La chiave di volta per comprendere il nuovo modo di approcciarsi al vino dell’azienda Cecchi sta nella scelte che hanno contribuito alla nascita del Brunello di Montalcino Aminta, recentemente presentato a Firenze.
La casa vinicola toscana, fondata nel 1893, ha un’antica consuetudine con il sangiovese avendo delle proprietà sia in Chianti Classico (Villa Cerna e Villa Rosa) sia in Maremma (Val delle Rose).
Montalcino era un obiettivo che si è concretizzato solo nel 2018 quando è stata acquistata una tenuta nell’area di Castelnuovo dell’Abate e dell’Abbazia di Sant’Antimo che ha preso il nome di Aminta, una fusione tra il nome di Anita, madre di Andrea Cecchi, scomparsa nel 2017, il Monte Amiata che domina il paesaggio dell’area sud orientale del Brunello e infine un richiamo letterario a Torquato Tasso e alla sua opera “Aminta” che ha come luogo topico una fonte come la sorgente termale naturale che si trova al margine del bosco della tenuta. Anche le etichette dei vini si ispirano a dei vecchi disegni (1948) originali della madre Anita mentre il logo riprende la forma degli scudi dei quartieri di Montalcino.
Sin dall’inizio la scelta è stata quella di studiare la nuova proprietà in modo scientifico approfondendo la struttura geologica dei vigneti e le performances viticole ed enologiche dei 6 ettari di vigneto ( 3 iscritti all’Albo del Brunello e 2,5 al Rosso di Montalcino) suddivisi in tre distinte aree quali Pian Bossolino (3,2 ettari ad una quota tra 395 e 415 metri s.l.m.), Cantina ( 1 ettaro tra 360-388 metri s.l.m) e Caselle (1,3 ettari tra 360 e 388 metri s.l.m.) con suoli diversificati di galestro, pietraforte, sabbie e calcare. “Comprendere e acquisire la complessità dell’area è stato fondamentale per lavorare all’obiettivo di produrre vini profondamente legati al territorio, essenziali nello stile e pensati per durare nel tempo” ha spiegato Andrea Cecchi, Ceo dell’azienda, insieme a sua figlia Giulia. La scelta di parcellizzare la vinificazione per esaltare le caratteristiche dei tre areali vitati è stata una conseguenza così come la scelta di impiegare le vasche di cemento troncoconiche per l’affinamento del Rosso in modo di garantire un’evoluzione mantenendo sia la freschezza complessiva sia le caratteristiche dell’annata.
Per Cecchi, Aminta e i suoi vini (un Brunello 2020 prodotto in 3mila bottiglie e un Rosso 2023 disponibile in 3.100 bottiglie) rappresentano il completamento di un percorso iniziato con il sangiovese tanto tempo fa e allo stesso tempo un’indicazione, un metodo di lavoro per il futuro.
Rosso di Montalcino Doc 2023 Aminta 90/100
Ha un classico colore rubino e al naso presenta note balsamiche e lieve speziatura. In bocca è sapido, teso, piacevolmente nervoso. Retrogusto nuovamente balsamico. Freschezza ed eleganza. Caratteri tipici dell’areale di produzione sud orientale
Brunello di Montalcino Docg 2020 Aminta 92/100
Speziatura in evidenza al naso mentre in bocca spiccano setosi i tannini. Piacevolezza certamente, ma anche struttura più marcata e decisa. E’ un vino ancora in evoluzione con uno stile attuale che evidenzia il territorio e l’annata che ha goduto, specialmente nell’ultimo periodo prima della raccolta, delle importanti escursioni termiche.
Nota
La presentazione dei vini Aminta è avvenuta a Firenze nei locali di Innocenti Wines Ristorante Enoteca (Via del Proconsolo, 16r). Durante la ristrutturazione del locale al piano inferiore è stata scoperta un’antica fullonica (lavanderia) di epoca romana visitabile grazie ad un pavimento panoramico mentre al piano superiore sotto la calce sono stati scoperti ritratti di Dante e Boccaccio. Al piano strada si mangia bene e si beve meglio. La visita, in ogni caso, vale.
Aminta
Str.Prov di Sant’Antimo, 55
Fraz. Castelnuovo dell’Abate – Montalcino (SI)
Tel. 0577 54311
www.cecchi.net
info@amintamontalcino.it
Andrea Gabbrielli
Romano, giornalista e scrittore, dal 1989 è stato caporedattore della guida Vini d’Italia e dal 1992 caposervizio del mensile Gambero Rosso. Dal 1996 è libero professionista. Vincitore di vari premi giornalistici nazionali e internazionali, autore di libri e trasmissioni televisive, è giurato nei concorsi internazionali Mondial de Bruxelles e Mundus Vini.





