Langhe Nas-cëtta del comune di Novello / di Andrea Gabbrielli

A Novello, una ventina di chilometri da Alba, c’è un tesoro semi sconosciuto che si chiama Nas-cëtta (Nascetta o anche Anascetta), un’uva a bacca bianca coltivata da almeno un secolo e mezzo nel piccolo comune, praticamente in esclusiva. Come spesso accade, le uve di buona qualità ma poco generose dal punto di vista della produttività, non hanno vita facile. La fillossera prima, le guerre e la povertà poi, le hanno fatto preferire uve più remunerative (barbera, nebbiolo, ecc.). Pertanto la Nas-Cëtta, è rimasta solo con qualche filare nei vecchi vigneti, come un ricordo del passato.

Una riscoperta
La sua vicenda di vitigno dimenticato però ha avuto una svolta negli anni Novanta grazie alla degustazione di una bottiglia di Nas-cëtta dell’annata 1983. A Franco Marengo, Elvio Cogno, Valter Fissore e al prof. Armando Gambera, degustatori di lungo corso e di grande esperienza, bastarono solo pochi sorsi per rendersi conto che quel vino dimenticato in cantina era una grande opportunità con delle caratteristiche di eccellenza, già descritte alla fine dell’Ottocento. Infatti, solo per citare un testo a mo’ di esempio, nell’Inchiesta Agraria Jacini, dedicata al circondario di Alba, si riporta che il produttore Giovanni Gagna sosteneva che “dalle uve anascette, puossi ancora ottenere vero vino del Reno quando se ne lasci fermentare a lungo il mosto, e se lo invecchi co speciali cure nelle botti”.  

Partendo dai ceppi dei pochi filari rimasti qua e là a Novello, nel 1994 Valter Fissore effettua una prima vendemmia da cui si ottengono 800 bottiglie di vino che riportano in auge il nome di Nas-cëtta, allora classificato come “vino da tavola”. Nel 1995 Elvio Cogno entra in possesso delle uve provenienti dalle due vigne più antiche di Novello risalenti al 1948 e di cui una ancora esistente in località Pasinot, riuscendo così a raddoppiare la produzione. La vigna di Pasinot è ora di proprietà di Le Strette, che dal 1999 si affianca ad Elvio Cogno. Il sodalizio non solo fa decollare le quantità prodotte ma soprattutto facilita il complesso iter burocratico sia per il riconoscimento ufficiale del vitigno e quindi all’iscrizione (2001) al Registro nazionale delle varietà di vite del Mipaaf, sia della creazione, nell’ambito della denominazione Langhe, della sottozona “Nascetta del comune di Novello” o “Nas-cëtta del comune di Novello” (2010). Ai produttori di Novello in sostanza viene riservata la menzione “Nas-cëtta del comune di Novello”, sancita da un disciplinare più restrittivo, che prevede l’utilizzo di uve provenienti esclusivamente da vigneti nel territorio comunale, con una resa massima di 90 Q.li/ha (110 per gli altri territori) e la vinificazione di uve Nas-cëtta in purezza (100%) e non in uvaggio all’85%.

Cantina Comunale

La Nas-cëtta oggi
Attualmente sono circa 40 gli ettari coltivati nelle Langhe di cui 13 nel comune di Novello. “È lusinghiero vedere che oggi anche altre ottime aziende producono la Nas-cëtta fuori dal nostro comune. È la dimostrazione che, pur non essendosi mai diffuso molto, il nostro vitigno simbolo ha una forte personalità”, racconta Valter Fissore, presidente dell’Associazione Produttori della Nas-cëtta di Novello a cui aderiscono 12 aziende del territorio.

Il vitigno e i suoli
I suoli di Novello risalgono a epoca Tortoniana (8 – 6,3 milioni di anni fa) e vengono denominati Marne di Sant’Agata fossili laminate. La loro presenza si snoda da Novello fino a Verduno, passando per la parte alta di Barolo e La Morra, e si dividono in giovani ed evoluti, in base alle percentuali delle componenti. Nei versanti più erosi e pendenti sono frequenti affioramenti di banchi sabbiosi o conglomerati tipici della parte alta di La Morra, mentre in quelli più lunghi e meno pendenti le frazioni più fini (limo e argilla) aumentano.

