Castello di Fonterutoli e le tre Gran Selezione / di Andrea Gabbrielli

Gran Selezione Castello di Fonterutoli

Fonterutoli, nei pressi di Castellina, di proprietà dei marchesi Mazzei sin dal 1435, è uno dei luoghi per eccellenza del Chianti Classico. Borgo ricco di storia, ha origini etrusche e in epoca romana divenne un punto di sosta e di ristoro lungo la strada tra Firenze e Siena. E proprio qui furono stilati i trattati di pace tra le due città, storicamente rivali, che assegnarono ai fiorentini il territorio del Chianti. Da allora Firenze portò il proprio confine a Fonterutoli, costituì la Lega Militare e Amministrativa del Chianti e assunse come emblema il Gallo Nero. Un terroir unico che grazie alla conoscenza secolare della famiglia Mazzei è stato valorizzato sfruttando le possibilità offerte dai suoli poveri e rocciosi -creati dal disfacimento di rocce di alberese e di arenaria- che danno vita a vini complessi, diversi anche se nati a poco distanza l’uno dall’altro. I vigneti di Fonterutoli sono collocati nei territori di tre comuni confinanti del Chianti Classico: Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga e Radda in Chianti. I tre Chianti Classico Gran Selezione (Vicoregio 36, Castello di Fonterutoli e Badiola) nascono all’interno di questo contesto produttivo e sono l’espressione di questi microterritori che anticipano le UGA (Unità Geografiche Aggiuntive) attualmente in corso di approvazione nell’ambito del Consorzio del Gallo Nero.

Castello di Fonterutoli


Castello di Fonterutoli
L’azienda si estende su una superficie complessiva di 650 ettari di cui 117 sono di vigneti specializzati, articolati in cinque zone (Fonterutoli, Siepi, Le Ripe, Belvedere, Caggio) poste tra i 220 e i 550 metri sul livello del mare, a loro volta suddivise in 120 singole parcelle. Le uve provenienti dalle 120 parcelle vengono raccolte a mano, vinificate e maturate in legno separatamente, esaltando le diversità dovute ai suoli e all’altitudine, in una straordinaria ampiezza di aromi.

Chianti Classico Gran Selezione


Chianti Classico Gran Selezione Vicoregio 36 2017
Le uve Sangiovese (36 biotipi) vengono allevate a Vico Regio (in comune di Castelnuovo Berardenga) a 320 metri sul livello del mare con esposizione a sud-ovest su terreni per lo più di alberese, di circa 15 anni di età. La vendemmia è stata effettuata manualmente il 28 settembre. La vinificazione si è svolta in fusti di rovere francese da 500 litri così come la successiva maturazione (18 mesi) per poi passare 4 mesi nelle vasche di cemento. Nel gennaio 2020 è avvenuto l’imbottigliamento e nel luglio l’immissione al consumo. Il Chianti Classico Gran Selezione Vicoregio 36 2017 è stato prodotto in 6500 bottiglie suddivise in tre formati (0,750 lt – 1,5 lt – 3 lt).

Ha colore rubino molto intenso e profumo ampio, complesso ed elegante con speziato, frutta rossa e legno aromatico; in bocca è sapido, elegante con l’acidità in armonia con la struttura. Intenso quanto equilibrato e gradevole, ha nella speziatura gusto olfattiva la sua caratterizzazione. Euro 54 – 90/100

Chianti Classico Gran Selezione Castello di Fonterutoli 2017
Questo vino è stato il precursore, dal 1995, della categoria Gran Selezione. Infatti è un cru di Sangiovese (6 cloni + 8 selezioni massali aziendali) proveniente da 11 parcelle intorno al borgo di Fonterutoli nel Comune di Castellina in Chianti, situate tra 420 – 510 metri sul livello del mare con esposizione a sud, sud-ovest. Il terreno è alberese e calcare, ricchissimo in scheletro e l’eta media delle vigne è 25 – 30 anni. La vendemmia è stata effettuata il 22 settembre. La vinificazione si è svolta in tini tronco-conici di acciaio, la maturazione (18 mesi) in rovere francese da 500 lt per poi sostare per 4 mesi in vasche di cemento. Imbottigliato nel gennaio 2020 è stato immesso in commercio a luglio 2020. la produzione è stata di 40.000 bottiglie in vari formati (375 ml – 750 ml – 1,5 lt – 3 lt – 6 lt).

