Sicilia en primeur 2022, un modello che guarda lontano

“Il ritorno alle radici, la Sicilia che vive il futuro” è stato il tema dominante dell’edizione n°18 di  Sicilia en Primeur, l’evento di Assovini rivolto alla stampa italiana ed internazionale di presentazione della straordinaria varietà vitivinicola dell’ isola, che quest’anno si è svolto a Erice, il borgo medievale, sede del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana.

“Il tema scelto per questa edizione assume un valore significativo ed attuale perché mette la produzione vitivinicola siciliana al centro del dibattito sui cambiamenti climatici e la candida a pioniera nella vitivinicoltura sostenibile 4.0 -ha affermato Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia-  infatti, grazie alla sua privilegiata posizione, alle sue caratteristiche pedoclimatiche e geopedologiche, dimostra di poter governare meglio di altri territori, le conseguenze del climate change”.

La ricchezza della biodiversità, le buone pratiche tradizionali, le tecniche agronomiche attuali e sostenibili, le varietà autoctone insieme alla ricerca, lo studio, le sperimentazioni, la qualità dei vini, stanno facendo della Sicilia un laboratorio vitivinicolo unico, governato dai tre pilastri del sistema produttivo regionale quali Assovini, l’associazione che raccoglie 90 imprese con un fatturato di 300 mln/euro, il Consorzio Doc Sicilia a cui fanno capo 95 milioni di bottiglie e la Fondazione Sostain, con il suo protocollo integrato di sostenibilità nato dalle esigenze dei produttori e per i produttori.

Dopo i 7 enotour che hanno portato gli 80 giornalisti partecipanti in tutte le aree vinicole della Sicilia, appuntamento per tutti a Erice il 30 Aprile con il convegno dedicato a “Back to the roots. La Sicilia che vive il futuro”. Il contributo tecnico-scientifico è stato ricco e diversificato con gli interventi del professore Antonio Zoccoli, (Presidente Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – “Non c’è vino senza neutrino”), il professore Marco Moriondo (Istituto di Bioeconomia del CNR di Firenze “Cambiamento del clima: impatti osservati ed attesi in viticoltura”) e l’enologo Mattia Filippi (Uva Sapiens- “Le buone pratiche delle aziende siciliane a seguito dei cambiamenti climatici”).
“La Sicilia oggi con 26.241 ettari è il vigneto bio più importante in Italia -ha evidenziato Antonio Rallo, presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia. È un territorio che, per sua stessa natura, identifica nella sostenibilità la chiave di volta del sistema vitivinicolo siciliano. È in questa direzione che si muove l’industria dell’isola, verso vini di qualità, autentici e riconoscibili nella loro identità e sostenibili lungo tutto il processo di produzione”.

I vini di Sicilia en Primeur 2022

I vini da vitigni autoctoni si confermano per la qualità che esprimono e per la superiore capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, chiave di volta del sistema produttivo siciliano. Il Grillo, ormai diffuso in tutta l’isola, offre vini interessanti e pieni, così come il Catarratto, il più diffuso, che ormai ha un appeal crescente, non solo in alta collina. Lo Zibibbo, specialmente in provincia di Trapani, sta diventando un must per molte aziende grazie all’ aromaticità e alla sapidità. Segue l’Inzolia, sempre più curato e affascinante. Il Nero d’Avola, anch’esso diffuso in buona parte dell’isola, continua ad occupare saldamente la posizione di grande rosso isolano, con punte di eccellenza sempre più frequenti. Il Nerello Mascalese, in modo particolare sull’Etna, è un’eccellenza  di cui essere orgogliosi: vini vulcanici, a volte taglienti ma sempre in progressione. Da segnalare gli spumanti etnei metodo classico di cui nei prossimi anni si parlerà sempre di più. Il Frappato, vero inno alla bevibilità e alla piacevolezza, sarà sempre più il vino del futuro. Nocera sugli scudi specialmente quando la sua potenza viene guidata. Cabernet sauvignon, Syrah, Merlot, lo standard è elevato. Solare, mediterraneo, siciliano, insomma di gran classe. Solo il Perricone deve ancora trovare un’identità e uno stile condiviso

di Andrea Gabbrielli

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