Brunello di Montalcino Riserva 2012 Dedicato a Franco Biondi Santi / di Andrea Gabbrielli

Il 26 marzo 2020 sarei dovuto andare a Milano per parlare di Franco Biondi Santi e del suo Brunello di Montalcino Riserva 2012, in occasione di una presentazione organizzata dall’azienda. Covid-19 però era già arrivato, le nostre vite si sono fermate e anche l’appuntamento, rimandato. In attesa di incontrarci nuovamente, ecco cosa avrei raccontato:

È difficile rimanere indifferenti di fronte ad un Brunello Riserva Biondi Santi. Non è semplice degustare un vino che sfugge alle collocazioni riproponendo un modello, uno stile di vinificazione e di invecchiamento, molto lontano da ciò che solitamente capita di assaggiare in giro per il mondo.

[…]

I vini che hanno il “crisma della longevità” sono degli straordinari e affascinanti messaggi in bottiglia che non temono gli insulti del tempo e alimentano non solo la memoria ma anche il mito. È un dono di pochi“.

Si tratta di alcune frasi, estrapolate da un mio testo, che Kerin O’Keefe mi aveva chiesto per il suo volume “Franco Biondi Santi – Il gentlemen del Brunello” pubblicato nella collana I semi da Veronelli Editore nel 2004. Ho conosciuto Franco Biondi Santi (11 gennaio 1922- 8 aprile 2013) alla fine degli anni Settanta e poi successivamente l’ho incontrato diverse volte in occasione delle mie visite al Greppo. Infatti per molti anni sono stato il responsabile delle degustazioni della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso a Montalcino e in questa veste è sempre stato un punto d’orgoglio visitare e mantenere i rapporti con tutte le cantine della zona, dalle più importanti a quelle che avevano iniziato da poco tempo le attività. Il 28 Settembre 1994, insieme ad una ventina di esponenti della stampa nazionale e internazionale, sono stato invitato a “100 anni di Riserva Biondi Santi”, la degustazione più bella ed emozionante a cui abbia mai partecipato.

Ho assaggiato molti vecchi vini ma quell’incredibile serie di annate, 1888, 1891, 1925, 1945, 1955, 1964 e altre sino al 1988, me le sento ancora in bocca, nonostante siano trascorsi 26 anni. Non era la prima volta che mi capitava di assaggiare delle vecchie annate ma sono poche le degustazioni che mi sono rimaste così in mente. Magari singole bottiglie, sì. Infatti ho un ricordo ancora molto nitido della bottiglia di Champagne Goût Américain 1907 della Maison Heidsieck & Co. Monopole, degustato nel 2000, dopo essere rimasta per quasi un secolo nella stiva di una nave in fondo al Mar Baltico. Ma questa è un’altra storia.

Tenuta Il Greppo vista dall’alto

L’annata 2012 a Montalcino
Dopo un inverno mite con alcune nevicate tardive e una gradevole primavera, l’estate 2012 è stata abbastanza calda ma le vecchie viti non hanno sofferto nonostante la scarsità d’acqua. In settembre alcune piogge hanno ristorato i vigneti e un’accentuata escursione termica tra giorno e notte ha contribuito allo sviluppo aromatico delle uve.

Le Riserve di Franco
Franco Biondi Santi, nella sua lunga vita, ha prodotto dal 1970 al 2012 ben 24 Riserve. Si tratta di Brunello maturati per 36 mesi in botti di rovere di Slavonia. In particolare il Brunello di Montalcino Riserva 2012 fa parte di una lunga serie di annate che tra 30 o 50 anni qualcuno assaggerà e avrà la possibilità di vivere le stesse emozioni che ho vissuto io nel 1994. Non è detto però che il 1888 o il 1891 di Tancredi Biondi Santi, il padre di Franco, saranno ancora disponibili mentre sarei proprio curioso di riassagiare il 1955, il prototipo del Brunello di Montalcino Biondi Santi di sempre. Un vino perfetto. Oggi i 100/100 non sono una rarità come giusto che siano ma sono diventati talmengte comuni e dispensati con così tanta larghezza e generosità, da far perdere il senso dell’eccezionalità che un tale giudizio comporta. Un punteggio così oggi sarebbe stato ampiamente giustificato per il 1955: un Brunello che nel 1994, dopo 39 anni dalla vendemmia, non aveva perso né la freschezza dei profumi finissimi né la dirittura della struttura, nervosa, brillante, ancora perfettamente equilibrata e perfettamente viva, senza accenno di cedimento alcuno. Insomma un vino affascinante quant’altri mai.

Villa Il Greppo Biondi Santi

Tuttora la Riserva Biondi Santi è ottenuta solo da vigneti di almeno 25 anni d’età “…pochi ettari di vigneti nei terreni più vocati. Non si usano né diserbanti né antibotritici al fine di non rischiare di modificare i ceppi dei lieviti naturali del nostro ambiente”. Le frasi virgolettate sono tratte da una lettera di Franco Biondi Santi dell’aprile 1993, insieme ad altre considerazioni tecnico-enologiche che confrontavano la sua visione del modo di fare vino -con “il crisma della longevità”- ad altri che pur provenendo dallo stesso areale montalcinese, non avevano –a suo giudizio- le stesse prospettive di durata nel tempo.

La degustazione

Assaggiato in cantina al Greppo, il 13 dicembre 2019
Ha un classico colore granato come nella tradizione Biondi Santi dovuto all’impiego del clone di sangiovese BBS11 (Brunello Biondi Santi filare 11) selezionato in azienda. Al naso profumi lievi ed eleganti, con qualche sprazzo di spezie, di visciola appena accennata a cui segue prima un sentore di rosa e successivamente un fruttato che ricorda la prugna. In bocca la tannicità è perfettamente equilibrata; l’acidità che rende distinguibile il Brunello BS ma anche la sapidità rendono la bevuta particolarmente piacevole e l’alcolicità non è mai invadente. Anche in questo caso la freschezza complessiva del vino apre al futuro. Sì, direi proprio che anche la Riserva 2012 ha, secondo i canoni di Franco Biondi Santi, il “crisma delle longevità”. Mio personale giudizio: 99/100.

Prezzo di vendita (dai principali siti) Euro 490,00

 

Andrea Gabbrielli, romano, giornalista e scrittore, dal 1989 è stato caporedattore della guida Vini d’Italia e dal 1992 caposervizio del mensile Gambero Rosso. Dal 1996 è libero professionista. Nel 1990 ha vinto il Premio Internazionale Barbi Colombini, nel 2012 il Premio giornalistico Terre del Nero di Troia, nel 2014 il Premio giornalistico Rieti Cuore Piccante, nel 2018 l’Etna Wine Award e il Premio Internazionale Casato Prime Donne, sezione Io e Montalcino. E’ giurato nei concorsi internazionali Mondial de Bruxelles e Mundus Vini. Collabora con le più importanti testate enogastronomiche – tra cui il Gambero Rosso e il
settimanale Tre Bicchieri – per cui svolge servizi in Italia e all’estero. Tra le sue pubblicazioni: Pierluigi Talenti – L’altro Brunello (Veronelli editore); Gianni Masciarelli – Un vignaiolo a modo suo (Veronellieditore); Il Vino e il Mare-Guida alla vite difficile delle piccole isole (2011 – Iacobelli Editore).

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