Il trebbiano giallo dell’Eremo Tuscolano / Per chi l’avesse perso

    trebbiano giallo

    Faccia a punto interrogativo, di tutti o quasi, quando si afferma che il trebbiano giallo è presente in un Frascati (e in altre Doc italiane), ma quale? giallo, toscano, verde, romagnolo, abruzzese, di Soave, spoletino?
    L’analisi delle origini della famiglia dei trebbiani italici ha scoraggiato nei secoli gli ampelografi più pignoli. Ad oggi sono ancora tanti i punti da chiarire.

    Non ci resta che rimanere nell’ambito delle certezze: il trebbiano giallo è storicamente attestato nella zona dei Castelli Romani; il legame con il territorio è stato in epoca moderna ratificato dai disciplinari delle Doc compresenti sul Vulcano Laziale e più di recente nella Docg Frascati Superiore, che è quello che a noi più interessa quando parliamo dell’Eremo Tuscolano di Mario Masini.

    E’ Giuseppe Acerbi l’infaticabile studioso che per primo si lanciò nell’impresa di classificare i vitigni conosciuti al suo tempo, e quindi anche la famiglia dei trebbiano, cercando di distinguere i vari cloni, descrivendone le caratteristiche e le aree di maggior diffusione: nella sua collezione di oltre 1552 varietà di vite, messe a dimora in un podere di famiglia a Castel Goffredo in provincia di Modena, ne isolò 619 probabilmente italiche e tra queste anche il trebbiano giallo.

    Scrive del trebbiano giallo e [..] di alcune viti romane [..] a pagina 135 del suo “Delle viti italiane o sia materiali per servire alle classificazione” (1825, edito da Giovanni Silvestri, Milano): [..] 18. Trebbiano giallo. Fusto di cacciata mediocre. Sarmenti tenacissimi, a nodi piuttosto vicini; foglia alquanto tomentosa al disotto. Raspo mediocremente fitto, con breve peduncolo biancastro. Racimoli orizzontali. Acini sferici, semi-opachi, aurei; fiocine coriaceo, molto astringente. Polpa duracina e zuccherina. [..]

    La pianta presenta un germoglio con apice a ventaglio, cotonoso, di colore verde-biancastro, con orlo carminato; la foglia di media grandezza o quasi grande, pentagonale,  quinquelobata o raramente trilobata; il grappolo è medio o medio-grande, cilindrico-conico, talvolta alato, serrato o semispargolo; l’acino è di media grandezza, sferoidale con buccia di medio spessore e consistenza, molto pruinosa, di colore giallo dorato, frequentemente cosparsa di macchie marroni.

    Il vitigno ha ottima vigoria e garantisce una produzione abbondante e regolare, con epoca di maturazione media. Ogni anno determina, grazie alla sua adattabilità, la sua esuberanza e la sua tenacia, una quota certa e costante per il Frascati Superiore, e quindi anche per l’Eremo Tuscolano, contribuendo al blend soprattutto in fase gustativa, con struttura, nerbo sapido e con le sue tipiche leggere e piacevoli sfumature ammandorlate nel finale.

    [Fonte per le caratteristiche morfologiche: “Trebbiano giallo”, in Principali vitigni da vino coltivati in Italia – Volume IV, Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, 1965]

    Pubblicato il 1° febbraio 2016


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