Igt Toscana, i primi 30 anni

Solaia e Tignanello di Antinori, Belnero di Banfi, Masseto di Ornellaia, Luce della Vite di  Frescobaldi, Flaccianello della Pieve di Fontodi, Poggio ai Chiari di Colle di Santa Mustiola, sono solo alcuni dei grandi vini, tra cui alcuni famosissimi Supertuscan, che condividono l’Indicazione geografica tipica (Igt) Toscana che quest’anno ha celebrato a Firenze, nella sede della Regione Toscana in Piazza Duomo, il 30° anniversario della promulgazione (1995). La celebrazione è stata promossa dal Consorzio Vino Toscana, presieduto da Cesare Cecchi, che riunisce 404 aziende ma considerando anche i singoli associati alle 14 cooperative vinicole aderenti, supera i 1.600 associati.

Da tempo sotto l’egida di Igt Toscana hanno trovato collocazione vini di diverso lignaggio, dai più semplici ai più celebrati, ma che per un motivo produttivo o per altro, non possono o non vogliono rientrare nelle Doc regionali esistenti. “Tutelare i vini che portano in etichetta il nome della nostra Regione – spiega Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana – è una necessità che, specialmente negli ultimi anni, si è fatta impellente. E’ un obiettivo difficile perchè l’offerta di Toscana Igt è assai articolata e comprende vini da pochi euro sino ad oltre 200. Proprio per questo la difesa, nazionale e internazionale, dagli usi impropri di questo prestigioso marchio territoriale, è fondamentale”.

Il Consorzio, che ha una rappresentatività tra gli utilizzatori dell’Igt pari al 40% dei produttori e al 62% della produzione (il minimo richiesto dalla legge è il 35% dei produttori e il 51% della produzione della denominazione da tutelare) sta lavorando per ottenere l’ulteriore riconoscimento dell’erga omnes, in modo di poter operare su tutti i produttori e gli imbottigliatori.
Attualmente è in corso la richiesta, presso il Comitato Nazionale vini, per introdurre nel disciplinare di produzione Igt Toscana la possibilità di produrre Spumante.  “Sta a tutti noi– ha detto il Presidente Cecchi – utilizzare al meglio il nome geografico “Toscana”, svilupparne le potenzialità e assecondarne la naturale evoluzione in funzione delle opportunità che le aziende vitivinicole toscane possono cogliere.
Come Consorzio il nostro primo impegno è la tutela del nome geografico “Toscana” da contraffazioni, usi illeciti o impropri ma siamo attivi anche nel campo della valorizzazione dei vini Toscana IGT attraverso l’organizzazione di iniziative a supporto delle aziende associate”.
La celebrazione del 30° anniversario si basa sulla ricorrenza trentennale dall’emanazione del Disciplinare di Produzione del vino Toscana IGT con DM 9/10/1995 G.U. 250 del 25/10/1995, facendo seguito alla Legge 164/1992 che introduceva per la prima volta la classificazione Indicazione Geografica Tipica per i vini.

I NUMERI DELL’IGT TOSCANA
La produzione media rivendicata nel 2024 è stata di di 640mila ettolitri pari al 27% della produzione di vino in Toscana. La superficie media annua di vigneto è di 13.500 ettari e i produttori interessati oltre 4000. Attualmente il valore della produzione nel suo complesso, sotto l’egida Igt  Toscana, è di circa € 470.000.000.  I vini Igt Toscana vanno per il 69% all’estero. In Europa la fetta più sostanziosa delle esportazioni con il 46% del totale, seguita dagli Stati Uniti con il 33%. Il 31% resta in Italia mentre il restante 21% si distribuisce tra Asia (6%) e altre aree (15%).

Andrea Gabbrielli

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Romano, giornalista e scrittore, dal 1989 è stato caporedattore della guida Vini d’Italia e dal 1992 caposervizio del mensile Gambero Rosso. Dal 1996 è libero professionista. Vincitore di vari premi giornalistici nazionali e internazionali, autore di libri e trasmissioni televisive, è giurato nei concorsi internazionali Mondial de Bruxelles e Mundus Vini.

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