Vinitaly 2018: la Fiera è sempre più legata al business

Vinitaly 2018

Vinitaly 2018: 128mila presenze da 143 nazioni, di cui 32mila buyers internazionali.

Il dato dell’affluenza per questa 52esima edizione del Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati che si è appena conclusa a Verona resta altissimo ma stabile mentre la presenza dei buyers internazionali, con 32mila unità, aumenta del 6% rispetto allo scorso anno.

Ciò significa che la produzione vitivinicola del nostro Paese continua a stimolare e a incuriosire il mercato estero che si riaffaccia ogni anno per consolidare i rapporti già in essere e per avviarne di nuovi.

D’altro canto anche la presenza degli espositori sta aumentando di anno in anno: è stato record di espositori in questo 2018 con 4.380 produttori, circa 130 in più rispetto all’edizione precedente.

Una veloce analisi dei dati parrebbe quindi smentire alcuni detrattori: quella che al Vinitaly non si riesca a fare business come in altre fiere internazionali di settore del periodo e quella che sempre più appassionati disertino il Vinitaly.

Facendo semplicemente i conti col pallottoliere, stando solo ai numeri, in questo Vinitaly ogni azienda dovrebbe aver chiuso o rinnovato in media almeno 7 contratti con l’estero (32mila buyers a disposizione di 4.380 espositori).

E in quanto alle mancate presenze abbiamo assistito quest’anno, come da programma del direttore Mantovani, ad una minore affluenza di pubblico dei semplici consumatori che sono stati dirottati in città e nelle vicinanze su eventi altrettanto interessanti ma meno legati al business. Questo ha permesso una visibile minor quantità di pubblico “appesantito” dall’alcol a fine giornata, e una maggiore concentrazione in Fiera a disposizione per contatti professionali.

 

 


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