Rinasce il Consorzio Doc Marsala

Dallo scorso 11 novembre il Marsala ha un rinnovato Consorzio di tutela.
È una notizia attesa da tempo che finalmente sana un vuoto che ha privato la denominazione di molte possibilità. Infatti il Marsala, uno dei vini siciliani più ricchi di storia e di tradizione, soffriva per l’assenza di un Consorzio di tutela in grado di rilanciare la sua immagine, di curare efficacemente la promozione sui mercati internazionali,
difendendo il vino dai numerosi tentativi di imitazione.
E così dopo un anno di contatti informali tra le aziende, in concomitanza della
chiusura dell’annata agraria 2022, si è riunita a Marsala la nuova assemblea per
approvare l’ingresso di nuovi soci, modificare lo Statuto ed eleggere un nuovo
consiglio di amministrazione ed infine nominare il Presidente.
All’assemblea hanno partecipato e sottoscritto l’adesione le cantine: Pellegrino, Florio-Duca di Salaparuta, Lombardo, Intorcia, Curatolo Arini, Fici, Alagna Giuseppe, Martinez,
Vinci, Frazzitta, Birgi, Paolini, Casale, Colomba Bianca, Europa, Petrosino. Sono
stati nominati il Presidente del Cda Benedetto Renda, unitamente ai due
vicepresidenti Roberto Magnisi e Giuseppe Figlioli e ai Consiglieri Francesco
Intorcia e Orazio Lombardo.
La novità è l’ingresso delle cantine sociali più importanti del trapanese nella
compagine consortile che si vanno ad aggiungere ai tradizionali imbottigliatori di
Marsala.
Quando nel 2016 l’allora Mipaaf decise di non riconoscere più il Consorzio di tutela
del vino Marsala Doc esistente, fondato nel 1963, perché in aperto contrasto con il
decreto legislativo n°61 dell’ 8/4/2010 secondo il quale “il Consorzio di tutela deve
essere rappresentativo di almeno il 35% dei viticoltori e di almeno il 51% della
produzione di competenza dei vigneti iscritti nello schedario viticolo della relativa
DOP o IGP calcolato sulla base del quantitativo certificato negli ultimi due anni”. Di
fatto ciò aveva significato che i produttori di uve erano stati stati esclusi dai processi
decisionali che riguardavano la Doc Marsala. Ora finalmente questa divisione viene
sanata e si può affrontare il futuro con ottimismo.
“Rinasce il Consorzio per la tutela del vino Marsala – sottolinea il neo Presidente del
Consorzio Benedetto Renda – e unitamente al Consorzio rinasce la Doc Marsala,
marchio che ha reso celebre la nostra città in tutto il mondo. Ciò è reso possibile
grazie alla partecipazione di tutti i produttori, riuniti attraverso la forma consortile
per collaborare e seguire regole comuni per la produzione del vino Marsala”.
Attualmente 4 cantine (Florio, Carlo Pellegrino, Lombardo e Intorcia), occupano
circa l’85% delle quote di mercato del Marsala, con circa una decina cantine a coprire
il restante 15%.
Tra i primi obiettivi del Consorzio c’è il riconoscimento dell’erga-omnes, la tutela e valorizzazione dei territori vocati alla produzione di vino Marsala, oltre che del territorio stesso e l’importante modifica del disciplinare di produzione, con l’inserimento della menzione unità geografica aggiuntiva “Sicilia”, al fine di valorizzare ancora di più il marchio “Marsala” nel mondo. Antonio Rallo, presidente del Consorzio Doc Sicilia, aveva dato la disponibilità, sin da tempi non sospetti, ad agevolare il processo “Da parte nostra c’è la massima apertura ad accogliere la Doc Marsala- ci aveva detto- I vantaggi sono evidenti non solo in termini di risparmio dei costi consortili visto che metteremmo a disposizione una struttura già funzionante e ampiamente collaudata ma anche la possibilità di effettuare controlli efficaci e di effettuare campagne di comunicazione. Naturalmente
le decisioni che riguardano la Doc Marsala, sarebbero prese in totale autonomia”.

Nel 2020 la scomposizione per le cinque tipologie principali previste dalla Doc
Marsala spiega che su un totale certificato di 67.719 ettolitri, il Marsala Fine, con
55.281 hl, ha rappresentato la voce più importante della denominazione. Il Fine è il
Marsala base, ampiamente utilizzato sia come vino a sé stante, in cucina come
ingrediente di molte ricette (scaloppine, ecc.), dall’industria dolciaria (panettoni, ecc.)
e alimentare (carne in scatola, ecc.). A seguire il Marsala Superiore e il Marsala
Superiore Riserva con 12.241 hl ed infine il Marsala Vergine e il Marsala Vergine
Riserva cioè il top di gamma, con appena 196 ettolitri. Queste ultime tipologie, a
partire dal Superiore, raccolgono la scienza e l’esperienza di tre secoli di preparazione
dei vini fortificati. Si tratta di prodotti unici, di assoluta eccellenza, longevità e
tradizione, in grado di competere qualitativamente con qualsiasi altro prodotto
europeo (Porto, Sherry, Madeira, ecc). Una filiera coesa è la base della rinascita.

Andrea Gabbrielli

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Romano, giornalista e scrittore, dal 1989 è stato caporedattore della guida Vini d’Italia e dal 1992 caposervizio del mensile Gambero Rosso. Dal 1996 è libero professionista. Vincitore di vari premi giornalistici nazionali e internazionali, autore di libri e trasmissioni televisive, è giurato nei concorsi internazionali Mondial de Bruxelles e Mundus Vini.

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