L’origine e i caratteri dell’uva
Secondo gli studi di Anna Schneider, ricercatrice del CNR di Torino, la Nas-Cëtta si colloca nel gruppo genetico delle tradizionali varietà piemontesi, dall’Arneis al Nebbiolo. Varietà a bacca bianca semi aromatica, già due secoli fa era conosciuta per i vini dalla grande longevità, capaci di arricchirsi di note complesse senza perdere la piacevolezza del frutto tanto che, nella storia, viene più volte paragonata ai grandi vini, francesi e tedeschi. Presenta vigoria e produttività limitate ed è sensibile a peronospora e oidio. La maturazione è tardiva tra metà settembre e inizio ottobre.
A seconda del tipo di vinificazione si possono ottenere sia vini freschi con spiccate note floreali e fruttate sia vini più strutturati e complessi, da fermentare o affinare in legno.

Per conoscere il Langhe Doc Nas-cëtta del Comune di Novello

Arnaldo Rivera annata 2019
Da uve provenienti anche dalla storica vigna del 1963 in località Ravera, vinificate in acciaio a bassa temperatura e affinate 8 mesi sui lieviti. Ha colore paglierino e spiccate note floreali e speziate di salvia all’olfatto; al gusto intensamente sapido, strutturato, persistente. Complessivamente molto gradevole. 88+

Az. Ag. Elvio Cogno annata 2018
Da uve provenienti da località Ravera, vinificate a temperatura controllata e successivo affinamento di 6 mesi in acciaio, 30% in botti di rovere di Slavonia da 15 hl per circa 3 mesi. Ha colore paglierino dorato; al naso note complesse, speziate-muschiate e fondo agrumato. In bocca secco, sapido con un finale nuovamente speziato. Strutturato e persistente. 90

Az. Ag. La Pergola annata 2018
Da uve di Novello, criomacerate per 2 giorni; fermentazione a temperatura controllata e affinamento di 5/6 mesi in acciaio su fecce fini. Colore paglierino classico, ha profumi freschi, floreali con un ricordo di anice/finocchio e miele d’acacia. In bocca, sapido, intenso, fresco. Finale speziato. 90

Az. Vin. Marengo Mauro annata 2019
Le uve provenienti dalla località Tarditi di Novello, dopo la pressatura vengono brevemente macerate in acciaio a temperatura controllata. La fermentazione alcolica viene svolta a bassa temperatura e successivamente il vino sosta per 5 mesi sulle fecce fini. Ha colore paglierino e profumi aromatici e floreali in cui si avvertono arancia e acacia su uno sfondo verde. In bocca è secco, pieno, con un finale speziato di rosmarino. Molto piacevole. 89

Az. Ag. Le Strette annata 2018
Le uve provenienti dal comune di Novello effettuano una macerazione prefermentativa a freddo. Fermentazione e affinamento in acciaio per almeno 6 mesi su fecce fini, prima dell’imbottigliamento in estate. Paglierino e naso concentrato, complesso ed elegante con sentori floreali e di miele d’acacia su uno sfondo vegetale, di erbe. In bocca sapido, strutturato, molto  persistente con un finale lievemente aromatico. 88+

Le degustazioni sono stati effettuate in occasione del Nas-Cëttaland Virtual su Zoom il 7 luglio 2020 nel decimo anniversario della promulgazione della Doc Langhe Nascetta del Comune di Novello

Associazione Produttori Nas-cëtta del comune di Novello
Piazza Marconi, 1
12060 Novello (CN)

www.nascettadinovello.com

 

 

Andrea Gabbrielli, romano, giornalista e scrittore, dal 1989 è stato caporedattore della guida Vini d’Italia e dal 1992 caposervizio del mensile Gambero Rosso. Dal 1996 è libero professionista. Nel 1990 ha vinto il Premio Internazionale Barbi Colombini, nel 2012 il Premio giornalistico Terre del Nero di Troia, nel 2014 il Premio giornalistico Rieti Cuore Piccante, nel 2018 l’Etna Wine Award e il Premio Internazionale Casato Prime Donne, sezione Io e Montalcino. E’ giurato nei concorsi internazionali Mondial de Bruxelles e Mundus Vini. Collabora con le più importanti testate enogastronomiche – tra cui il Gambero Rosso e il settimanale Tre Bicchieri – per cui svolge servizi in Italia e all’estero. Tra le sue pubblicazioni: Pierluigi Talenti – L’altro Brunello (Veronelli editore); Gianni Masciarelli – Un vignaiolo a modo suo (Veronellieditore); Il Vino e il Mare-Guida alla vite difficile delle piccole isole (2011 – Iacobelli Editore).

 

 

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