Conversazioni tra vino e arte con Armando Castagno presso la Tenuta di Fiorano / Dentro L’Immagine a partire dal 18 dicembre 2018

Vino e arte

A partire dal prossimo 18 dicembre la Tenuta di Fiorano del Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi, sull’Appia Antica a due passi da Roma, apre le porte al ciclo di conversazioni tra vino e arte, dal titolo “Dentro L’Immagine”, ideato e condotto dal giornalista e scrittore Armando Castagno, appuntamento che si rinnova dopo il successo del ciclo dello scorso anno intitolato “Che Cosa Vedo”.

L’edificio padronale della Tenuta è da sempre aperto all’accoglienza di eventi in cui è centrale il legame tra il vino e le arti figurative, la letteratura, la musica concertistica, e la Tenuta di Fiorano stessa, con le sue strutture architettoniche, costituisce un elemento storico-artistico rilevante, oltre che rappresentare un vero e proprio paradiso naturalistico alle porte di Roma.

Di seguito tutte le informazioni, il calendario e i dettagli per partecipare forniti dall’organizzatore e promotore del corso, Rocco Caridi.

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DENTRO L’IMMAGINE
Conversazioni tra vino e arte, stagione 2018-2019, a partire dal 18 dicembre 2018

Sarà un ciclo di 7 incontri aperto a un numero ristretto di partecipanti; con appuntamento una volta al mese, sempre di martedì, in un contesto comodo, lontano dal traffico cittadino eppure vicinissimo alla città, immerso nel verde dell’Appia Antica e con ampio parcheggio a disposizione presso la Tenuta di Fiorano del Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi in Via di Fioranello, 19 a Roma.

Molti anni fa, all’epoca in cui furoreggiava il Maurizio Costanzo Show, apparve nel mondo dell’editoria d’arte italiana una coppia di libri con due titoli che parevano uno in risposta all’altro. Quello di Federico Zeri, decano della critica e genio inarrivabile della connoisseurship mondiale, si intitolava “Dietro l’immagine” (Tea Arte, 1987) e aveva in copertina i celeberrimi Coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck, uno dei quadri più enigmatici della storia dell’arte; quello di Vittorio Sgarbi (Rizzoli, 1989) invece, aveva titolo “Davanti all’immagine”, e in copertina vi campeggiava la meno nota, ma bellissima, Cena in Emmaus di Giovanni Agostino da Lodi. Erano due raccolte di saggi; la prima, quella di Zeri, imperniata sulla lettura delle opere nella loro contestualizzazione sociale, nei loro significati reconditi o non evidenti, sui legami tra arte, vicende storiche, cultura, simbolismi, esoterismi, aneddoti. La seconda, quella di Sgarbi, insisteva invece sui dati palesi delle opere, cioè la materia, la composizione, l’indirizzo cromatico, la luce, le fonti di ispirazione, la personalità dell’artista creatore.

Il corso che Armando Castagno ha intenzione di portare avanti quest’anno si intitolerà, in omaggio a quella stagione della critica, “Dentro l’immagine”, lemma che porta con sé entrambi gli indirizzi indicati, proprio perché l’opera d’arte si presta a una lettura molteplice, o non è un’opera d’arte. Può ben essere un buon dipinto, o una buona scultura, ma senza il “di dentro” fatto di tutto quanto sopra enumerato manca il requisito primo e non negoziabile dell’arte: la complessità del pensiero che la crea.

Per quest’anno, è stato scelto un altro compagno di viaggio di enorme valore culturale ed edonistico tra i vitigni del mondo: il Nebbiolo, creatura proteiforme e imprevedibile, realmente camaleontica al punto da saper fornire esiti completamente diversi a seconda delle condizioni ambientali in cui è coltivato e, a seguire, trasformato in vino.

Non si seguirà uno schema geografico nella proposizione dei tre vini a serata, ma piuttosto si asseconderanno, come di consueto, gli stimoli estetici derivanti dall’analisi e dal godimento delle opere proiettate, toccando però tutte le denominazioni di origine interessate, in tutto o in parte, dalla presenza del Nebbiolo. E quindi, si assaggeranno vini dalla Valle d’Aosta e dall’Alto Piemonte, dal Canavese e dal Roero, dalla Langa del Barolo e del Barbaresco alla Valtellina, dall’Oltrepò Pavese ai Colli del Limbara, fino alla Val d’Ossola.

Per rendere più piacevole la serata verranno proposti degli assaggi gastronomici de La Formaggeria Roma di Francesco Loreti e della Bottega Liberati di Roberto Liberati
Sarà un viaggio stimolante, alla ricerca della forza espressiva umana nelle sue infinite forme e della bellezza come “ombra di Dio nell’universo”, come scrisse la grande poetessa cilena Gabriela Mistral.

Si tratterà, in quest’ordine e salvo cambi di rotta sempre possibili, della straordinaria vicenda della pittura veneta di Tiziano e Giorgione; del mondo introspettivo e pieno di suggestione di Jan Vermeer e dei minori olandesi del secolo XVII; di due prodigiose personalità della fine dell’Ottocento come Claude Monet e Vincent Van Gogh; di Gustav Klimt e degli altri protagonisti della Vienna dell’antiaccademismo al passaggio di secolo; del clamoroso irrompere dell’avanguardia in Italia con la lunga traiettoria del Futurismo, dalla sua genesi al suo tramonto; e dell’artista che più di ogni altro ha incarnato la vicenda del Novecento pittorico, tra contaminazioni, invenzioni, tormenti, attivismi, inquietudini, sperimentazioni e introversioni, ossia, ovviamente, Pablo Picasso.

Programma e calendario (inizio h.20.00 esatte):

Martedì 18 Dicembre 2018 – Conversazione 1: Tiziano

Martedì 15 Gennaio 2019 – Conversazione 2: Seicento Olandese

Martedì 19 Febbraio 2019 – Conversazione 3: Claude Monet

Martedì 12 Marzo 2019 – Conversazione 4: Vincent Van Gogh

Martedì 16 Aprile 2019 – Conversazione 5: Gustav Klimt

Martedì 7 Maggio 2019 – Conversazione 6: Futurismo!

Martedì 4 Giugno 2019 – Conversazione 7: Pablo Picasso

Sede del Corso:
Tenuta di Fiorano
Via di Fioranello 19, Roma

Per informazioni relative a costi e altri dettagli organizzativi rivolgersi a Rocco Caridi.
Mail: roccocaridi@live.it


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