Troy, un grande Chardonnay alpino

La storia di Troy cioè l’Alto Adige Chardonnay Riserva della Cantina Tramin/Termeno (BZ) ufficialmente si inaugura con il primo imbottigliamento dell’annata 2015 ma senza l’esperienza accumulata con la produzione dello Stoan, a partire dal 2002,  le potenzialità dello chardonnay, forse si sarebbero svelate in modo diverso.

Basti pensare che tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 gli echi dello slogan “ABC – Anything But Chardonnay (Qualunque cosa, basta non sia Chardonnay)” erano ancora forti. Certamente era una polemica contro lo stile (californiano) di fare lo Chardonnay surmaturo, burroso, vanigliato, da cui nemmeno l’altera Borgogna rimase completamente immune, ma nel caso migliore ABC creò un clima di fastidio quasi annoiato e di sottovalutazione nei confronti dello chardonnay. Allo stesso tempo, però, indicò con chiarezza che lo stile per interpretare ed esaltare le caratteristiche e le potenzialità dello Chardonnay doveva essere diverso: leggerezza al posto della concentrazione, eleganza ed equilibrio al posto della pesantezza e tanta, tanta finezza che solo la montagna era in grado di assicurare. La Cantina di Tramin/Termeno quei vigneti alpini ce li aveva.

L’esperienza di Stoan (Chardonnay 65%, più Sauvignon, Pinot bianco e un po’ di Gewürztraminer) fu preziosa. Nei lunghi anni sino al 2015 una parte di quei vigneti di Chardonnay utilizzati per lo Stoan furono messi sotto osservazione e i risultati furono talmente eccellenti da suggerire ai responsabili della Cantina di realizzare uno Chardonnay in purezza in grado di competere ad altissimi livelli. Infatti le vigne di Chardonnay coltivate a 500-550 metri s.l.m. in  località Sella, sul versante orientale del massiccio della Mendola, impiantate su ghiaia calcarea mista ad argilla, davano origine a vini più eleganti e guizzanti rispetto a quelli prodotti ad altitudini inferiori. Non solo, l’andamento climatico sempre più caratterizzato da temperature elevate e dalla scarsità di pioggia, sta favorendo i vigneti in altitudine che godono sia la vicinanza con le montagne, sia i venti freschi provenienti dal lago di Garda e soprattutto maggiori sbalzi termici notturni, donando ai vini non solo freschezza ma soprattutto complessità. In particolare l’enologo Willi Stürz sceglie le uve per il Troy (vuol dire sentiero) in 3 vigneti con un’età media di 30 anni con una pendenza che supera il 30%.

A Roma recentemente presso il ristorante Pipero, la Cantina di Termeno, presenti il direttore commerciale Wolfgang Klotz e l’enologo pluridecorato Willi Stürz, ha proposto oltre alla 2015, le annate 2018- 2019-2021 in degustazione bendata, insieme ai grandi vini da uve Chardonnay delle stesse annate provenienti da ognidove: dai classici bianchi della Borgogna (Meursault 1er Cru; Corton Grand Cru, ecc) alla California (Powder House Estate Vineyard Sonoma Coast Chardonnay) all’Argentina (Adrianna Vineyard White Bones Chardonnay Mendoza), all’Italia con Gaia & Rey Langhe Chardonnay. In altre occasioni le stesse annate sono state in lizza con altri quotati Chardonnay del mondo.

Da questa e da altre esperienze simili, diventa decisiva la gestione dei vigneti in presenza di un clima sempre più problematico e con un riscaldamento generalizzato che pone problemi a chiunque voglia fare vini di qualità a partire dalla viticoltura. Infatti si tratta di cambiare e dare  risposte nuove, Borgogna in primis. Troy grazie alle sue caratteristiche, di eleganza e finezza, permette di collocare Termeno come uno dei terroir di riferimento nel mondo per lo chardonnay. Almeno questo è il parere di chi scrive

P.S. La Cantina Tramin/Termeno vuol dire Gewürztraminer ma di questo vino ne scriviamo un’altra volta. Il Troy lo potete acquistare nei siti specializzati a circa 90 euro

La Cantina

Wolfgang Klotz e l’enologo Willi Stürz

Cantina Tramin è la terza più antica cantina cooperativa dell’Alto Adige. Nasce nel 1898 su iniziativa di Christian Schrott, parroco del paese e allora deputato al Parlamento di Vienna. In un momento storico in cui il prezzo dell’uva non era remunerativo, Schrott avvia il progetto per rilanciare e sostenere il lavoro dei piccoli viticoltori locali. Nel 1971 Cantina Tramin si fonde con la Cantina Sociale di Egna ampliando così il numero di soci e i territori di competenza.
Nel 1989 prende avvio il progetto Selezione, primo intervento compiuto nella direzione della qualità enologica. Il progetto vede una svolta decisiva con l’arrivo in azienda dell’enologo Willi Stürz, le cui scelte e metodo portano negli anni i vini di Cantina Tramin a ottenere autorevoli riconoscimenti da parte dell’alta critica italiana e internazionale.

