Sangiovese di Toscana e annata 2013: la coppia perfetta / acquabuona.it

Sangiovese

Da acquabuona.it, 13 Settembre 2017, “Sangiovese di Toscana e annata 2013: la coppia perfetta. Ricordi e suggestioni da una bella degustazione chiantigiana. Prima parte”, a firma Fernando Pardini.

Quelli che seguono sono i pensieri e le parole scaturiti da una degustazione pregnante, composita ed interessantissima, che ha preso a tema due capisaldi della nostra predilezione: il Sangiovese, nella sua declinazione toscana, e una grande annata. Centrata su etichette vecchie e nuove provenienti dal Chianti Classico, spesso celebri, sicuramente di punta nell’ambito delle varie proposte aziendali, affollata da interpreti importanti e molto noti, questa degustazione ha costituito un ulteriore motivo di indagine per trovare conferma ad una sensazione invero già emersa dai reiterati assaggi delle ultime stagioni: l’effettiva bontà della vendemmia 2013 per i rossi toscani. Soprattutto, per quelli a base sangiovese.

E l’affermazione troverebbe ancora maggiore evidenza se si avesse l’opportunità di confrontare in uno stesso contesto vini, anche ben riusciti, di annate precedenti come la 2011 e la 2012, con vini della vendemmia 2013 : il confronto, a tratti, potrebbe risultare impietoso. A favore della ’13, ovviamente. Perché il respiro, l’integrità, la tonicità e la freschezza, sia acida che tannica, che ispira ed alimenta gli esemplari migliori derivati da questa annata non lasciano adito a dubbi: siamo su alti livelli. E su alti livelli resteremo anche nel prossimo futuro, quando un provvidenziale periodo di affinamento avrà giocato a favore di equilibrio e di armonizzazione.

Ebbene questa bellissima degustazione, didattica ed emozionale al tempo stesso, ha fatto emergere a piena luce la cifra stilistica, gli approdi espressivi e le potenzialità di alcune etichette di punta dell’enologia toscana, muovendosi con disinvoltura fra Chianti Classico nelle tipologie Riserva e Gran Selezione, per approdare poi ad una serie di IGT di chiara fama. Lo ha fatto prendendo a riferimento – attenzione –  vini che sono in procinto di uscire sul mercato, o che sul mercato usciranno fra un po’. Per questa ragione, vini decisamente “attuali”.

Ah, tanto per essere chiari fino in fondo: stiamo parlando di Sangiovese, e questo è. O perlomeno questo è nella stragrande maggioranza dei casi, dal momento in cui alcuni dei vini qui raccontati potranno contemplare, assieme a una quota decisamente maggioritaria di sangiovese, percentuali minori di altre uve autoctone come colorino, canaiolo, malvasia nera e via discorrendo, ed è il caso soprattutto di certi Chianti Classico.

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ROCCA DELLA MACIE – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE SERGIO ZINGARELLI 2013

gs-sergio-zingarelliNel vino di punta di Rocca delle Macie traspare con sempre maggiore chiarezza la “piega” e la statura del percorso stilistico intrapreso in azienda da qualche stagione a questa parte. E’ un Sangiovese (più un piccolo saldo di colorino) da singolo appezzamento questo qua, frutto di una elaborazione in grado di rispolverare, quando non di esaltare, una fisionomia classica negli accenti e intrisa di “castellinità”.

Sì, le celebri “terrazze” delle Macìe, a Castellina in Chianti, reinnestate a vite nei primi anni Duemila, iniziano a lanciare i primi concreti segnali in termini di identità. Ciò che in questo 2013 si evidenzia grazie al candore fruttato – portatore sano di suadenza, eleganza e calor buono -, ad uno spettro aromatico ampio e dispiegato (anche sul versante floreale), ad un tatto vellutato scandito da un gusto morbido e levigato solo leggermente veicolato dalle dolcezze dei legni e dall’alcol.

Un vino, insomma, che non nasconde le proprie intimità e la cui personalità può vantare oggi ben altri sottotraccia ed attributi, aldilà della corazza protettiva offerta dalla inappuntabile manifattura tecnica.

Trovate qui l’intero articolo di Fernando Pardini.


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