L’anima della Barbera d’Asti Superiore 2017 Vite Colte / di Andrea Gabbrielli

Barbera d'Asti Superiore 2017

“Una vigna ben lavorata è come un fisico sano, un corpo che vive, che ha il suo respiro e il suo sudore” (La luna e i falò di Cesare Pavese).

Pensare all’universo della cooperazione come qualcosa di immobile è quanto di più sbagliato si possa immaginare. Terra da Vino è una realtà composta da oltre 5.000 ettari di vigneto coltivati da più di 2.500 piccoli viticoltori che hanno come baricentro la cantina di Barolo.
All’interno di questo contesto non solo economico produttivo ma anche culturale e sociale, è nato il progetto “Vite Colte” che contraddistingue una linea di vini di alta gamma a cui hanno aderito 180 viticoltori per complessivi 300 ettari di vigneto, una parte dei quali in conversione al regime biologico, gli altri in gestione integrata.
In pratica ogni viticoltore dedica solo una parte della sua proprietà a Vite Colte per poter assicurare una gestione attenta, in un costante dialogo con l’assistenza tecnica-agronomica del progetto affidata a Daniele Eberle. Per questo motivo dietro ogni vino prodotto con il marchio Vite Colte ci sono non solo passione e abilità ma anche volti, storie e famiglie.
Una delle particolarità del mondo cooperativo è che grazie alla diffusione territoriale dei vigneti è possibile realmente selezionare i territori e le uve migliori rispetto a chi ha un solo appezzamento, magari in un luogo prestigioso, ma se durante la stagione qualcosa va storto è impossibile rimediare. Ogni anno si vendemmia alla data stabilita e le uve arrivate in cantina vengono affidate alle cure dell’enologo Bruno Cordero.

La Barbera oggi è annoverata tra le grandi uve rosse del Piemonte e del nostro Paese ma non è stato sempre così. La sua ampia diffusione a cui corrispondeva gran parte della superficie vitata regionale, per molto tempo l’aveva fatta considerare più adatta ad un vino popolare da consumo senza tante pretese che soddisfaceva la sete locale abituata all’acidità, che non un vino in grado di attirare anche i palati più esigenti e sofisticati.
Grazie ad alcuni pionieri – Giacomo Bologna in primis- la Barbera ha lentamente assunto una fisionomia diversa, e grazie anche al riscaldamento climatico che ha portato ad una maturazione ottimale oltre a rese produttive più contenute e ad una messa a punto delle tecniche di vinificazione, ha smussato le asperità diventando un vino di grande appeal internazionale con una ampia declinazione territoriale (Monferrato, d’Asti, d’Alba, ecc.).

Barbera d'Asti Superiore

La Barbera d’Asti Superiore La Luna e i Falò Vite Colte nasce in oltre 60 ettari di vigneto. Si tratta di un assemblaggio di uve provenienti da vigneti con terreni e microclimi leggermente diversi tra loro, che consentono di ottenere un vino con il miglior bilanciamento tra struttura e profumi. La vinificazione è di tipo tradizionale, con macerazione di 10 giorni ad una temperatura di 28-30 °C a cui segue l’avvio della fermentazione malolattica. L’affinamento in barriques procede per circa 12 mesi durante i quali questa Barbera, dalla struttura piena e robusta, si arricchisce ulteriormente ed evolve in un vino complesso ed elegante.

La degustazione
Ha colore rosso rubino intenso e profumi intensi e concentrati, molto ampi, che ricordano la liquirizia, il tabacco aromatico speziato e, nel finale, le ciliegie sotto spirito. In bocca è piacevolmente morbido, quasi vellutato, di impatto pieno e molto persistente. Nonostante la struttura prestante, la bevibilità è ampiamente assicurata. Una Barbera che risponde pienamente sia alle caratteristiche territoriali sia a quelle dell’annata (in questo caso la 2017).
Sull’etichetta una citazione de La luna e i falò di Cesare Pavese “La luna, bisogna crederci per forza. Perfino gli innesti, se non si fanno ai primi giorni della luna, non attaccano”.

Barbera d'Asti La Luna e i Falò 2017

 

Andrea Gabbrielli, romano, giornalista e scrittore, dal 1989 è stato caporedattore della guida Vini d’Italia e dal 1992 caposervizio del mensile Gambero Rosso. Dal 1996 è libero professionista. Nel 1990 ha vinto il Premio Internazionale Barbi Colombini, nel 2012 il Premio giornalistico Terre del Nero di Troia, nel 2014 il Premio giornalistico Rieti Cuore Piccante, nel 2018 l’Etna Wine Award e il Premio Internazionale Casato Prime Donne, sezione Io e Montalcino. E’ giurato nei concorsi internazionali Mondial de Bruxelles e Mundus Vini. Collabora con le più importanti testate enogastronomiche – tra cui il Gambero Rosso e il
settimanale Tre Bicchieri – per cui svolge servizi in Italia e all’estero. Tra le sue pubblicazioni: Pierluigi Talenti – L’altro Brunello (Veronelli editore); Gianni Masciarelli – Un vignaiolo a modo suo (Veronellieditore); Il Vino e il Mare-Guida alla vite difficile delle piccole isole (2011 – Iacobelli Editore).

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