L’unicità dei terreni di Fiorano

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I terreni della Tenuta di Fiorano tra il Parco dell’Appia Antica e le pendici dei Colli Albani hanno una matrice vulcanica, eredità delle numerose attività del Vulcano Laziale (Latium Volcano), e una particolare vocazione all’agricoltura in tutte le sue espressioni.

Il Vulcano Laziale, che costituisce attualmente la struttura geologica dei Colli Albani e delle sue pendici e che arriva fino alle porte di Roma, è attualmente classificato come vulcano quiescente. Infatti per l’ultima volta, e “solo” nel millennio scorso, è stata registrata una discreta attività che si è espressa sotto forma di emissioni gassose, deformazioni nel terreno e frequenti deboli scosse sismiche, dopo aver interessato più di un’epoca a partire da quattrocentomila anni fa.

Le colate piroclastiche e laviche che si sono succedute nel corso dei millenni hanno dato vita all’accumulo di tufi e pozzolane di vario genere, formando un cono largo oltre 60 chilometri che arriva gradatamente a lambire le porte di Roma; il materiale vulcanico è andato a sovrapporsi ad un preesistente basamento costituito da sedimenti marini di rocce carbonatiche (argille, sabbie, ghiaie marine e continentali) che formavano un continuo pianeggiante tra la vicinissima costa tirrenica e i monti degli Appennini.

La vocazione alla viticoltura di qualità dei comuni alle pendici dei Colli Albani – che comprende al suo interno anche l’intero sviluppo dei 200 ettari dei terreni della Tenuta di Fiorano – deriva quindi proprio dal tipo di suolo che qui si è venuto a creare, vulcanico e ricco di sali minerali.

Tale tessitura geologica è un patrimonio enorme per la coltura della vite nella Tenuta di Fiorano, un fattore immutabile e la garanzia di una perfetta riuscita qualitativa delle uve provenienti dai vigneti che qui sono impiantati.


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