Il Chianti Classico Gran Selezione Castello di Fonterutoli 2017 ha colore rubino e profumi fruttati più freschi con la frutta rossa in evidenza su uno sfondo di tabacco aromatico; in bocca è elegante e strutturato e ha un tannicità armonica insieme a una persistenza lunga con finale speziato. E’ forse il vino più classico dell’azienda nel senso che ne rappresenta lo stile e la riconoscibilità nel tempo. Euro 48 – 90/100

Chianti Classico Gran Selezione Badiola 2017
Le uve sangiovese (3 cloni + 3 selezioni massali aziendali) provengono dalle vigne dominate dalla piccola pieve romanica detta “Badiòla” nel comune di Radda in Chianti, situate a 470 – 570 metri sul livello del mare ed esposte a sud-est, sud-ovest, principalmente di galestro e arenaria, con scheletro misto. Le vigne hanno un’età media di 16 anni e la vendemmia è stata effettuata manualmente il 3 ottobre. La vinificazione è stata svolta in tini tronco-conici di acciaio e la maturazione, dopo una macerazione di 17 giorni, è avvenuta in fusti di rovere francese da 500 lt per 16 mesi. Il vino prima di essere imbottigliato (750 ml – 1,5 lt – 3 lt) a gennaio 2020, ha passato 5 mesi in vasche di cemento. L’immissione al consumo è stata nel luglio 2020. La produzione è stata di 3000 bottiglie.

Il Chianti Classico Gran Selezione Badiòla 2017 è un vino strutturato ma anche fresco di frutta rossa e di bosco, di grande complessità al naso; in bocca è ricco, con un’acidità e un tannino di alto lignaggio perfettamente in equilibrio. Rispetto alle altre due Gran Selezione, è il vino più indietro ma forse anche il più promettente. Euro 54 – 91/100

Francesco e Filippo Mazzei

La degustazione delle tre Gran Selezione si è svolta lo scorso 8 luglio durante un incontro Zoom al quale hanno partecipato Francesco Mazzei e l’enologo Gionata Pulignani.

L’andamento stagionale 2017
Dopo una gelata intorno al 20 aprile, la primavera e l’estate hanno avuto scarsissime precipitazioni e temperature estive con punte piuttosto elevate, che hanno generato un certo stress idrico, con un ridotto ingrossamento degli acini e un netto calo del peso dei grappoli in generale.
La vendemmia è iniziata con molto anticipo per i vitigni più precoci. Per il Sangiovese la decisione, coraggiosa e vincente, è stata di attendere le piogge di settembre, circa 130 mm in 20 giorni unite a un notevole abbassamento termico con minime che hanno raggiunto i 5 °C, che hanno dato una vera svolta alle uve rimaste in pianta. La qualità delle uve pertanto è risultata piuttosto eterogenea, con punte di ottimo livello qualitativo e complessivamente decisamente superiore alle attese. Il 2017 è una delle classiche annate nelle quali per raggiungere importanti risultati sono necessari una grande esperienza e un’attenta gestione del singolo vigneto, con un approccio tagliato su misura parcella per parcella. Inizio vendemmia: 21 agosto; fine vendemmia: 28 settembre.

 

Andrea Gabbrielli, romano, giornalista e scrittore, dal 1989 è stato caporedattore della guida Vini d’Italia e dal 1992 caposervizio del mensile Gambero Rosso. Dal 1996 è libero professionista. Nel 1990 ha vinto il Premio Internazionale Barbi Colombini, nel 2012 il Premio giornalistico Terre del Nero di Troia, nel 2014 il Premio giornalistico Rieti Cuore Piccante, nel 2018 l’Etna Wine Award e il Premio Internazionale Casato Prime Donne, sezione Io e Montalcino. E’ giurato nei concorsi internazionali Mondial de Bruxelles e Mundus Vini. Collabora con le più importanti testate enogastronomiche – tra cui il Gambero Rosso e il settimanale Tre Bicchieri – per cui svolge servizi in Italia e all’estero. Tra le sue pubblicazioni: Pierluigi Talenti – L’altro Brunello (Veronelli editore); Gianni Masciarelli – Un vignaiolo a modo suo (Veronellieditore); Il Vino e il Mare-Guida alla vite difficile delle piccole isole (2011 – Iacobelli Editore).

 

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