 

Alto Adige Chardonnay Riserva Troy in vigna

vendemmia 2015
A seguito di un inizio anticipato della primavera con temperature molto miti, la fase vegetativa è partita con notevole anticipo. I mesi estivi hanno visto giornate molto soleggiate e secche, alternate a notti piuttosto fresche; la forte escursione termica ha salvaguardato le uve, facendole evolvere in un ciclo di maturazione fisiologica ottimale. Un settembre fresco ha poi rallentato la maturazione, facendo giungere alla vendemmia grappoli d’uva maturati in modo eccellente. I vini bianchi di questa annata sono eleganti, con un’ottima succosità, profondità e ampiezza di aromi.

vendemmia 2018
Nonostante una germinazione relativamente tardiva, le temperature elevate e l’umidità registrate ad aprile e maggio hanno anticipato la fioritura. Da metà giugno il tempo è stato caldo e secco e un lieve stress idrico ha favorito una conclusione ottimale della crescita della vite e un passaggio ideale alla fase di maturazione. Importanti piogge poco prima della vendemmia si sono rivelate benefiche per l’uva in quanto dopo un’estate arida le hanno permesso di giungere alla fase di maturazione finale con un bilancio idrico positivo. Per tutta la durata della vendemmia il tempo asciutto e soleggiato ha creato le condizioni ideali per una perfetta maturazione e uno sviluppo armonico degli aromi dell’uva. Di conseguenza, per ogni vitigno e in ogni vigneto è stato possibile procedere alla vendemmia proprio nel momento più adatto. Il risultato sono vini bianchi che si caratterizzano per una struttura elegante e una finissima acidità.

vendemmia 2019
L’inverno è finito con cospicue nevicate in montagna. Temperature più miti del solito a marzo e aprile e terreni ben nutriti hanno portato a una germogliazione poco uniforme e prematura. Maggio è stato caratterizzato da temperature più basse che hanno ritardato la fioritura. Il caldo e umido di giugno hanno incrementato il rischio di malattie fungine, contenuto grazie a un attento lavoro manuale in vigna. I restanti mesi estivi sono stati caratterizzati da un periodo di siccità interrotto solo da alcuni forti temporali. Due ondate di caldo non hanno praticamente avuto risvolti negativi. Da metà agosto le temperature si sono nettamente abbassate. Durante tutto il periodo della vendemmia si è registrata una forte escursione termica. La raccolta è cominciata con un ritardo di due settimane rispetto all’anno precedente. I vini bianchi dell’annata 2019 vantano un’impressionante freschezza.

vendemmia 2021
Un lungo inverno ha posticipato il risveglio della vite agli inizi di aprile. Un abbassamento delle temperature dopo il germogliamento ha a sua volta ritardato la fioritura. In seguito, il meteo è rimasto capriccioso con un giugno caldo e un mese di luglio umido che ha posto le basi ideali per l’avvio della maturazione. Agosto ha mostrato il suo lato migliore con settimane soleggiate e temperature notturne eccezionalmente basse. Nonostante qualche breve rovescio a fine settembre/inizio ottobre, la vendemmia, iniziata con un ritardo di circa dieci giorni rispetto al solito e caratterizzata da volumi nettamente inferiori alla media, è stata segnata da numerose giornate calde e notti sempre più fredde. I vini bianchi dell’annata 2021 danno prova di profondità e conquistano il palato con una marcata freschezza e aromi fruttati particolarmente delicati.

Andrea Gabbrielli

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Romano, giornalista e scrittore, dal 1989 è stato caporedattore della guida Vini d’Italia e dal 1992 caposervizio del mensile Gambero Rosso. Dal 1996 è libero professionista. Vincitore di vari premi giornalistici nazionali e internazionali, autore di libri e trasmissioni televisive, è giurato nei concorsi internazionali Mondial de Bruxelles e Mundus Vini.

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