Monteverro, la Maremma di alta gamma

photo by Leif Carlsson

Il colpo d’occhio da Monteverro in un pomeriggio di ottobre che sembra giugno, lascia il segno. Le onde del mare della Costa d’Argento, sotto l’effetto del sole che inizia a calare, scintillano, e solo un velo di foschia impedisce la vista dell’isola di Giannutri. Spiega il cantautore Fabio Concato, “…han detto quand’è foschia c’è sempre il sole, ma siccome si vede Giannutri, vuol dire che piove… “. (brano Speriamo che piova – album Giannutri -1990). Già, perché anche qui, la pioggia, incomincia farsi desiderare.  Alle spalle della cantina, come in un quadro il borgo medievale di Capalbio con la Rocca Aldobrandesca e Palazzo Collacchioni che si stagliano sulle colline fasciate da una fitta macchia mediterranea. Nell’aria gli aromi di rosmarino e di ginestra, di timo e di salvia, sono arricchiti dal salmastro delle brezze che spirano dal mare. Qui si coltivava soprattutto grano e ulivi mentre i cinghiali erano padroni – e tuttora lo sono – della campagna. Non a caso era uno dei territori di caccia preferiti da Giacomo Puccini, divino musicista ma comprovato esperto in materia.

photo by Leif Carlsson

E’ comprensibile che Georg Weber, florivivaista tedesco, appassionato di vino, affascinato da Bolgheri e dall’esperienza vinicola a cui ha dato vita, abbia scelto questo piccolo pezzo di paradiso maremmano per dare vita alla sua azienda vitivinicola. Quando poi, qualche anno più tardi arriverà nella sua vita Julia, Monteverro diventerà il progetto condiviso della coppia monacense e il buen retiro per i momenti di svago.

photo by Leif Carlsson

Dal 2008 nel team aziendale si è aggiunto Matthieu Taunay, un enologo orléanais con importanti esperienze internazionali che gli hanno permesso, con grande sensibilità, di domare le esuberanze maremmane indirizzando i vini verso un’eleganza calma, preziosa, in grado di mettere in luce la spiccata personalità di ognuno. Caratteristiche non scontate per un’area pressoché sconosciuta dal punto di vista qualitativo. A completare lo staff enologico due nomi pesanti quali i consulenti enologici internazionali, il francese Michel Rolland e lo svizzero Jean Hoefliger.  Ma nulla sarebbe più sbagliato che pensare ai vini di Monteverro come espressione del “gusto internazionale”, inteso come omologazione ad una serie di stilemi (vini ruffiani, barricati, ecc.) in voga nel mondo

photo by Leif Carlsson

La tenuta Monteverro, situata a 5 km dal mare lungo la strada che dall’Aurelia porta a Capalbio, si estende per 50 ettari e si svolge dai 30 metri agli 80 metri d’altitudine s.l.m.
I 40 ettari vitati sono impiantati su suoli argilloso calcarei dove hanno trovato posto  Cabernet sauvignon e franc, Merlot e Petit verdot, Grenache e Syrah oltre ad una piccola quota di Chardonnay. L’unico vitigno “locale” è il Vermentino. La coltivazione segue i dettami del biologico e tutti i sottoprodotti della cantina (raspi, vinacce, potatura delle siepi, ecc.) diventano un compost per reintegrare i terreni.

L’azienda, che nel 2008 ha effettuato la sua prima vendemmia, produce circa 250.000 bottiglie all’anno suddivise in 6 etichette (Monteverro, Tinata, Chardonnay, Terra di Monteverro, Verruzzo e Vermentino). I vini nascono da parcelle dei vigneti vinificate separatamente e separatamente fermentano naturalmente in vasche inox e barrique. Affinamento in barriques di legno nuovo (60%) e prima dell’imbottigliamento non subiscono nessuna chiarificazione, né filtrazione.

Il Terra di Monteverro Igt Toscana 2019, da uve Cabernet Sauvignon (40%) e Franc (35%), Merlot (20%) e Petit Verdot,(5%) è un vino rosso rubino in cui al naso prevalgono le note profonde di sottobosco ai consueti frutti rossi mentre in bocca la struttura ha nell’equilibrio dei tannini la dote principale, resa assai gradevole dai sentori balsamici della macchia mediterranea. Il finale è setoso e piacevolissimo.
Euro 45,00
Punteggio 90/100

Il Tinaia Igt Toscana 2019, da uve Syrah (70%), 30% Grenache (30%), ha colore granato intenso e piccola frutta rossa, mora soprattutto e sentori speziati di macchia mediterranea – sprazzi di mirto – ma anche cacao amaro. In bocca è morbido, strutturato, con un ritorno di china e di tabacco scuro. Deliziosamente maremmano.
Euro 100,00
92/100

Il Monteverro Igt Toscana 2019, da uva Cabernet Sauvignon (45% ), Cabernet Franc (40%), Merlot (10%), Petit verdot (5%). Rubino scuro molto intenso e profumi molto complessi, ampi ed eleganti con amarene, visciole e sentori speziati e piccanti. In bocca morbido, strutturato, accenni di cioccolato, liquirizia, di grande freschezza e persistenza. Molto affascinante.
Euro 150,00
95/100

Monteverro Srl Società Agricola
Strada Aurelia Capalbio 11
58011 Capalbio (GR)
Tel: +39 0564 890721
www.monteverro.com
mail: info@monteverro.com
Le visite vanno prenotate

Andrea Gabbrielli

Print Friendly, PDF & Email
+ posts

Romano, giornalista e scrittore, dal 1989 è stato caporedattore della guida Vini d’Italia e dal 1992 caposervizio del mensile Gambero Rosso. Dal 1996 è libero professionista. Vincitore di vari premi giornalistici nazionali e internazionali, autore di libri e trasmissioni televisive, è giurato nei concorsi internazionali Mondial de Bruxelles e Mundus Vini.

Previous articleBrunello Independent, puntata 8: Pippo d’Alessandro, Poggio Antico
Next articleBarolo en primeur