo valore – pur non elevato – costituisce comunque un segnale significativo della rilevanza economica del fenomeno, evidenziando come l’enoturismo sia già una voce concreta e in progressiva crescita all’interno del modello di business delle cantine.

Tra i principali punti di forza emerge anche la sostenibilità: l’86,7% delle cantine produce energia da fonti rinnovabili, il 56,2% copre almeno il 40% del proprio fabbisogno energetico attraverso energie green, l’88% ha eliminato la plastica monouso nell’accoglienza e circa sette aziende su dieci utilizzano bottiglie leggere prodotte in Sicilia da vetro riciclato nell’isola.

Per Antonello Maruotti, coordinatore scientifico CESEO e docente di Statistica presso l’Università Lumsa Roma: “il report al quale abbiamo lavorato restituisce l’immagine di un ecosistema dinamico e già strutturato, nel quale la qualità dell’esperienza enoturistica si accompagna a una crescente attenzione per sostenibilità e innovazione”.

Il quadro che emerge dall’analisi dei dati nel 2026 è quello di un sistema enoturistico vivo, già ben internazionalizzato e dotato di una base aziendale spesso più strutturata di quanto si osservi altrove. L’offerta, osservata in profondità, mostra una base robusta:
servizi essenziali molto diffusi, sale degustazione, shop, percorsi di visita, personale formato, ampia presenza di parcheggi anche per pullman e una forte centralità delle visite guidate con degustazione nelle loro varie declinazioni.

Buono anche il livello di digitalizzazione di base – siti web, e-commerce e mailing list – mentre resta ancora limitato l’utilizzo di strumenti più evoluti: solo il 20% delle aziende dispone di un Wine Club strutturato e una quota non piccola di aziende non presidia abbastanza il ruolo dell’ufficio turistico locale e delle società che commercializzano visite in cantina.
Anche l’adozione dell‘Intelligenza Artificiale è ancora iniziale: il 30,6% dichiara di utilizzarla, soprattutto in marketing del vino e comunicazione, mentre il principale ostacolo non è il costo, ma la carenza di competenze digitali e la scarsa integrazione con i
sistemi esistenti.

SEP si conferma come una delle più importanti manifestazione italiane dedicate al vino, unica per capacità di legare l’assaggio dei vini alla scoperta dei territori, dei contesti culturali e produttivi di cui la Sicilia è ricca.

Andrea Gabbrielli

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Romano, giornalista e scrittore, dal 1989 è stato caporedattore della guida Vini d’Italia e dal 1992 caposervizio del mensile Gambero Rosso. Dal 1996 è libero professionista. Vincitore di vari premi giornalistici nazionali e internazionali, autore di libri e trasmissioni televisive, è giurato nei concorsi internazionali Mondial de Bruxelles e Mundus Vini.

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